Itinerari

pubblicato il 29 agosto 2013

Itinerari in moto: l’Engadina in giornata con Yamaha FJR1300A

Il tour classico dei milanesi che vogliono fuggire dal caos meneghino e rientrare in tempo per l’aperitivo…

Itinerari in moto: l’Engadina in giornata con Yamaha FJR1300A

Per chi, come il sottoscritto, vive a Milano e vuole realizzare un itinerario turistico in moto che offra panorami mozzafiato e che sia percorribile andata e ritorno in un’unica giornata, una tappa obbligata da effettuare almeno una volta all’anno è dirigersi in Engadina, che è una valle di montagna nel Canton Grigioni, in Svizzera. È lunga circa 80 km ed è tra le valli abitate più alte d'Europa. Traccia la prima parte del percorso del fiume Enoe, si divide in due parti molto distinte tra loro (Alta e Bassa Engadina), che sono separate dalla Punt'Ota. Questo itinerario è stata l’occasione per riprovare la Yamaha FJR1300A, da tanti anni una delle regine del segmento Sport Touring. Da sottolineare che la versione provata è quella dotata di sospensioni e cambio tradizionali, e non la FJR 1300 AS che invece prevede sospensioni a taratura elettronica e soprattutto il cambio servoassistito che abbiamo provato di recente.
Possiamo subito anticipare che dal confronto non ne risulta una versione decisamente superiore all’altra, ma due valide alternative. Le sospensioni della AS sono sicuramente più performanti di quelle della A, ma quest’ultime hanno comunque un funzionamento ineccepibile. Per quanto riguarda il cambio, accertata l’ottima funzionalità di quello servoassistito ed il maggior confort offerto dall’assenza della frizione, rimane una scelta legata all’attitudine del proprietario all’innovazione, e bene fa Yamaha a offrire entrambe le alternative.

PRONTI, PARTENZA, VIA
Uscendo dalla zona nord di Milano, si imbocca la statale SS36 del lago di Como e dello Spluga. Questo tratto attraversa la Brianza fino ad arrivare a Lecco con una comoda strada a due corsie per senso di marcia, dove bisogna prestare grande attenzione a non superare il limite di velocità di 90 Km/h, cosa che può risultare effettivamente difficile se si è alla guida di una veloce sport touring come la FJR. In questo senso ci è stato di grande aiuto l’utilizzo del comodo cruise control disponibile di serie. Da Lecco a Colico la statale segue il corso della riva destra del lago di Como, alternando lunghe e noiose gallerie a meravigliosi scorci panoramici sul lago.
Proseguendo, dopo circa 120 km dalla partenza si giunge alla cittadina di Chiavenna (SO), dove è possibile effettuare una sosta ristoratrice nel famoso Bar Pasticceria Mastai, tappa obbligata per ogni turista che transiti in loco. Chiavenna è famosa anche per i caratteristici ristoranti ricavati nei Crotti, che sono una cavità naturale tipica delle regioni montuose della Valchiavenna, dove eventualmente è possibile fermarsi per cena, allungando leggermente il percorso al ritorno. Il tratto di strada effettuato da Milano a Chiavenna è infatti l’unico che andrà ripercorso anche al ritorno, mentre da qui in poi effettueremo un anello in senso orario.

