Special e Elaborazioni

pubblicato il 29 agosto 2013

Kawasaki Ninja 250 R Turbo

Come aggiungere oltre 30 cavalli al “Ninjino” e insidiare le maxi

Kawasaki Ninja 250 R Turbo
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L’epopea delle motociclette turbocompresse è passata ormai da trent’anni. Fortunatamente la moda che spinse le grandi giapponesi (e anche qualche casa europea) a sperimentare la via della sovralimentazione per pompare le "sportive" dell’epoca passò in fretta, soprattutto per via degli effetti negativi a livello dinamico che quel genere di soluzioni comportavano. Negli anni novanta e duemila, la sovralimentazione divenne una pratica dedicata pressoché unicamente ai motori diesel automobilistici, ma con le più recenti esigenze di downsizing e grazie alla tecnologia delle turbine a geometria variabile, negli ultimi anni la sovralimentazione è tornata di attualità anche sui motori a benzina.
Nel mondo moto, la corsa alle piccole cilindrate cui stiamo assistendo negli ultimi anni è causata da motivi diversi rispetto alle auto, visto che non si sente la necessità di offrire motori di piccola cilindrata ma potenti per ragioni fiscali oltre che di emissioni inquinanti, e di conseguenza un ritorno alle moto turbo non dovrebbe essere nei programmi di nessun costruttore.

NINJA 250 TURBO: PIU’ 33 CAVALLI DALL’INDONESIA
Ok, abbiamo detto che sulle moto non sussiste l’esigenza di avere motori piccoli ma potenti, però è altrettanto vero che in motocicletta non c’è niente di più divertente che dare la paga a moto di cilindrata e potenza superiore alla propria. Deve essere proprio questo che ha pensato un appassionato indonesiano che ha elaborato la sua Ninja 250 R installandoci un turbocompressore. Il lavoro, ovviamente, non è stato affatto facile, in primis perché i motori motociclistici di solito hanno un corpo farfallato per cilindro, mentre le turbine sono disegnate per lavorare con un motori che hanno solamente un corpo farfallato a servire tutti i cilindri. Di conseguenza è stato necessario eliminare la batteria di corpi farfallati originali e utilizzarne uno prelevato da una Mitsubishi Lancer 1600 modificato. La turbina è una Garret Dan IHI e gli iniettori utilizzati sono Bosch. Ovviamente è stato necessario costruire da zero tutti i collettori e le tubazioni necessarie e rimpiazzare la centralina di controllo motore originale con una Megasquirt della Techno Motor. Come di norma, quando si monta un impianto di sovralimentazione su un motore esistente è necessario ridurre il rapporto di compressione geometrico per non incorrere in stress termomeccanici troppo elevati e nella detonazione. In questo caso si è provveduto facendo rifare i pistoni su disegno per portare il rapporto di compressione a 8,6:1. Per migliorare le prestazioni è stato aggiunto un intercooler aria-aria montato davanti al radiatore dell'aria originale.
Il primo avviamento sul banco prova della KS Motorsport Indonesia ha riscontrato una potenza di 45 cavalli alla ruota. Lavorando sulla mappatura e sulla pressione del turbo, poi, la potenza massima rilevata al banco è stata di ben 58,2 CV alla ruota che, considerato che la moto originale ne ha circa 25, equivalgono ad un incremento di potenza di oltre 33 cavalli… Non male davvero!

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Special e Elaborazioni , bicilindriche , tuning , special , curiosità , tecnica


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