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pubblicato il 14 marzo 2014

MotoGP: il caos di Factory, Open e Factory 2

I regolamenti MotoGP fanno acqua e Ezpeleta fa il gioco delle tre carte per soddisfare tutti. Ci riuscirà?

MotoGP: il caos di Factory, Open e Factory 2

Se tra gli obiettivi di Carmelo Ezpeleta c’era quello di rendere la MotoGP più movimentata, bisogna dargli anno di esserci riuscito appieno. Diciamo questo perché a solo una settimana all'inizio del Mondiale MotoGp (qui, come vedere la MotoGP in TV), nel Circus regna il caos regolamentare… L’ultimo sasso nello stagno lo ha lanciato proprio Ezpeleta, quando ha "inventato" la Factory 2, per rimediare alle lamentele arrivate dalla Honda per bocca di Livio Suppo.

UN REGOLAMENTO PER OGNI MARCA?
Se volete rileggere in breve un riassunto di cosa sta succedendo trovate tutto in questo articolo di OmniCorse.it; in questa sede invece cerchiamo di porre l’attenzione sulla difficoltà che esiste per chi organizza un campionato di soddisfare le esigenze di ogni partecipante.
Da che mondo è mondo ogni Casa che decide di correre in una data categoria, si studierà il regolamento in modo da interpretarlo al meglio per realizzare le moto più competitive possibili. Quando nei mesi scorsi la Dorna ha emanato i nuovi regolamenti per la MotoGP, divisi in Factory e Open era già molto evidente (e lo abbiamo rimarcato più volte su OmniMoto.it) che quelle proposte alle Case fossero due opzioni con ciascuna vantaggi e svantaggi da studiare con attenzione. Ciò che non è emerso dai regolamenti scritti è che (forse) negli intenti della Dorna c’era quello di avere una categoria con costi più bassi di una MotoGP ma che avesse prestazioni superiori alle CRT che in realtà sono state un flop.

CINQUE DIVERSE MOTO IN GRIGLIA
Peccato che questi nobili intenti siano stati presi in considerazione, probabilmente, solo dalla Honda che ha messo in pista la sua RCV1000 per i clienti, una Open che va nettamente più piano delle omonime Factory, mentre le altre Case hanno letto il regolamento in modo diverso... Diciamo questo perché la Yamaha ha evidentemente dato alla NGM dei motori molto molto simili a quelli ufficiali, visto che nei test invernali le FTR di Espargarò e Edwards sono sempre state velocissime.
L’altra casa ufficialmente impegnata in MotoGP, la Ducati, ha deciso di interpretare alla lettera il regolamento, che non pone dei limiti tecnologici alle moto Open, e di schierare tutte le moto in gara con centralina e software Marelli.

Alla fine della fiera, il campionato 2014 sta per partire con una varietà di moto in griglia mai vista, perché ci saranno: le Honda e le Yamaha Factory che sono delle MotoGP propriamente dette. Poi ci sarà la Ducati che è una "MotoGP declassata Open" per beneficiare dei vantaggi regolamentari (più benzina, più motori e una gomma più morbida). Il terzo tipo di moto in griglia sarà costituito dalle FTR Yamaha del Team NGM, che sono delle CRT con motore MotoGP. Il quarto tipo di moto è la Honda RCV1000 che è l’unica vera "Open", e poi ci sono le restanti cinque Open di Ioda Racing, Avintia e Paul Bird, che in realtà sono le ultime CRT rimaste in gara, di cui probabilmente Ezpeleta si è già dimenticato…
E allora, con cinque diversi tipi di moto in griglia e due soli regolamenti, va da sé che qualcuno rimarrà scontento della stagione in arrivo, e pensiamo che imporre delle regole che cambiano in corsa durante la stagione come prospettato da Ezpeleta sia un fallimentare tentativo di salvare la faccia…
Ma non sarebbe stato più facile fare un regolamento che funzionasse fin dall’inizio, o siamo troppo semplicisti?

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Sport , 1000 , motogp , curiosità , gare , personaggi famosi , editoriale , crt


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