Novità

pubblicato il 7 settembre 2005

Bimota Tesi 2D

Controcorrente, come sempre...

Bimota Tesi 2D
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Il progetto originale risale addirittura agli anni ’80, ma a ben guardarla la/ bimota /Tesi 2D appare tutt’oggi estremamente moderna ed avanti di almeno una decina d’anni rispetto a tutte le sue più dirette concorrenti. Certo, rispetto al progetto originale, di cose ne sono cambiate…a partire dalla sostanziale assenza di carenatura, ma la sostanza è sempre la stessa ed è in grado, come sempre, di lasciare a bocca aperta.

E non parliamo di prestazioni assolute, ma semplicemente di un modo di intepretare la ciclistica di una sportiva assolutamente controcorrente rispetto a qualsiasi altro prodotto sul mercato.

Chissà se Roberto Ugolini, nel bel mezzo della definizione della sua tesi di laurea, pensava che quel prototipo che stava nascendo dalla sua matita sarebbe divenuto un’icona della tecnologia e dell’audacia della piccola della Casa riminese…

Via tutto
Il passaggio dalla sigla 1D alla attuale 2D ha portato con sé una ventata di novità. Innanzitutto tutte le sovrastrutture plastiche sono state abbandonate e, solo nel caso del codone, sono state completamente riviste…pur rispettando quelli che sono i canoni di pulizia estetici imposti da una struttura meccanica così raffinata.

Si perché di quel codone slanciato, sostanzialmente, non interessa nulla a nessuno…e non tanto perché non sia ben fatto e realizzato ma perché i pezzi forti, quelli che lasciano sbalorditi, si trovano nella zona centrale ed anteriore e sono in bella vista.

Un vestito fatto di ergal ed alluminio, che basa la sua forza su due piastre ricavate dal pieno tra le quali pulsa il bicilindrico/ ducati /1000 DS e sono infulcrate sospensioni ed i due telaietti: quello anteriore che funge da piastra di sterzo e quello posteriore, ovviamente, come supporto del “volume di coda”.

Insomma, dei classici semimanubri che vanno a stringere i foderi della forcella la Tesi 2D non sa che farsene: al loro posto una lavoratissima piastra di sterzo sulla quale sono infulcrati puntoni e tiranti che per mezzo di un complesso “gioco” di leve fanno sterzare la ruota anteriore.

L’obiettivo è quello di separare la funzione sterzante da quella ammortizzante ed è per questo che il movimento verticale della ruota è gestito da un forcellone che ricorda le soluzioni universalmente adottate al retrotreno da tutti i costruttori motociclistici. Realizzato in alluminio, questa struttura ha un peso contenutissimo e permette di eliminare i cambiamenti di misure “vitali” – avancorsa, escursione della sospensione, angolo di sterzo ecc… - che inevitabilmente si vanno a modificare in curva, in accelerazione o in staccata.

Vista la “stabilità” delle misure Tesi 2D può permettersi di girare con angoli di sterzo compresi tra i 16° a 23° ed un avancorsa, anch’esso variabile, da 78 mm a 105 mm!

Anche dietro, in ogni caso…
Ma anche il forcellone posteriore non poteva essere da meno. Realizzato in alluminio scatolato, vanta una particolare tecnica costruttiva che permette di evitare fastidiose pieghe e nervature a tutto vantaggio della pulizia estetica. Anche il peso è estremamente contenuto dato ce l’ago della bilancia si ferma ad appena 3.1 kg.
I movimenti dei due forcelloni sono gestiti da altrettanti ammortizzatori pneumatici Double System che rinunciano alla molla di contrasto per scendere a patti con la leggerezza.

Scelta azzeccata anche perché con tutte queste amorevoli cure la Tesi 2D denuncia solamente 149 Kg sul libretto di circolazione. Inutile sottolineare come i tecnici/ bimota /parlino del potenziale della loro creatura tra cordoli e tornanti…

1000 DS: leggero e divertente
Ovviamente, per raggiungere un simile risultato alla “prova costume” c’era bisogno di cun cuore estremamente leggero. La scelta è ricaduta sul generoso bicilindrico/ ducati /1000 DS, che fa a meno del liquido per refigerare i suo bollenti spiriti sposando la scelta dell’aria e delle alette di raffreddamento su testate e cilindri.

Si tratta di una unità estremamente semplice, anche nella gestione, ma che risponde sfoderando grandi dosi di coppia quando si ruota il polso destro. La cavalleria non è elevatissima, 92 CV a 8.000 giri, ma la coppia massima è di 92.2 Nm ed arriva ad appena 6.300 giri. Quando parlano di arma da curve, probabilmente, i tecnici riminesi sanno di quel che parlano…

Quanto costa Tesi 2D?
Ovviamente una moto così speciale non può e non vuole essere alla portata di tutti. Il listino parla chiaro: 33.900 euro. D’altro canto di opera d’arte si tratta ed il prezzo ne è solamente che una conseguenza.

Autore: Emiliano Perucca

Tag: Novità , strada , bicilindriche , 1000


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