Attualità e Mercato

pubblicato il 21 gennaio 2014

Pedaggi autostradali: la petizione online del Coordinamento Italiano Motociclisti

Partita la raccolta firme contro gli aumenti indiscriminati dei pedaggi

Pedaggi autostradali: la petizione online del Coordinamento Italiano Motociclisti

Quella dei pedaggi autostradali è una piaga che si abbatte sui motociclisti fin dalla notte dei tempi, un balzello iniquo che costringe i motociclisti a pagare le stesse tariffe delle auto fruendo di servizi che non sono gli stessi. Fin dal lontano 1991, il CIM - Coordinamento Italiano Motociclisti (all'epoca CM - Coordinamento Motociclisti), ha contestato l'iniquità dei pedaggi autostradali (identica tariffa per auto e moto, pur con ben differenti utilizzi di spazi, pesi e conseguente usura dell’infrastruttura e manto stradale). A differenza di quanto avviene nel resto d'Europa, l'Italia è l'unica Nazione dove una moto paga lo stesso pedaggio di una berlina o di un fuoristrada, senza poter contare su servizi di pari livello: restare in panne con la moto in autostrada, in Italia, è un'esperienza che non si augura nemmeno al peggior nemico.

ANNO NUOVO, AUMENTI VECCHI
I recenti aumenti dei pedaggi, arrivati puntuali il 1 gennaio, hanno messo in allarme il Coordinamento Italiano Motociclisti, che ha dichiarato che addirittura "rendono evidente la perversione di un sistema in cui lo Stato ha di fatto abdicato al proprio ruolo, lasciando il totale controllo ai concessionari autostradali, che si arricchiscono applicando a loro volta diritti concessori su ogni merce venduta o servizio erogato in autostrada. Oltre, naturalmente, ai pedaggi".

La protesta del CIM si fa più accesa, e suggerisce che fin troppi sono i modi per guadagnare su chi usa le autostrade e attacca: "Quante volte dobbiamo pagare per viaggiare sulle autostrade più care e inadeguate d'Europa? Prima il pedaggio, poi la commissione sul carburante, quella sul caffè e sul panino, e poi - dio non voglia - sul soccorso stradale... Troppe volte, e troppo caro: dobbiamo dire basta a questo sfruttamento parassitario.
Come Motociclisti Italiani rivendichiamo ora più che mai il diritto di contestare la congruità della richiesta dei gestori autostradali in relazione al servizio ricevuto, chiediamo una revisione del sistema tariffario che non sia penalizzante per chi, come noi, determina il minore impatto in termini di congestione ed inquinamento.
Invitiamo quindi i motociclisti italiani a mobilitarsi per realizzare una decisa azione di protesta, e chiediamo a tutti gli altri utilizzatori della rete autostradale, soprattutto coloro che lo fanno per lavoro come gli autotrasportatori, di unirsi a noi. A tutti chiediamo di adottare il metodo dell'autoriduzione o del pagamento differito del pedaggio (metodo adottato dal CIM come forma di protesta in questi anni)"
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Il Coordinamento ha anche attivato una petizione online alla quale invitano i motociclisti a firmare con la speranza che qualcosa possa cambiare. Potete raggiungerla al link: http://www.cim-fema.it/pedaggio


Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , curiosità , editoriale


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