Attualità e Mercato

pubblicato il 13 gennaio 2014

Umberto chiude la sua officina e manda un "Vaffa" a stato e banche

Ringrazia la sua clientela di scooter e moto, ma senza un prestito (negato dalla banca) non aveva altra scelta che la chiusura

Umberto chiude la sua officina e manda un "Vaffa" a stato e banche

Notizie ormai quotidiane e "troppo note"? Forse sì, ma a nostro avviso non bisogna cadere nell'errore di dare per scontato tutte queste vicende e il messaggio che portano, solo perché ci stiamo facendo l'abitudine. L'esperienza di Umberto è una di queste, come riporta il ferrarese Estense.com, una storia di passione durata 5 anni ma terminata prematuramente il 31 dicembre 2013 con la chiusura della sua officina di riparazione per scooter e moto, una decisione spiegata alla clientela senza mezzi termini tramite un cartello appeso alla serranda dell'imprenditore ferrarese, definitivamente abbassata: "Mando a fanculo lo Stato italiano e le banche che costringono noi piccoli artigiani a prendere queste decisioni". Un messaggio diretto, duro e molto chiaro che, senza analizzare le singole parole, esprime un generale sentimento di sfiducia che Umberto, come tanti altri lavoratori italiani, ha manifestato.

La stagionalità della sua attività, legata appunto alla riparazione di scooter e moto che vede nell'estate il periodo di maggior fatturato, quest'anno avrebbe purtroppo giocato d'anticipo minimizzando i margini e, senza quel cuscinetto di risparmi assicurati dagli introiti estivi, Umberto, molto semplicemente, non ce l'ha fatta. A nulla è valsa una richiesta di finanziamento per 3.000 euro inoltrata alla sua banca che - come riporta l'intervistatore Alvoni - a causa di un ritardo di 20 giorni su di un pagamento relativo al mutuo ci tre anni prima, ha negato la richiesta costringendo Gilli alla chiusura della sua officina.

A onor del vero va detto che Umberto può contare su di un'altra collaborazione professionale, un dettaglio che rende la sua situazione (per quanto da noi assolutamente non giudicabile) apparentemente meno grave di altre che di recente hanno colpito la collettività a causa della loro estrema drammaticità. Riportando questa vicenda abbiamo solo voluto mantenere alta l'attenzione di tutti, motociclisti e non, su di un malessere che è sempre più diffuso e che, anche se dimostra in maniera silenziosa i suoi primi sintomi, andrebbe estirpato prima di essere costretti ad abbassare definivamente le serrande, o peggio.


[Fonte > Mauro Alvoni - Estense.com]

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , personaggi


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