Attualità e Mercato

pubblicato il 30 luglio 2013

Confindustria ANCMA: non si ferma il lavoro sulla sicurezza

Il Ministro Lupi sembra dalla parte dei motociclisti. Si attendono riforme concrete del Codice della Strada

Confindustria ANCMA: non si ferma il lavoro sulla sicurezza

Una vera e propria guerra senza fine, quella di ANCMA sul tema sicurezza, dove diverse battaglie vengono vinte grazie all’impegno costante dell’Associazione. L’ultima vinta, interessa il Codice della Strada, visto che il Ministro Lupi ha confermato la necessità di tutelare l’utenza debole della strada, menzionando in particolare ciclisti e motociclisti. Il dito è stato puntato dal Ministro soprattutto sulle progettazione e sulla costruzione delle infrastrutture che attualmente considerano poco le due ruote. Inutile dire che il riferimento interessava in particolar modo i guard-rail.

L’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori, in seguito all’approvazione da parte del Governo solo di parte delle proposte presentate per la riforma del Codice della Strada, insisterà affinché vengano soddisfatte tutte le richieste sulle quali lavora, da tempo, con la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. E’ poi intervienuto Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA: "A noi non bastano le linee guida non vincolanti. Serve un impegno civile da parte del Governo sull’esigenza di sicurezza anche di chi va in moto. In proposito, esprimiamo apprezzamento per le dichiarazioni rilasciate dall’On. Lupi durante la conferenza stampa del Consiglio dei Ministri, in occasione della quale il Ministro ha affermato la necessità di tutelare l’utenza debole della strada, menzionando in particolare ciclisti e motociclisti e ha sottolineato che la progettazione e la costruzione delle infrastrutture debba tenere conto delle esigenze di sicurezza delle due ruote, con particolare riferimento ai guard-rail. Aggiungo che si tratta di misure che, una volta approvate, non comporterebbero oneri per la Pubblica Amministrazione. Al contrario, consentirebbero allo Stato di risparmiare fino a 1,5 miliardi di euro: a tanto ammontano, infatti, i costi sociali riconducibili all’inadeguatezza delle infrastrutture stradali per i centauri".

Insomma, non possiamo ancora cantare vittoria, ma pare che questa volta qualcosa si stia muovendo, e seriamente anche! Nel solo 2011, a causa degli ostacoli fissi presenti sulle strade (guard-rail, paletti, cartelloni pubblicitari, spartitraffico, buche, tombini...), hanno perso la vita 96 centauri e altri 2.033 sono rimasti feriti (senza contare coloro che non si sono recati al Pronto Soccorso... N.d.R.). Secondo recenti studi del MAIDS (Motorcycles Accidents In Depth Study) le infrastrutture inadeguate sono concausa del 25% degli incidenti in cui rimangono coinvolte le due ruote.

Segnaliamo poi la dichiarazione dell’On. Paolo Gandolfi, relatore del Disegno di Legge sulla riforma del Codice della Strada in discussione presso la Commissione Trasporti della Camera, che così conferma: "È nostra intenzione rafforzare al massimo le condizioni di sicurezza di motociclisti, ciclisti e pedoni, cercheremo di farlo nel lavoro in Commissione integrando i testi del DDL del Governo e quello di iniziativa parlamentare. Gli obiettivi sono comuni e condivisi e per raggiungerli meglio ascolteremo le associazioni dei diversi utenti della strada e di coloro che si battono per migliorare la sicurezza stradale".

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , sicurezza , codice della strada


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