Attualità e Mercato

pubblicato il 20 marzo 2014

Finti autovelox: il no del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Il Ministro Lupi contrario all’uso dei falsi autovelox che stanno dilagando in Italia

Finti autovelox: il no del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Sicuramente ne avete incontrato almeno uno negli ultimi mesi: stiamo parlando degli ormai famigerati Velo Ok, quei bussolotti di forma ovale colorati in uno sgargiante arancione che sempre più affollano le nostre strade. Sì, proprio quelli che gli italiani pensano essere degli Autovelox dislocati nei tratti urbani ex extraurbani, ma che in verità sono solo delle scatole vuote.
Ve ne parliamo perché finalmente il problema di quelli che si sono rivelati essere solamente dei finti autovelox è arrivato sulla scrivania del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi. Come spesso accade il problema è diventato di dominio pubblico anche grazie a un servizio giornalistico a firma di Mauro Casciari de Le Iene, andato in onda nella puntata dello scorso 12 Marzo. Il servizio di Casciari metteva in evidenza non soltanto il fatto che questi "Velo Ok" fossero solo dei contenitori vuoti, ma denunciava anche l’esempio del Comune di Orte che ne ha posizionati ben 30 in pochissimi chilometri.

IL MINISTERO E’ CONTRARIO
E’ notizia di oggi che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha scritto a Piero Fassino, presidente dell’Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ribadendo il suo parere negativo sui "dissuasori di velocità", il cui uso si sta diffondendo in numerosi Comuni. Alla lettera, firmata dal Capo di Gabinetto del Ministero, vengono allegati i pareri già espressi in passato dagli uffici del Ministero competenti in materia (si tratta di nove risposte alle richieste di Comuni, forze di Polizia Locale e Associazioni di consumatori, dal 2010 al 2014).

Nella nota si legge che i cosiddetti "finti autovelox" sono; "Dispositivi costituiti da contenitori vuoti in materiale prevalentemente plastico di varia foggia e colorazione che vengono posti a margine della strada con il dichiarato intento di condizionare la velocità dei veicoli". Per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti "Non sono inquadrabili in alcuna delle categorie di dispositivo o di segnaletica previste dal vigente Codice della Strada - e pertanto - Non sono suscettibili né di omologazione né di approvazione o autorizzazione".

Il Ministero aggiunge che i finti autovelox possono anche costituire un pericolo, visto che: "La loro eventuale dislocazione a bordo strada dovrebbe considerare la possibilità che tali manufatti possano costituire ostacolo fisso, ancorché posti al di fuori della carreggiata". Il Capo di Gabinetto del Ministro Lupi invita quindi il sindaco di Torino, in qualità di Presidente dell’Anci, a dare ampia diffusione alla lettera "Affinché le varie amministrazioni possano tenere conto delle considerazioni appena svolte nelle loro valutazioni che, peraltro, non dovranno prescindere da una valutazione complessiva della congruità della spesa - (andate a vedere il servizio delle Iene se non lo avete visto N.d.R.) - sia in termini specifici che sotto il profilo dei benefici conseguibili ai fini della sicurezza stradale".
Insomma, giratela come vi pare, ma l’Italia a quanto pare rimane sempre il paese dei furbetti…

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Attualità e Mercato , curiosità , codice della strada , autovelox , multe


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