Epoca e Classiche

pubblicato il 24 agosto 2013

Moto Morini 350 Sport: la prima Sport a “V”

Tanto amata dai giovani, la storica avversaria della Guzzi Imola, è stata la prima delle moto bolognesi dotata del motore progettato da Franco Lambertini

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La Moto Morini 3½ Sport nacque in un periodo di grandi cambiamenti per il mercato motociclistico italiano ed internazionale, ma anche per la stessa Moto Morini: nel 1969, infatti, morì il fondatore della Casa bolognese, Alfonso Morini. Per rispondere alle svariate sfide lanciate dagli altri Marchi, la Morini decise di mettere in cantiere una nuova serie di modelli, semplici da produrre, che avrebbero dovuto aver presa sul vasto pubblico degli appassionati di due ruote. L’ingegner Franco Lambertini fu il progettista delle nuove motociclette: ex Ferrari, si era già distinto in Morini rivisitando qualche anno prima, nel 1970, il motore del Corsaro Regolarità, una motocicletta molto importante dal punto di vista storico e collezionistico. Il primo prototipo della Moto Morini 3½ in versione standard venne esposto in occasione del Salone di Milano nel 1971, per poi entrare in produzione in Italia due anni dopo: venne così commercializzata la versione GT, di chiara impostazione turistica e, nel 1974 venne invece lanciata la tanto attesa ed agognata versione Sport, con motore potenziato a 39 CV a 8500 giri/min, contro i 35 a 8200 della GT.

BICILINDRICO A V DI 72°
La nuova serie delle Moto Morini venne quindi ribattezzata 3½, prendendo il nome dalla loro cilindrata di 350 cc, spinta da un ottimo propulsore bicilindrico a V di 72° a quattro tempi, dal carattere generoso, con una buona coppia ed allungo e non particolarmente assetato di benzina. Con una normale manutenzione risulta ancora oggi molto affidabile, anche perché dotato di accensione elettronica. La particolare geometria ed angolazione dei cilindri venne scelta dal valente Lambertini come miglior compromesso tra: una minor intensità di vibrazioni, di peso, la possibilità di un ingombro molto contenuto ed una forte compattezza del motore ad aste e bilancieri, dotato di testate Heron a testa piatta, già ampiamente sperimentate sui Corsaro Regolarità. Il disassamento dei cilindri, con il posteriore sfalsato di 5 cm, è utilissimo a favorire il raffreddamento del propulsore.
La ratio di Lambertini venne facilmente sintetizzata nella parola "modularità", in modo da ricavare, dalla stessa architettura di base, una molteplicità di cilindrate: tale importante caratteristica verrà in seguito enfatizzata allorquando la Moto Morini farà derivare dal motore della 3½ diversi altri, monocilindrici e bicilindrici, dai 125 ai 500 cc. La trasmissione secondaria del propulsore prevede una catena con corona, dotata di parastrappi, a 38 denti; il cambio a sei rapporti, uno dei primi con tal numero di marce su moto di serie, è discretamente preciso negli innesti.
Il tachimetro ed il contagiri, quest’ultimo elettronico, non sono particolarmente precisi ed i comandi elettrici non possono definirsi il fiore all’occhiello della bella 3½. Le particolarità della accattivante due ruote sono invece: i mezzi manubri, la sella sportiva, il freno anteriore a tamburo da 230 mm, potente, a doppia camma, non facile da registrare ed i vari particolari estetici che ne dichiarano la sua fisionomia sportiva e la sua marcata indole corsaiola.

SUPERAVA I 170 KM/H
La riuscita del progetto di Lambertini si è palesata quando la 3½ Sport si è dimostrata all’altezza della concorrenza, dei due e dei quattro tempi: la sua velocità massima supera di poco i 170 km/h ed i consumi di carburante sono decisamente ridotti e comunque inferiori alle altre 350 cc ad essa coeve. La 3½ ha subito negli anni numerosi aggiornamenti rispetto alla ciclistica ed alla sua estetica: nel 1976 il freno anteriore si è trasformato in un monodisco, mentre successivamente, la dotazione di cerchi in lega e di un cupolino con un accenno di carenatura, ha contribuito a renderla meno desueta ed al passo con i gusti che, nel frattempo, sono cambiati. La fortunata carriera della 3½ è terminata nel 1983 con il lancio della 350 K2, una rivisitazione della vera 3½, della quale però non è riuscita a mantenere il fascino.

Autore: Pier Paolo Fraddosio

Tag: Epoca e Classiche , bicilindriche , epoca , vintage


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