Test

pubblicato il 18 ottobre 2013

Aprilia Tuono V4 R ABS 2014 – TEST

Abbiamo già provato la Tuono V4 R 2014 con ABS di serie e 3 cavalli in più. Prestazioni da primato offerte a 16.230 euro

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"Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile"... questa è la prima frase che può venire in mente appena scesi dall’Aprilia Tuono V4 R ABS 2014. Ma facciamo un passo indietro.
Il circuito è quello di San Martino del Lago, scelto da Aprilia per il press launch del nuovo modello naked. La conferenza stampa è aperta da Marco Zuliani, Product Manager Aprilia Moto, il concept di Aprilia non è cambiato, la moto più sportiva del marchio trasformata in una naked, ma si capisce subito che non basta montare un manubrio alto e togliere le carenature per avere una moto dal carattere forte come questa Tuono V4 R ABS. Le rivali della nuova creatura di casa Aprilia sono di tutto rispetto, KTM 1290 Super Duke R, il nuovo Ducati Monster che si dice verrà presentato all’EICMA, e non dimentichiamoci la BMW S 1000 R naked, oltre a tutte le altre pretendenti in questa categoria.
Questa nuova rivisitazione della amata Tuono sarà disponibile in due colorazioni: bianco o nero al prezzo di 16.230 euro (praticamente lo stesso prezzo della precedente versione senza ABS, ma con Iva aggiornata al 22%).

LE NOVITA’
Il lavoro su ricerca e sviluppo è stato tanto, lavorando su anni di esperienza accumulata con le versioni precedenti, sottolinea Zuliani, sono state ascoltate le voci della stampa e degli utenti per migliorare la nuova moto, soprattutto per aumentare l’attitudine stradale già elevata. I punti che sono stati presi in oggetto come target per il miglioramento che sono anche le novità di questo modello sono stati il motore, la comodità del pilota, e l’elettronica avanzata volta a migliorare la sicurezza grazie all’ABS. Il motore è stato oggetto di due modifiche fondamentali diminuendo gli attriti interni e rivedendo la ventilazione dei carter, sono state migliorate le mappature ed è stato adottato un nuovo silenziatore di scarico: il lavoro ha portato all’aumento della potenza da 167 a 170 cavalli a 11.500 giri/min e 111,5 Nm a 9.500 giri/min di coppia massima. Rispetto al motore della RSV4 è stato rivisto anche il diagramma di distribuzione, e i cornetti di aspirazione sono più lunghi, il volano dell’albero motore ha maggiore inerzia per ottimizzare la regolarità di marcia e l’equilibrio generale, la rapportatura accorciata nelle prime tre marce. Da notare che il regime di potenza massima è sceso a 11.500 giri/min, il che rende più fruibile il motore anche su strada sia in città e in un misto stretto.

La comodità del pilota è migliorata, grazie allo studio di una nuova sella e di un nuovo inserimento nel serbatoio della stessa, nonchè di nuove sospensioni. La rinnovata forcella Sachs a steli rovesciati da 43 mm presenta le regolazioni dell’idraulica in compressione ed estensione separate "one by one", oltre a prevedere, su entrambi gli steli, i registri del precarico delle molle. L’ammortizzatore Sachs con "piggy back" incorporato permette le regolazioni dell’idraulica in estensione e compressione, nonché di registrare il precarico della molla, modifiche volte sempre all’aumento del confort di guida, ma anche alla prestazione in pista. Il serbatoio è passato a 18,5 litri, con l’aumento di 1.5 litri rispetto alla versione precedente.

