Tecnica

pubblicato il 10 gennaio 2014

MotoGP 2014 Ducati indecisa: Factory o Open?

Dovizioso e Crutchlow proveranno la moto in configurazione Open. Ecco perché potrebbe andare più forte

MotoGP 2014 Ducati indecisa: Factory o Open?

La notizia non è stata ancora confermata in via ufficiale, ma a quanto pare la Ducati è intenzionata a fare un test approfondito con i piloti titolari Dovizioso e Crutchlow con la Desmosedici in configurazione Open. Il tutto dovrebbe avvenire durante i primi test collettivi in programma a Sepang dal 4 al 6 febbraio prossimi. La notizia è davvero interessante e solleva alcuni interrogativi che non fanno altro che alimentare alcuni dubbi che da tempo andiamo esponendo sul confronto di competitività tra MotoGP Factory e MotoGP Open.

CENTRALINA MARELLI E SOFTWARE PROPRIETARIO
Il punto principale su cui la Dorna ha battuto molto nel definire i regolamenti Factory e Open riguarda l’equipaggiamento elettronico. Come sappiamo, nel 2014 tutte le moto iscritte useranno la stessa centralina fornita dalla Magneti Marelli, ma chi sceglierà il regolamento Factory avrà la libertà di scrivere da sé il software di gestione, mentre chi opterà per la Open dovrà usare il software fornito dall’organizzazione.
Detto questo, già tempo addietro vi evidenziammo i possibili vantaggi di questa seconda opzione, che si concretizzano essenzialmente in due aspetti: 24 litri di benzina invece di 20, e 12 motori a stagione invece di soli cinque…

QUATTRO LITRI IN PIU’ POSSON BASTARE…
Ora: sorvolando un attimo sull’apparente incongruenza che vedrebbe la Ducati che storicamente ha sempre sviluppato il proprio software in Superbike facendolo girare su hardware Marelli, che si troverebbe ora al paradosso di non poterlo più fare in una classe che dovrebbe essere tecnicamente più permissiva, cerchiamo di capire perché scegliere la Open potrebbe aiutare Borgo Panigale a tornare al vertice.
Innanzittutto avere quattro litri di carburante in più da spendere ad ogni gara significa avere il 16,7% di energia chimica in più (la moto potrebbe fare 4,791 km/l invece di 5,75 km/l su una media di 115 km a GP) e qualsiasi motorista sa che un motore va di più se gli fai bere più benzina… Ma al di là della potenza pura agli alti regimi, avere maggior libertà di scelta sulla quantità di carburante da iniettare ad ogni ciclo anche a carichi parziali o a regimi bassi, permette di ottenere una curva di erogazione più favorevole. E quale è il difetto principale che i piloti hanno sempre imputato al motore Ducati? Di essere scorbutico e poco trattabile… ed ecco qui che i 4 litri di benzina in più potrebbero aiutare gli ingegneri di Borgo Panigale.

12 MOTORI: CHI PUO’ PERMETTERSELI?
Il secondo aspetto da considerare è legato ai motori, visto che averne 12 invece di 5 permetterebbe a Ducati di osare di più sui materiali e sulla ricerca di potenza per permetterle di recuperare su Honda e Yamaha. La norma sui motori, a nostro avviso, è stata stesa dalla Dorna con l’intento di spingere i costruttori ad abbracciare il regolamento Open da qui a due anni e non per favorire i team "privati". Il motivo è semplice: i team privati difficilmente avrebbero la disponibilità economica per fare solo due gare con un motore, mentre una grande casa come la Ducati potrebbe trarre un vantaggio notevole dalla possibilità di avere sempre motori freschi.

Se a questo aggiungiamo che le moto iscritte nella Open avranno a disposizione anche una scelta di pneumatici aggiuntiva di mescola extrasoft, che a quanto pare si è ben adattata nei test alla Ducati Open di Yonny Hernandez, va da sé che l’idea della Ducati di sperimentare il regolamento Open per risalire la china potrebbe rivelarsi tutt’altro che azzardata…

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Tecnica , 1000 , motogp , pista , tecnica , gare , autodromi , piloti , editoriale


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