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pubblicato il 24 febbraio 2014

Superbike 2014: le Pagelle di Phillip Island [FOTO]

I buoni e i cattivi di Phillip Island nelle pagelle di OmniMoto.it. Ma anche foto, classifiche e le umbrella girls!

Superbike 2014: le Pagelle di Phillip Island [FOTO]

Debutto col botto a Phillip Island per il Campionato del Mondo Superbike 2014, che si conferma la competizione a due ruote più avvincente in circolazione. In Australia, come sempre, ne sono successe di tutti i colori tra pronostici sovvertiti, cadute e motori finiti arrosto. Quindi: eccoci pronti a una nuova stagione di colpi di scena, e il primo lo facciamo proprio noi che inauguriamo le Pagelle del dopogara Superbike.

EUGENE LAVERTY: SANTO SUBITO – VOTO 10
Voto 10 a Eugene Laverty: scaricato dall’Aprilia a fine 2013 come se non avesse lottato per il mondiale fino all’ultima gara, è arrivato a Phillip Island con una motivazione esagerata. In Gara 1
ha fatto una rimonta spettacolare passando gli avversari come birilli e portando la Suzuki GSX-R 1000 alla vittoria. In Gara 2 ci stava riprovando, anche se Guintoli e Baz non sembravano molto intenzionati a lasciarlo andare, mentre anche Sykes iniziava a farsi minaccioso. Ma a fermare Eugene ci ha pensato il motore della Suzuki, che ha detto basta a sette giri dal termine, inondando la pista d’olio. Peccato: la doppietta era alla sua portata.

SYLVAIN GUINTOLI: ZITTO ZITTO - VOTO 8
Voto 8 a Sylvain Guintoli, che ancora una volta ha fatto vedere che l’Australia gli piace, e che l’Aprilia è la sua moto. Allo start di Gara 1 si è infilato alla curva Doohan come se non esistesse un domani, prendendo quel pizzico di vantaggio che gli ha consentito di tenere a bada gli altri per quasi tutta la gara, cedendo sul finale solo a un Laverty imprendibile e a Marco Melandri. In Gara 2 ha capito che la tattica della prima manche non avrebbe pagato e ha lasciato passare Laverty e lo scatenato Baz per poi riprendere il comando delle operazioni al dodicesimo giro: scelta che gli ha regalato la vittoria quando il motore dell’ex compagno di squadra è esploso.
Guintoli si conferma concreto e veloce e va via da Phillip Island con due soddisfazioni: è in testa alla Classifica, ma soprattutto è davanti a Marco Melandri… Quando imparerà anche ad essere un po’ più comunicativo e sorridente, forse diventerà anche un vincente…

MARCO MELANDRI: DI PIU’ - VOTO 6 MENO
Difficile dare un voto a Melandri: eravamo pronti a vedere il ravennate dominare le gare dall’alto della sua classe cristallina, abbinata a quella che è notoriamente la moto migliore del lotto, e invece… In Gara 1 probabilmente pensava di aver già vinto quando ha capito che Guintoli era alla sua portata, e non si è accorto che Laverty arrivava a velocità smodata… In Gara 2 ha rovinato tutto con un drittone al settimo giro e una rimonta conseguente, tanto forsennata quanto poco utile. Per vincere il mondiale non basta essere veloci, non bisogna sbagliare mai: Sykes docet!

TOM SYKES: LA SAGGEZZA NON PAGA – VOTO 6
Tom lo sa, Phillip Island non è la sua pista preferita e quando ha capito che anche quest’anno non avrebbe portato a casa la coppa del vincitore si è limitato a non sbagliare rimanendo fuori dai guai.
In Gara 1 non c’è riuscito perché si è trovato in mezzo a un gruppo di scellerati che si superavano a ogni curva, mentre in Gara 2 ha trovato la giusta concentrazione all’ottavo giro iniziando una serie di sorpassi che lo ha portato in breve a ridosso del podio. Se la Suzuki non avesse trasformato la pista in una barbecue domenicale, Tom si sarebbe probabilmente giocato la vittoria con Guintoli, visto che il suo passo era lo stesso del battistrada. Tom torna dall’Australia con solo 25 punti in carniere, ma soprattutto con una preoccupazione… Loris Baz il suo giovane compagno di squadra rischia di diventare il suo primo avversario…