La sicurezza di guida è stata incrementata grazie sì alle nuove sospensioni, ma soprattutto grazie alla nuova elettronica che prevede un traction control con 3 posizioni nel pacchetto APRC (Aprilia Performance Ride Control), non troppo invadente, come scopriremo nella prova dinamica.
Nuove pinze monoblocco ad attacco radiale Brembo M4.32 e dischi in acciaio da 320 mm con piste frenanti di altezza ridotta e foratura asimmetrica hanno permesso di rendere la potenza frenante più modulabile, e soprattutto di completare l’impianto con il nuovo sistema ABS. In tutto questo sviluppo è forse la novità più importante, ma non si è perso il vero spirito di Aprilia, la pista, come è stato sottolineato da i tecnici. L’ABS, quindi, non inficia le prestazioni quando la moto viene portata fra i cordoli.

L’EVOLUZIONE DELL’ELETTRONICA
L’elettronica è presentata come di consueto da Andrea Ricci Iamino, Responsabile Sistemi Elettrici ed Elettronici moto per l'intero Gruppo Piaggio. L’APRC (Aprilia Performance Ride Control) è il pacchetto di sistemi di controllo brevettato e direttamente derivato dalla tecnologia del campionato mondiale Superbike, comprende l’autocalibrazione della circonferenza dei pneumatici e del controllo dell’impennata. L’APRC, di serie si integra con la gestione elettronica full Ride by Wire multimappa. Come in precedenza, beneficia di una taratura specifica per le esigenze di Tuono V4 R, ma è stato ulteriormente evoluto e affinato, alla ricerca del massimo divertimento su strada e della massima performance in pista. Il nuovo APRC comprende: ATC (Aprilia Traction Control), AWC (Aprilia Wheelie Control), ALC (Aprilia Launch Control), AQS (Aprilia Quick Shift).

Oltre all’APRC di seconda generazione, Tuono V4 R ABS adotta di serie un evolutissimo ABS, il sistema di antibloccaggio delle ruote studiato per garantire la massima sicurezza su strada, senza nulla togliere alle performance in circuito. L’unità ABS 9MP di Bosch, dal peso contenuto in soli 2 kg, adotta una strategia d’intervento chiamata RLM (Rear wheel Lift-up Mitigation) che limita il sollevamento della ruota posteriore nelle frenate più decise. Inoltre è disinseribile e regolabile su tre livelli d’azione, accedendo facilmente al menu di controllo della strumentazione.
Livello 1 Track: è dedicato alla pista, ma rimane pur sempre omologato per l’uso stradale. Agisce su entrambe le ruote e garantisce la massima prestazione possibile, anche nelle frenate più intense a qualsiasi velocità. Non toglie nulla al piacere e alla performance nella guida "al limite". Con questa strategia l’RLM è disattivato.
Livello 2 Sport: è dedicato alla guida sportiva su strada, agisce su entrambe le ruote ed è combinato con il sistema di antiribaltamento RLM il cui intervento è progressivo in base alla velocità del veicolo.
Livello 3 Rain: è dedicato alla guida su fondo con scarsa aderenza, agisce su entrambe le ruote ed è abbinato all’avanzato sistema di antiribaltamento. Ognuna delle tre mappature dell’ABS può essere combinata con una qualsiasi delle tre mappe del motore (Track, Sport, Road), per permettere agli utenti di diversa esperienza e capacità di trovare la migliore combinazione possibile.

