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pubblicato il 14 novembre 2013

Tacita a EICMA 2013

Presentati i nuovi tre modelli: il cross T-RC, l’enduro T-RE e la rally T-RR. Tre filosofie diverse unite dalle gomme tassellate

Tacita a EICMA 2013

Pochi giorni prima del Salone della Moto di Milano vi avevamo accennato alla presentazione di tre moto elettriche. Il nome del brand è Tacita (dal nome della dea latina del silenzio), ed in occasione di EICMA 2013 ha mostrato queste tre meraviglie che condividono la stessa base tecnica ma che si propongono in tre filosofie diverse: la T-RC è infatti dedicata al cross, la T-RE è la versione da enduro, ed infine abbiamo la T-RR, moto che si propone come mezzo adatto ai motorally.

IL PROPULSORE
Per tutte e tre abbiamo un motore elettrico di tipo asincrono trifase in corrente alternata, con rotore interno a gabbia. Questo tipo di propulsore presenta rendimenti molto elevati, tipicamente superiori al 90% nei punti di lavoro ed è esente da manutenzione, non essendovi nè contatti striscianti, nè altre parti elettriche soggette ad usura, nè parti meccaniche che richiedano lubrificazione. Il sistema di raffreddamento è a liquido sia per il motore che per il controller, in modo da stabilizzare le temperature di esercizio e consentire minimi consumi di energia e massimizzazione della potenza. I tecnici hanno appurato che il rendimento del propulsore elettrico e del controller sono ottimali quando la temperatura di esercizio è costante tra i 40 ed i 60 gradi centigradi. Il radiatore è in alluminio Anticorodal, made in Italy, con elevata efficienza di scambio ed accuratezza di saldatura tra la massa alveolare, i collettori e le vaschette. La potenza nominale è di 9 kW che diventano 27 kW nel picco, mentre la coppia massima è di 60 Nm. Le mappature sono tre: Sport, per il massimo piacere di guida, Eco, per curve di coppia e potenza ottimizzate per il minore impatto con il terreno e Riserva, che entra in funzione automaticamente al 20% di carica residua riducendo ovviamente le prestazioni per permettere di raggiungere la più vicina postazione di ricarica. Le moto sono poi dotate di cambio meccanico a 5 rapporti e con la trasmissione finale a catena (520).
Quanto alle batterie, che hanno offrono 2.000 cicli di ricarica, sono di tipo Li-Po accumulatore litio-polimero, il meglio disponibile sul mercato: queste hanno una densità energetica superiore (167 Wh/Kg) ed un peso minore rispetto alle altre batterie (a partire dalle batterie al piombo per arrivare alle litio-ferro-fosfato) e non hanno effetto memoria. Gli accumulatori, quando hanno una capacità residua dell’80%, possono continuare ad essere utilizzati sulla moto oppure negli impianti statici come la energy storage (ad esempio come accumulatori per l’impianto domestico ad isola di pannelli solari T-Station). Tre le modalità di ricarica: il caricabatterie portatile (da 1 kW), l’opzionale per la ricarica veloce da utilizzare in postazione fissa (3 kW) e la Ricarica T-Station, che offre le medesime modalità operative della ricarica effettuata tramite la rete elettrica. Non manca un BMS dedicato per il monitoraggio e la gestione delle celle di potenza. Quanto ai carter, sono ricavati dal pieno in Anticorodal 6082.

