Epoca e Classiche

pubblicato il 2 febbraio 2014

Le moto di interesse storico del 2014

Ecco le moto che diventano d’epoca quest’anno: quotazioni già in crescita per alcune

Le moto di interesse storico del 2014

Svariate sono le motociclette, o meglio le versioni delle stesse, ad essere considerate, formalmente, d’interesse storico e collezionistico a partire dal 1 gennaio di quest’anno. Vent’anni si è detto, che le moto devono aver compiuto, o dal momento della loro costruzione, che dev’essere debitamente provata dalla Casa madre o, in alternativa, dalla data della prima immatricolazione. Ancora prima che la Federazione Motociclistica Italiana emani l’annuale lista di modelli che possono fregiarsi del titolo di storicità pur senza essere iscritte a un registro storico, vi proponiamo una veloce escursione tra i modelli più interessanti che compiono i fatidici vent’anni proprio nel 2014.

STRADALI, SPORTIVE O CUSTOM
E iniziamo a vedere quali sono le moto nate nel 1994, per passare poi ad analizzare i modelli di maggior interesse collezionistico. Il Brand teutonico per eccellenza presenta, nel 1994, due sue nuove creature, ovvero la BMW R1100GS e la F650, mentre la Bimota propone le YB8, le YB9 e le SB6 ed SB7; la Ducati, sportività fatta motocicletta, invece propone la Monster 600 e le prime 916.
La Honda lancia la VF750C, la Kawasaki la custom Vulcan 750, mentre la Suzuki partorisce la RF900R e la LS650; la Yamaha, Casa dei 3 diapason, sforna la FZR600R, la FZX750 e le YZF750, nelle versioni SP e R.

La Moto Guzzi, storica ed importante industria italiana delle due ruote, segna, con la sua California 1100, un passo importante nel campo delle comode motociclette turistiche di grossa cilindrata, oltre a commercializzare anche due modelli meno fortunati: la 750 e la 1000 Strada.
L’Inghilterra propone svariati modelli Triumph: la Daytona 900 e 1200, la Tiger 900 e la novità assoluta: la Speed Triple 900 cc T301. La Ural, invece, si affaccia per la prima volta, nel 1994, sul mercato delle moto, proponendo anche in Italia i suoi famosi sidecar.
Ma passiamo a descrivere meglio le cinque moto più interessanti (escludendo modelli Bimota, che già da sé sono oggetti da collezione) una per categoria, da inserire nella propria collezione.

SUPERSPORTIVE:
DUCATI 916: LA MOTO DELL’ANNO

La Ducati 916, bicilindrica supersportiva ed avveniristica, un purosangue dei motori, ha avuto, fin dalla sua presentazione, un immediato successo, tanto da vincere tutti i premi di Moto dell’Anno 1994. Fu pensata per sostituire la 851/858 e per perpetrare le vittorie del Brand bolognese in occasione del Campionato mondiale Superbike. Disegnata dalla sapiente mano di Tamburini, la 916 è diventata in un attimo il desiderio dei motociclisti sportivi per le sue sopraffine qualità di race replica, che scaturivano da una ciclistica impeccabile, una dotazione tecnica che le rivali giapponesi dell’epoca neanche sognavano e la proverbiale generosità del bicilindrico Desmoquattro che per molti anni sarebbe stato il motore da battere nel Mondiale Superbike. Trovare oggi una 916 prima serie in perfette condizioni non è affatto facile, viste proprio le caratteristiche corsaiole che portavano i proprietari a usarla con profitto in pista e in gara. Le quotazioni sono già alte ma sono destinate a salire ancora proprio grazie alla incredibile fama di instant classic che la 916 ha sempre avuto.

CUSTOM:
MOTO GUZZI CALIFORNIA: TRADIZIONE ITALIANA

La Moto Guzzi California 1100, fortunatissima discendente della grande famiglia delle California, dal 1971, fu la prima cruiser a montare il motore bicilindrico a V di 90º da 1100 cc. Era disponibile sia con alimentazione a carburatori o ad iniezione elettronica e, come da tradizione, è stata equipaggiata da ruote a raggi da 18"; la sua potenza è pari a 75 CV, raggiunge agevolmente i 190 km/h ed il suo peso è di 245 kg. A trasmettere il moto alla ruota posteriore il valente cardano Guzzi.

NAKED:
TRIUMPH SPEED TRIPLE: L’INIZIO DI UN’ERA

La Triumph, elegante e storica Casa motociclistica britannica, con la sua Speed Triple 900 cc, ha presentato un must in termini di meccanica: è una tricilindrica da 885 cc, con una potenza di 98 CV, fruibile prettamente da un pubblico maschile per via del suo peso non proprio modesto; ha una linea sportiva ed accattivante, pur essendo una naked. C’è da dire, infatti, che i primi esperimenti della Triumph nel settore delle streetfighter erano ben distanti dalle prestazioni da riferimento che hanno le omonime versioni nate qualche anno dopo.

TURISMO:
BMW R1100RS: ANCORA ATTUALE

Una moto che ancora oggi potrebbe essere utilizzata con profitto per viaggiare è sicuramente la BMW R1100RS, una comoda e veloce turistica stradale, dotata dell’evoluzione del classico motore bicilindrico boxer della Casa dell’elica, in versione 4 valvole per cilindro, iniezione elettronica, cambio separato e capace di erogare una potenza di 90 CV. La trasmissione finale è cardanica ed il sistema di sospensioni vede anteriormente il Telelever e posteriormente il Paralever. Oggi la RS è una moto che si compra ad un tozzo di pane, è affidabilissima e ha una linea ancora attualissima.

SPORT TOURING:
SUZUKI RF 900 R: L’INCOMPRESA

Dulcis in fundo una nipponica, la Suzuki RF900R, una moto che voleva portare la Suzuki nel mondo delle Sport Touring. La RF 900 era una sportiva carenata con propulsore quattro cilindri, quattro tempi da ben 135 CV , dotata di cambio a sei velocità, molto veloce (260 km/h), facile da condurre, morbida e godibile. La moto si distingueva per un design quasi avveniristico, e per la particolarità di avere il telaio verniciato in tinta con la carenatura. Peccato che le ciclistica non fosse all’altezza della situazione, ma la RF 900 merita senz’altro una menzione.

Autore: Pier Paolo Fraddosio

Tag: Epoca e Classiche , bicilindriche , 1000 , 600 , mercato , epoca , vintage , 800 , 1200 , 1400 , 500


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