LA PROVA
Finita la conferenza stampa è ora di vedere il risultato pratico di tanto lavoro e tanta dedizione. Saliti in sella ci si rende subito conto che la sensazione sia di una moto corta e maneggevole, il manubrio è all’altezza giusta, vicino al busto, e dà una sensazione di controllo. Forse l’altezza da terra non è delle più brevi, ma sicuramente non è un limite. Le informazioni sul cruscotto sono molto leggibili, dalla gestione dell’APRC, alle marce inserite e la velocità.
Innestiamo la prima, il cambio sembra morbido e preciso, il motore è molto regolare, via la frizione e percorriamo la pit lane. Purtroppo la mattina ha portato pioggia, ed ora un pallido sole illumina la pista, e non ci aiuta, ma l’elettronica Aprilia sì, non c’era miglior modo per testare fino in fondo l’elettronica che abbiamo a disposizione, grazie a una tenuta non perfetta dell’asfalto, ci affideremo al lavoro fatto da Aprilia e alle Pirelli Supercorsa SP scelte per questo test (mentre in primo equipaggiamento ci sono le Diablo Rosso Corsa).
La sensazione è quella di una moto che asseconda molto il pilota, scende in curva in fretta, ma senza quella spiacevole sensazione di caduta che spesso si avverte nelle moto con un manubrio alto, il motore è molto regolare, elettrico, pieno e senza esitazioni. Le marce entrano in fretta, basta veramente poco per prendere confidenza con questa moto, in poche curve si raggiungono angoli di piega discreti in tutta sicurezza, e l’handling nei cambi di direzione è degno di nota. All’arrivo del contro rettilineo usufruendo della grande coppia del motore inseriamo le marce fino alla quinta, il cambio è veloce e preciso, la risposta della ciclistica è ottima, in effetti il sistema anti impennata lavora bene, e possiamo sentire la mentoniera del casco premere con la velocità in pochissimo tempo, scoprendo forse che in pista un po’ più di protezione aerodinamica non guasterebbe. Arrivati alla staccata scalando le marce si apprezza ancora una volta la precisione del cambio.

Il rettilineo del traguardo è molto corto, ma si riescono ad inserire ben 3 marce prima della staccata, grazie alla rapportatura accorciata e all’Aprilia Quick Shift, arrivando alla frenata, tornando in prima marcia il retrotreno si scompone dolcemente, accompagnandoci nell’inserimento, rimanendo in prima marcia per affrontare le due curve da raccordare, il pacchetto APRC comincia a lavorare, il setup scelto viste le condizioni metereologiche è quello più conservativo, e quasi non si sente l’intervento, se non fosse per la spia che si accende sul cruscotto, l’APRC per nulla invadente ci accompagna in accelerazione fino a sfiorare i freni sempre piegati per l’inserimento nelle curve successive.
In seguito ad una curva stretta arriviamo al curvone veloce da affrontare parzializzando il gas e la Tuono ci accompagna alla ricerca della corda, forse in questo frangente con il carico spostato sull’asse posteriore l’avantreno risulta meno preciso, cosa risolvibile grazie alla regolazione delle sospensioni. L’ultimo tratto della pista, quello più tortuoso, grazie sempre alle prime tre marce corte si può percorrere sia in prima che in seconda marcia, la moto non dà incertezza, e rimane molto precisa. Proviamo a dimenticare di essere in pista e portiamo a spasso la Tuono senza accentuare la guida, e senza cercare la prestazione. La moto non è scorbutica, e passeggia con buoni angoli di piega anche senza sporgersi e sicura anche mantenendo il peso sulla sella. Frizione e cambio sempre precisi anche nella guida più tranquilla, come quella che potrebbe avere chi per la prima volta si avventura in pista.

IN CONCLUSIONE
Scesi dalla moto viene in mente la frase di apertura di questo articolo, si pensa al fatto di aver guidato una naked in pista, senza aspettarsi niente di più di quello una naked può offrire non essendo nel suo naturale contesto, facendo il necessario. Ma spingendo sempre un po’ di più si va sempre più forte e ci si ritrova a guidare quasi come con una moto sportiva, entrando in curva con il posteriore leggermente scomposto ma sempre perfettamente sotto controllo e andando a prendere la corda con una rapidità che non ci si aspetta, sorprendendosi a fare ciò che sembrava impossibile per una naked. La nuova Tuono V4 R è la sportiva totale, grazie al manubrio alto e alle prime tre marce corte risulta perfetta nel traffico e sul passo di montagna preferito, oltre ad essere molto sicura, e arrivati in pista c’è ancora tanto da scoprire. Per andare oltre i limiti di questa Tuono in pista esiste soltanto un modo: passare all’Aprilia RSV4 R ABS. Ma di questo parleremo tra qualche giorno.

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Autore: Roberto Polloni

Tag: Test , 1000 , naked , pista , test , eicma 2013


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