I TEMPI DI RICARICA
I tre modelli hanno ovviamente comportamenti differenti. la T-RC è disponibile in due versioni, la 3.3 e la 4.0. La prima ha una capacità massima di 3,3 kWh che offre i seguenti tempi di ricarica: 1 ora Full Charge da riserva con caricabatteria da 3 kW, 3 ore Full Charge da riserva con caricabatteria da 1 kW. L’autonomia va dai 20 minuti a 1 ora a seconda dell’ultilizzo. La seconda versione, invece, vede una capacità massima di 4 kWh ed i seguenti tempi di ricarica: 1 ora e 30 min Full Charge da riserva con caricabatteria da 3 kW e 4 ore Full Charge da riserva con caricabatteria da 1 kW. L’autonomia varia da 25 minuti a 1 ore e 15 minuti. La T-RE 5.3 ha una capacità massima che diventa di 5,3 kWh. I tempi di ricarica diventano i seguenti: 1 ora e 50 min Full Charge da riserva con caricabatteria da 3 kW oppure 5 ore e 30 min Full Charge da riserva con caricabatteria da 1 kW. L’autonomia va dai 30 minuti alle 2 ore. Per finire, abbiamo la T-RR 10.6, con una capacità di 10,6 kWh. Chiaramente i tempi di ricarica aumentano: 3 ore e 40 min Full Charge da riserva con caricabatteria da 3 kW e 11 ore Full Charge da riserva con caricabatteria da 1 kW. L’autonomia va da 1 ora a 4 ore. Per tutte, non manca il sistema rigenerativo in frenata che ricarica le batterie aumentando l’autonomia.

CICLISTICA AL TOP
Il telaio è un monotrave sdoppiato in tubi in acciaio cromo molibdeno 25NiCrMo4 che garantisce un’altezza da terra di 330 mm. Il monoscocca posteriore è un autoportante in alluminio con trattamento di anodizzazione dura (ossidazione anodica dura a spessore), con l’obiettivo di conferire alla lega di alluminio un’elevata resistenza all’usura e all’abrasione unita ad un elevato isolamento elettrico. Ciò, a differenza dei trattamenti di anodizzazione estetica, effettuati allo scopo di abbellimento e protezione dalla corrosione, che, però, non presentano resistenza all’usura. Le sospensioni vedono all’anteriore una forcella teleidraulica a steli rovesciati (Marzocchi Shiver) con perno avanzato e con trattamento superficiale di indurimento TIN dei tubi portanti montate su piastre forcella ricavate dal pieno in Avional. Questa utilizza un sistema di smorzamento multivalvola e molla per il carico statico. Ogni stelo è dotato di registri esterni per la regolazione della fase di compressione ed estensione e di una vite per lo spurgo dell’aria interna del fodero. Al posteriore abbiamo invece un monoammortizzatore Öhlins dotato di leveraggio progressivo completamente regolabile. La compressione può essere regolata alle alte (1,5 giri) e basse velocità (15 posizioni) in compressione ed in estensione in 25 posizioni. I cerchi (DID Star in lega 7050) sono da 21" davanti e 18" dietro ed i mozzi ruota sono ricavati dal pieno in Avional. L’impianto frenante è formato da due dischi: all’anteriore flottante in acciaio dal diametro di 270 mm e al posteriore dello stesso materiale con diametro di 220 mm.

SOVRASTRUTTURE
Tacita ha poi pensato di realizzare delle sovrastrutture che non utilizzano delle sostanze chimiche a base di petrolio, bensì materie prime rinnovabili e provenienti da fonti rinnovabili. Le "carene" sono infatti realizzate in "Biofibra". I tecnici hanno scelto il lino (non si tratta di una novità assoluta in questo campo), perché permette di ottenere prestazioni paragonabili, se non superiori alle tradizionali fibre di vetro utilizzando un materiale organico e da fonti rinnovabili. Quanto alle resine, Tacita ha scelto di adottare quelle prodotte dalla Entropy Resins, prodotte sfruttando una sinergia virtuosa derivante dal ciclo produttivo della carta e dei bio-carburanti da biomassa. L’utilizzo della biomassa (legna) e non di altre coltivazioni, come ad esempio il mais, è una conseguenza della scelta precisa di non impiegare fonti di cibo per utilizzi industriali. Con l’ausilio di tecniche di "chimica verde", che richiedono meno energia e producono meno sottoprodotti nocivi, è stato calcolato che si possano abbassare le emissioni di CO2 e di gas ad effetto serra (GHG) del 50%, riducendo così l’impatto ambientale complessivo! I fanali sono poi full LED, mentre la strumentazione è dotata di un sistema che comunica con lo smartphone, con funzione messaging per comunicare direttamente con la Casa Madre. A protezione del motore, abbiamo una piastra paramotore in alluminio.

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Eventi , enduro , varie , cross , tecnica , tecnologia , fuoristrada , moto elettriche , live , eicma 2013


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