Tecnica

pubblicato il 30 settembre 2013

Norman Hossack Ducati SS800

Il famoso inventore scozzese ha presentato la sua ultima creatura una sospensione a traliccio per una Ducati SS800

Norman Hossack Ducati SS800

La storia di Norman Hossack, come spesso accade per gli inventori geniali, è poco conosciuta, anche quando i frutti del proprio ingegno diventano famosi, seppur grazie ad investimenti di altri. Per chi non conoscesse il tecnico scozzese, ricordiamo che nel lontano 1976 Norman iniziò a progettare un proprio sistema di sospensione anteriore per motociclette. Già cinque anni prima il tecnico si era reso famoso per aver progettato e costruito un motore in cui pistone e biella erano in un unico pezzo, soluzione poi non arrivata in produzione per la mancanza di fondi necessari a svilupparla.
Tornando alla sospensione anteriore di Hossack, costruita nella seconda metà degli anni settanta, essa si componeva di un braccio rigido a sostenere la ruota, la cui escursione era regolata da due biellette oscillanti che, vincolate al telaio, realizzavano di fatto un quadrilatero deformabile, controllato da un ammortizzatore tradizionale. Come ben sappiamo, la sospensione anteriore Hossack è stata ripresa e sviluppata molti anni dopo dalla BMW (quando, a quanto pare, i brevetti di Norman erano ormai scaduti), che la rilanciò sulla serie K sotto il nome di Duolever.

DALL’INGHILTERRA ALL’ITALIA PASSANDO PER LA GERMANIA
Come sappiamo, Hossack fece i suoi primi esperimenti con la sospensione anteriore di sua invenzione su varie BMW, proprio quelle della serie K dei primi anni ottanta spinte dai motori a sogliola. Tutto ciò accadde quasi per caso, ma forse anche per la passione per la tecnica degli utenti tedeschi, al punto che le moto convertite da Norman guadagnarono presto il lasciapassare dell’ente certificatore TUV. Trasformare delle pesanti moto da turismo, però, non è mai stato l’intento di Hossack, che progettò la sua sospensione con l’obiettivo di farla essere più rigida e leggera rispetto a una forcella telescopica, oltre a consentire alla moto di avere avancorsa, interasse e inclinazione della forcella costanti. Nelle idee di Hossack, infatti, la sua sospensione sarebbe stata perfetta per motociclette con motore V2 longitudinale come le Ducati che, storicamente, hanno difficoltà a portare il motore vicino alla ruota anteriore con il risultato di un bilanciamento dei pesi non ideale. Le leggende narrano che Hossack portò la sua invenzione anche in Italia nel 1990, facendo provare una sua K100 modificata nientemeno che a Massimo Tamburini al CRC di Rimini, ai tempi in cui il tecnico italiano era progettista Ducati. Ovviamente, anche in quel caso, non se ne fece niente.

FINALMENTE DUCATI
Oggi, a oltre vent’anni di distanza da quell’incontro con Tamburini, Norman Hossack ha deciso di realizzare in proprio quella Ducati che, a suo avviso, avrebbero dovuto fare a Bologna. Ed eccola qui, costruita sulla base di una semplice Supersport 800. Per realizzarla Hossack ha modificato il telaio a traliccio originale, eliminando il cannotto di sterzo e costruendo gli attacchi per i due bracci oscillanti e la piastra superiore. Così facendo il tecnico scozzese avrebbe potuto avvicinare la ruota anteriore al motore di una misura che, stando ai suoi calcoli, può arrivare fino a 35 mm. Non lo ha fatto per due motivi: il primo è che nelle sue intenzioni c’è il confronto con la moto originale per valutare le differenze di comportamento e il secondo è che accorciando il passo di così tanto sarebbe diventato necessario allungare anche il forcellone, allontanandosi dall’obiettivo prefisso.
La sospensione è stata costruita usando tubi dello stesso diametro del telaio Ducati, per offrire un’impatto estetico armonico, e ha portato con sé un risparmio di massa di quasi 14 chili, di cui 3,6 sono stati tolti dal solo telaio. Nelle analisi Fem condotte da Hossack, il progetto è suscettibile di ulteriori alleggerimenti, per ora non apportati per tenersi larghi con i coefficienti di sicurezza. Un altro vantaggio che Hossack ha conseguito è l’incremento dell’angolo di sterzata della moto, passato da 22 a 30°.
Davvero un bel lavoro, quello fatto da Norman Hossack che oggi, alla verde età di 67 anni, mostra ancora una lucidità progettuale invidiabile. E attenzione, perché Norman ha dichiarato che a suo avviso anche la Ducati 1199 Panigale potrebbe essere una perfetta candidata alla trasformazione, e che è convinto di poter togliere oltre 9 chili alla già leggerissima sportiva bolognese. Sarà gloria?

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Tecnica , bicilindriche , special , curiosità , tecnica , sospensioni , 800


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