I PASSI MALOJA, JULIER E BERNINA
Da Chiavenna, passando per la Val Bregaglia iniziamo la salita al Passo del Maloja, che si trova a 1.815 m di altitudine e ci porterà in Engadina, in direzione St. Moritz. Prima di ripartire impostiamo il D-Mode sulla modalità Sport per una risposta più immediata del gas e induriamo la sospensione posteriore mediante l’apposita leva per velocizzare gli ingressi in curva e limitare gli ondeggiamenti nelle rapide accelerazioni. Il passo ci permette dunque di iniziare a mettere alla prova le doti dinamiche della FJR su un percorso montano ricco di curve. In realtà il Maloja non ha le caratteristiche ideali per una moto dalle misure e dalla mole importanti come la nostra, dato che si tratta di una lunga serie di tornanti che si arrampicano con inclinazioni notevoli. Tuttavia la Yamaha se l’è cavata senza problemi, grazie alla discreta maneggevolezza, alla ciclistica sana e solida, e al motore ricco di coppia ai bassi regimi.
Entrando in Engadina, si rimane ogni volta affascinati dalla bellezza della valle e dei suoi splendidi laghi. Il giro proposto prevede il ritorno in giornata, ma avendo la possibilità di allungare la permanenza, una volta qui ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta nel scegliere splendidi percorsi aggiuntivi. Tuttavia, poco prima di arrivare a St. Moritz, non riusciamo a resistere da effettuare una breve deviazione, per non farci mancare la salita verso lo Julierpass, che in pochi chilometri immersi in paesaggi tipicamente alpini, dove è frequente incontrare mandrie di bestiame al pascolo, permette di raggiungere i 2.284 metri di altitudine.
Ritornati a valle, attraversiamo la nota cittadina di St. Moritz immersa nei suoi laghi pieni di vele colorate, e l’incantevole Pontresina e i suoi antichi e lussuosi alberghi, e proseguiamo in direzione del Passo del Bernina. La scalata verso il Bernina e la discesa, in qualunque dei due sensi le si effettuino, rappresentano ogni volta il gotha della guida stradale in moto. Un lungo percorso di sinuose curve alternativamente lente e medio veloci, immerso in un panorama mozzafiato, con quella brezza frizzante di montagna a fare compagnia che rinfresca anche in piena estate. La cima del passo tocca i 2.323 m s.l.m. e permette di osservare l'imponente mole del Bernina e delle Alpi Retiche occidentali con lingue di ghiaccio che lambiscono i prati e le foreste vicine. Qui si trova anche il lago Bianco con le sue due dighe: diga del lago Bianco Nord, diga del lago Bianco Süd. Mentre si sale in moto non è raro scorgere le traiettorie del famoso treno rosso che risale le pendici del monte partendo da Tirano (SO) e giungendo nella famosissima ed esclusiva St. Moritz.
Scesi dal Bernina si raggiunge Tirano, dove si imbocca la SS38 che, passando per Sondrio e Morbegno attraversa tutta la Valtellina fino a tornare a Colico, dove imboccando la SS36 si riprende la strada dell’andata in direzione Milano. Così come lo abbiamo effettuato, il percorso è lungo poco più di 400 km con qualche variabile in base a eventuali deviazioni, e in base alla zona di Milano o della provincia da cui si parte. L’anello che abbiamo percorso in senso orario, è ovviamente affrontabile a piacimento anche nel senso inverso.

UNA VERA SPORT TOURING
La FJR1300A ha confermato di possedere tutte le caratteristiche che si possono richiedere ad una Sport Touring. In autostrada e sui percorsi a scorrimento veloce, è una vera macina chilometri, al netto dei limiti di velocità consente medie velocissime in assoluto confort, grazie anche al parabrezza a regolazione elettrica che risulta veramente efficace. Nella guida in coppia e nel turismo a lungo raggio, che abbiamo potuto verificare in una vacanza al mare precedente, mette in evidenza i suoi migliori pregi, con un’abitabilità ottima per pilota e passeggero, una posizione di guida rilassata ma funzionale, e l’ottima capienza delle valige di serie, incrementabili con un top case.
Ma ciò che ci ha stupito di più sono state le doti sportive verificate in questo giro in montagna. Detto del motore che c’è sempre, con una spinta forte a tutti i regimi, e che in uscita di curva può mettere in imbarazzo molte supersportive di media cilindrata, anche la ciclistica risponde al meglio, permettendo una guida quasi sportiva, avendo solamente cura di non esagerare nei tornanti più stretti, dove il notevole peso torna un po’ a farsi sentire. Anche il consumo è rientrato assolutamente nella norma, con una media, a detta del computer di bordo, di circa 6,5 litri per 100 km.

Autore: Marco Simone

Tag: Itinerari , quadricilindriche , curiosità , turismo , viaggi , 1200


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