Epoca e Classiche

pubblicato il 23 novembre 2013

Yamaha XT 600 Z Ténéré: deserto puro

La Yamaha XT600Z Ténéré ha compiuto 30 anni la primavera scorsa senza dimostrarli! Tetragona ed affascinante, resta un mito delle distese sabbiose

Yamaha XT 600 Z Ténéré: deserto puro

Il sogno dell’avventura e la possibilità di raggiungere mete molto lontane culminarono nella Parigi Dakar, dove Yamaha Motor France recitò un ruolo da pioniere, iscrivendo alla gara le XT 500 appositamente modificate. I responsabili della produzione di Yamaha Europe colsero al volo le opportunità offerte dalla nuova tendenza e sorpresero i vertici giapponesi quando, nel 1981, suggerirono di realizzare un concetto molto difficile da capire in Giappone, dove la moda dell’avventura non aveva ancora preso piede. Alla fine però la sfida fu raccolta e, nel 1983, nacque il primo XT 600 Z Ténéré .

Al massimo della sua popolarità la grintosa due ruote inaugurò la moda delle grosse enduro in stile Dakariano che, durante gli anni Ottanta del secolo scorso, divenne di gran lunga popolare tra i giovani, interessati ad un modo nuovo di concepire e di utilizzare la motocicletta.
Connubio di affidabilità e fascino la XT 600 Z, vantava prestazioni brillanti ed era costruita con materiali di ottima qualità: questi i gustosi ingredienti del suo grande successo. La ruote artigliate prese il nome dalla famosa regione desertica sita nella parte centromeridionale del Sahara e comprendente le immense pianure di sabbia che si estendono dal Nord-Est del Niger alla parte occidentale del Ciad, per un’area complessiva di oltre 400.000 km².

LA PRIMA SERIE
La prima serie della celeberrima ed attraente Ténéré venne prodotta dal 1983 al 1985 con le sigle 34L e 55W utilizzate essenzialmente per differenziarne gli esemplari dal punto di vista cromatico. Il primo di questi, siglato 34L, debuttò in società in occasione del Salone di Parigi, nel settembre del 1982 e venne commercializzato in Italia a partire dalla primavera successiva. La scelta del luogo della sua presentazione non è stata casuale, ma intelligentemente operata considerato il successo che la serie XT aveva riscontrato nella corsa di fuoristrada più dura ed affascinante al mondo.
La Ténéré prima serie, caratterizzata dall’enorme serbatoio dakariano da 30 litri, venne proposta in due livree: quella corrispondente alle unità siglate 34L, divenne leggendaria per via dei colori istituzionali Yamaha, bianca con fregi rossi e neri, cartelle porta-numeri nere, sella bicolore nero/rossa e telaio e soffietti forcella rossi; l’altra, la 55W, era ispirata invece ai colori del Team Sonato/Gauloises di Yamaha Motor France, blu con fregi nero/bianchi, cartelle porta-numeri e soffietti della forcella gialli e sella e telaio neri.

A rendere le due versioni ricche di fascino era complice la particolare doratura dei loro cerchi, chiaramente a raggi. La Ténéré è stata capace di rivoluzionare il panorama dell’enduro per le soluzioni tecniche delle quali era dotata: il freno a disco anteriore da 260 mm che muoveva una forcella pneumatica con steli da 41 mm e corsa di 255 mm, quando di norma imperava il freno anteriore a tamburo, oppure la sospensione posteriore Monocross con forcellone in alluminio, dotata di un’escursione di ben 235 mm, in parte regolata anche dall’azione sul tamburo posteriore da 180 mm.
Il motore monocilindrico quattro tempi, quattro valvole era dotato di raffreddamento misto aria/olio, a cubatura maggiorata rispetto a quello della montato sulla XT550, era da 595 cc, con una spinta formidabile ai bassi regimi ed erogava 44 CV a 6.500 giri ed una coppia di 5 kgm a 5.500 giri, per una velocità massima di 160 km/h ed un peso complessivo del mezzo di 175 kg. L’avviamento era a kick starter ed il cupolino reggifaro ridotto all’essenziale. Lo stile della monocilindrica nipponica era davvero singolare ed accattivante per le sue colorazioni, la sua fisionomia ed i suoi particolarissimi cerchi a raggi color oro: un mix micidiale ed inconfondibile che batteva senza pietà la concorrenza.

LE DIFFERENZE DELLA SECONDA E TERZA SERIE
Nel 1986 arrivò la Ténéré tipo 1VJ, conosciuta come "seconda serie" e costruita nel 1986 e 1987. La novità più importante fu l’arrivo dell’avviamento elettrico, anche se il pedale restava al suo posto. Poi troviamo il radiatore dell’olio spostato vicino alla testata e il serbatoio più piccolo, passato da 30 a 23 litri. Le colorazioni restano su base bianca/rossa e blu/gialla, ma le grafiche sono rinnovate.
Nel 1988 arriva la terza serie della XT 600 Z e assume la denominazione interna 3AJ rimanendo in listino fino al 1991. Il look è tutto diverso e risente tantissimo dell’eredità della Dakar. Siamo infatti nel pieno del boom delle "dakar-replica" con carenature sovrabbondanti di cui nemmeno l’agile Ténéré riesce a fare a meno. Il parafango si sposta in basso vicino alla ruota (e quindi l’indole fuoristradistica va a farsi benedire) e arriva il doppio faro rotondo che presto diventerà simbolo della Super Ténéré 750 che arriverà sul mercato di lì a breve. E’ nuovo anche il serbatoio che torna a crescere fino a 26 litri e la ciclistica viene aggiornata con l’arrivo del freno posteriore a disco. Con la Ténéré terza serie, poi, sparisce il pedale dell’avviamento.

Autore: Pier Paolo Fraddosio

Tag: Epoca e Classiche , monocilindriche , enduro , 600 , epoca , fuoristrada , dakar , vintage


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