Interviste

pubblicato il 26 dicembre 2013

Dakar 2014: Intervista ad Alessandro Botturi

Il pilota di Lumezzane è uno dei favoriti al Rally più importante del Mondo. Abbiamo fatto due chiacchiere con lui

Dakar 2014: Intervista ad Alessandro Botturi

Esattamente come è avvenuto l’anno passato, prima della gara, abbiamo intervistato anche quest’anno Alessandro Botturi, uno dei piloti favoriti alla Dakar 2014. Dopo l’ultima volta che abbiamo parlato con lui (era febbraio N.d.R.), il "Gigante di Lumezzane" ha corso ancora una volta con il Team Speedbrain, la stessa squadra che alla Dakar 2013 lo portò più volte nella zona alta della classifica. Il Bottu per quest’anno ci è parso ancora più determinato e siamo sicuri che riuscirà a fare bene. Forte del primo posto al Campionato Italiano Motorally 2013, farà del suo meglio per salire sul podio!

Alessandro, ci risiamo. Si parte per la Dakar! Come ti senti sia a livello fisico che psicologico?
"Mi sono allenato bene per tutto l’anno, queste ultime settimane di "carico" sono molto intense ma le sensazioni sono tutte positive… Speriamo di fare una buona gara!"

Vogliamo già fare un bilancio del 2013 visto che volge al termine, iniziando dal Campionato Motorally per poi passare alle altre gare?
"Dakar a parte, ho vinto il titolo italiano grazie al supporto di Fabio Albertoni di Yamaha Italia, nel team CrossParts.it guidato dal grande Franco Picco.
Mi dispiace per il Raid TT in cui ho fatto secondo e diciamo che il Rally di Sardegna non è andato come ci si poteva aspettare, ma sono contento lo stesso: ho vinto due tappe in una gara del mondiale, e solo la sfortuna mi ha tolto dalla vittoria... Però va bene, e battaglieremo sicuramente il prossimo anno! Tuttosommato, un 2013 positivo…"
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Torniamo alla prossima Dakar. Hai rinnovato con il Team Speedbrain per la stagione in corso; come va la moto e cosa cambia ora che dietro non c’è più Husqvarna ufficialmente?
"Il team è sempre molto valido, con strutture di primo livello. La moto è migliorata ancora in confronto all’anno passato ed è un progetto in continua evoluzione: la prova è il fatto che da questa stagione la Speedbrain 450 Rally è finalmente in vendita anche ai piloti privati.
Sicuramente non avremo più il supporto di una casa come Husqvarna, però il team Speedbrain è rimasto grossomodo invariato. Certo come dimensioni e organizzazione non siamo all’altezza di una Honda o di una KTM ufficiale, ma non ci manca niente, e come moto penso che ce la possiamo giocare con tutti"
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KTM resta l’azienda leader in questa gara, ma Honda durante il 2013 sta dimostrando di poter dire la sua. C’è poi Yamaha che ha fatto un grande investimento con Cyril. Cosa ne pensi di tutto questo?
"Honda ha costruito uno squadrone: cinque piloti di prim’ordine e una moto che va veramente forte. Penso che sarà la rivelazione di questa Dakar, anche se la squadra da battere resta KTM: ha sempre dominato negli ultimi anni, ha piloti forti, un team competitivissimo e soprattutto che non lascia niente al caso.
Penso che alla fine al livello di squadre la battaglia sarà quindi tra Honda e KTM. Yamaha ha fatto un grande investimento con Despres, che è il vincitore delle ultime due Dakar e sicuramente anche lui sarà nella battaglia che conta… Alla fine tre case ufficiali hanno lavorato molto per fare bene, e sicuramente più case ci sono meglio è per questo sport!"
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Immagino che tu non veda l’ora che inizi… Cosa ti aspetti dalla Dakar 2014? Tra l’altro, c’è un Paese nuovo in mezzo, una bella incognita.
"Non vedo l’ora che inizi perché alla fine tutto l’anno mi sono allenato per la Dakar, è la gara più importante, e spero di ben figurare. Non parto con delle idee chiarissime sul risultato, anche perché promette di essere una delle Dakar più dure degli ultimi anni, forse anche a "compensare" l’edizione tutt’altro che impossibile del 2013, sia per l’incognita della Bolivia che per i tantissimi chilometri che percorreremo in Argentina… Diciamo il mio obiettivo resta quello di "farla sudare a tutti", e far vedere che ci siamo anche noi in gara…".

Infine, domanda di rito: gli italiani. Oltre a te chi potrebbe fare bene dei "nostri"?
"Penso che in Italia in questo momento il livello dei piloti purtroppo non sia altissimo, e negli anni futuri anche la Federazione dovrà lavorare per far ritornare l’Italia dei rally ad alto livello. Sicuramente c’è Paolo Ceci, poi a pari livello ci sono Zanotti, Brioschi, Seminara: piloti che possono far bene, ma star davanti è dura, e gli unici che secondo me possono realmente fare qualcosa di positivo sono proprio Ceci e Zanotti…".

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Interviste , enduro , personaggi , gare , interviste , fuoristrada , piloti , personaggi famosi , rally , dakar 2014


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