Attualità e Mercato

pubblicato il 25 luglio 2013

Morire... per uno scherzo

Otto costole rotte per un motociclista. La causa è un sasso, ma tante cose... non tornano

Morire... per uno scherzo

E’ possibile morire per uno scherzo? Sembra proprio di sì... Domenica scorsa, un operaio di Pravisdomini (Pordenone), è stato vittima di un grave incidente. Mentre procedeva sulla sr53 Postumia con la sua Honda all’alba, è andato a sbattere contro un sasso. Valerio Candiotto, di 36 anni, ha riportato otto costole rotte mentre non sono ancora stati quantificati i danni alla sua Honda.

L’ipotesi dei Carabinieri, è che il sasso, di grosse dimensioni, sia stato messo lì per "vedere l’effetto", e che non sia assolutamente un caso. Si esclude anche la caduta da un eventuale TIR, visto che non ci sono segni sull’asfalto. Un’idea, il povero operaio che stata passando per Blessaglia (Pramaggiore)... se l’è fatta. La fortuna ha voluto che il motociclista andasse a velocità ridotta, altrimenti le conseguenze sarebbero potute essere fatali. Ma c’è dell’altro: oltre al sasso lanciato in mezzo alla strada, è sì intervenuta l’ambulanza del 118 di Portogruaro, ma non si è vista nessuna pattuglia delle Forze dell’Ordine!

Il rider vittima dell’incidente, ha raccontato ad un amico che nel buio non ha visto il sasso, ma dopo l’impatto è stato sbalzato in avanti, e non è caduto di lato. Questo significa che il masso, proprio piccolo... non era. Resta il fatto che il i Carabinieri ora si trovano con poche prove in mano, se non la cartella clinica del ferito stesso ed una deposizione. In ogni caso, quella che nasce come una bravata, spesso può avere conseguenze mortali.

[Fonte: messaggerovenetogelocal.it]

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , sicurezza , incentivi


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