LORIS BAZ: IL NUOVO CHE AVANZA – VOTO 8
Che Loris Baz avesse talento da vendere lo avevamo già capito lo scorso anno, quando si mise in evidenza nelle prime gare, prima di incappare in un infortunio. Il giovanissimo francese (21 anni appena compiuti) fa paura e a Phillip Island ha mostrato una grinta e una competitività da pilota navigato. In Gara 1 è stato il primo animatore di un gruppetto di scatenati a centro gruppo dal quale si è poi staccato con Jonathan Rea continuando a superarsi fin sotto la bandiera a scacchi. In Gara 2 si è messo in testa un’idea meravigliosa prendendo la coda di Guintoli e non mollandola, provando anche ad andare in testa al settimo giro, poi superato da Laverty. Baz va via dall’Australia con ben 31 punti, la seconda posizione in classifica e, sicuramente, tanta voglia di far vedere che può vincere!

DAVIDE GIUGLIANO: L’UOMO DUCATI - VOTO 8
A Davide Giugliano bisogna tributare un grande merito: è sicuramente il pilota più spettacolare da guardare mentre guida, e questo lo sapevamo già, ma quest’anno si è presentato il sella alla Ducati più maturo, più consapevole del proprio talento e i risultati si sono visti subito. Davide ci ha provato sempre, in Gara 1 non ha mollato neanche per un attimo, facendo vedere che la sua Panigale recuperava in curva i metri che l’Aprilia di Melandri gli dava sul dritto, e in più punti si faceva vedere affiancando il ravennate all’esterno curva. Iniziare un Campionato con una moto che ancora oggi paga 10 km/h sul rettilineo non è facile, ma Davide sembra in forma e sicuramente ci saranno gare in cui si farà vedere in testa al gruppo.

SUZUKI: DA BRUCO A FARFALLA – VOTO 6 MENO MENO
Cosa è successo alla Suzuki? In pochi mesi è passata da comprimaria a prima della fila, come mai? Tutto merito della sete di vittoria di Eugene Laverty? Diremmo di no, visto che anche Alex Lowes è stato velocissimo per tutto il weekend. Sicuramente Laverty ha portato qualcosa in più nello sviluppo della ciclistica visto che la moto sembra migliorata tantissimo proprio nella fase di percorrenza, ma ciò che preoccupa oggi è il motore. Vedere esplodere il motore di Laverty alla seconda manche della stagione è segno che per recuperare cavalli si è dovuta minare un po’ l’affidabilità…

MEDIASET: VOTO 4
Il servizio offerto da Mediaset per la prima gara della stagione è un po’ deludente, con il solo Alberto Porta inviato in Australia e Guido Meda e Max Biaggi costretti a fare la telecronaca da casa… Mediaset perde la MotoGP ma non rinforza la squadra della SBK, e questo è un peccato visto che il campionato è in crescita.
Il risultato è scadente, con il buon Meda che ci ha messo tre giri ad accorgersi che Melandri non era Giugliano e viceversa… ma anche Max è scivolato su una bella buccia di banana parlando della Suzuki e citando la sua maneggevolezza che gli deriva dal motore quattro cilindri a V. Max, la Suzuki ha abbandonato il 4 a V anche sulla MotoGP…

EBR RACING: IL CORAGGIO DI PROVARCI – VOTO N.C.
Senza voto il debutto nella Superbike della EBR 1190 RX. La squadra italoamericana meriterebbe 10 per il coraggio che ha nell’affrontare a viso aperto i mostri sacri nella categoria, ma le prestazioni sono ancora molto distanti dalla competitività. Chiunque abbia visto le gare avrà notato che ad un certo punto il gruppetto di testa in Gara 1 ha superato una moto sul rettilineo che sembrava ferma: era Aaron Yates, che ha fatto di tutto per spingere la sua Buell ma in gara la sua velocità massima è stata di 274,8 km/h… a quasi 50 km/h dalla ZX-10R di Tom Sykes…

LE CLASSIFICHE
GARA 1
GARA 2
CAMPIONATO

Autore: Redazione

Tag: Sport , 1000 , pista , superbike , gare , piloti , 1200


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