Attualità e Mercato

pubblicato il 4 dicembre 2013

Rca: la guerra del danno biologico

Le Vittime della Strada dicono no alle nuove tabelle sulle macrolesioni

Rca: la guerra del danno biologico

C’è un tema della Rca che interessa molto da vicino chi va in moto: il danno biologico. Ossia, per sintetizzare brutalmente, il risarcimento in caso di incidente con gravi lesioni fisiche: un evento, è inutile nasconderlo, che riguarda sovente i centauri, utenti deboli della strada, così esposti a ogni sorta di rischio. Anche a causa di "infrastrutture carenti", che è poi la definizione politicamente corretta di "strade piene di voragini". A tale proposito le Associazioni delle Vittime della Strada hanno portato la voce dei grandi invalidi in audizione davanti alla quarta commissione Finanze.

DIMEZZAMENTO?
Il guaio è che - secondo indiscrezioni - il Ministero dello Sviluppo Economico, dietro la legittima pressione dell’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni), intende spingere a favore del dimezzamento del risarcimento alle vittime di incidenti che riportano gravi lesioni. Con la scusa di uniformare gli indennizzi a livello nazionale. Non parliamo del piccolo tamponamento, ma di un sinistro con perdita di un braccio, per esempio. Ecco un caso qualsiasi: un 70enne con il 70% di invalidità permanente; un valore medio di 580.000 euro per le tabelle del Tribunale di Milano, e di 380.000 euro con le nuove tabelle che il ministero intende introdurre. Un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% (perdita totale dell’avambraccio o totale di una mano) è oggi risarcito, come previsto dalle tabelle milanesi, con un ammontare che va da un minino di 384 euro fino ad un massimo di 480.000 euro (compresa la personalizzazione). Con le nuove tabelle, il risarcimento sarebbe 222.000 euro.

UN BEL REGALO
Stando alle le Vittime, dal punto di vista medico legale, la tabella non è quella approvata dai vari organismi scientifici, e tale abuso accadrebbe proprio mentre il Tribunale di Milano ha aggiornato le proprie tabelle, considerate sia dalla Cassazione sia dal Parlamento (26 ottobre 2011- mozione Pisicchio 428 voti a favore e sei contrari) quale parametro di riferimento nazionale per il risarcimento del danno alla persona. E così, dopo l’indennizzo diretto, dopo la riduzione dei risarcimenti per le microlesioni, dopo il colpo di frusta tremendamente difficile da dimostrare e rimborsare, ora le Compagnie potrebbero ottenere l’ennesimo regalo da un Governo (stavolta tocca a quello Letta): il dimezzamento del danno biologico. In cambio di un miraggio: paventate fortissime riduzioni delle tariffe Rca, che non arrivano mai, specie per le moto.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , varie , codice della strada , incidenti , assicurazione


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