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pubblicato il 23 febbraio 2014

Superbike 2014, Phillip Island, Gara 1: Laverty batte le Aprilia

Esordio vincente in sella alla Suzuki per il nordirlandese davanti a Melandri

Superbike 2014, Phillip Island, Gara 1: Laverty batte le Aprilia

Che la Suzuki fosse cresciuta molto nel corso dell'inverno lo si era capito, ma forse nessuno avrebbe scommesso un euro su una vittoria di Eugene Laverty nella prima gara del Mondiale Superbike 2014. Invece il vice-campione del mondo ha letteralmente aggredito l'asfalto di Phillip Island e si è imposto meritatamente in gara 1, riportando la casa di Hamamatsu al successo dopo oltre tre anni, nonostante una partenza non troppo brillante.

Nei primi giri, infatti, si è trovato in bagarre per la quarta posizione, mentre davanti provavano a fare il vuoto le due Aprilia di Sylvain Guintoli e Marco Melandri e la Ducati di Davide Giugliano. Una volta arrivato ai piedi del podio, il nordirlandese si è ritrovato con oltre 3" da recuperare nei confronti del terzetto di testa, ma evidentemente Eugene aveva grande fiducia nel potenziale della sua GSX-R1000, perchè non si è perso d'animo ed ha continuato a spingere fortissimo.

La sua progressione è stata davvero clamorosa: al 13esimo giro si è accodato al gruppetto di testa ed ha immediatamente scavalcato Melandri. Due giri più tardi è toccato a Giugliano, ma il sorpasso decisivo è arrivato all'inizio della 17esima tornata, quando ha avuto la meglio su Sylvain Guintoli alla seconda curva.

Da quel momento la corsa è diventata un vero e proprio monologo di Laverty, che ha fatto il vuoto alle sue spalle, tagliando alla fine il traguardo con un vantaggio di quasi 3" sugli inseguitori. Alle sue spalle è stata invece molto bella la lotta per la piazza d'onore, riservata nel finale solamente alle due RSV4. A spuntarla è stato Melandri, che quindi bagna il suo ritorno in Aprilia con un secondo posto, davanti ad un Guintoli al quale non è bastato comandare la corsa per 16 giri per fare meglio del terzo posto.

Alla fine Davide Giugliano si è quindi dovuto accontentare della "medaglia di legno", anche se il bicchiere deve essere sicuramente mezzo pieno per la Ducati, che rispetto alla passata stagione ha ridotto in maniera clamorosa il distacco dalla vetta della 1199 Panigale. Forse un piazzamento sul podio sarebbe stato la ciliegina sulla torta, ma se il buon giorno si vede dal mattina, a Borgo Panigale possono essere davvero contenti.

La grande delusione di questa prima gara dell'anno è stata sicuramente il campione del mondo in carica Tom Sykes, che si è dovuto accontentare del settimo posto: il pilota della Kawasaki non ha mai amato la pista di Phillip Island, ma da lui ci si aspettava sicuramente di più che vederlo alle spalle della ZX-10R gemella di Loris Baz ed alla Honda di Jonathan Rea.

Ottava piazza per l'altra Ducati di Chaz Davies, che ha preceduto il terzetto che ha battagliato per il successo nella classe EVO composto dalla Kawasaki di David Salom, dalla Ducati di Niccolò Canepa e dalla BMW di Glenn Allerton. Ad imporsi è stato lo spagnolo della "verdona", ma la corsa si è decisa veramente all'ultimo metro, con uno spettacolare duello carena contro carena con l'italiano.

Continuando a scorrere la classifica, in 13esima posizione troviamo la MV Agusta di Claudio Corti, che quindi si piazza a punti all'esordio, ma bisogna registrare anche dei ritiri illustri come quelli di Leon Haslam, Toni Elias ed Alex Lowes: quest'ultimo, partito con una caviglia malconcia, si è allontanato dalla sua Suzuki zoppicando, ma non dovrebbe trattarsi di nulla di grave.

World Superbike - Phillip Island - Gara 1

Autore: Matteo Nugnes

Tag: Sport


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