Tecnica

pubblicato il 21 giugno 2013

Moto e auto si parleranno presto, grazie alla tecnologia Car-to-X Communication

Pubblicati a Francoforte i risultati della ricerca sui sistemi di comunicazione tra diversi veicoli. La sicurezza del futuro è affidata ai network wireless

Moto e auto si parleranno presto, grazie alla tecnologia Car-to-X Communication
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Ci sono voluti quattro anni di studi e sperimentazioni, ma i frutti del progetto simTD (Safe and Intelligent Mobility), partito in Germania con la collaborazione di aziende del settore automotive e delle telecomunicazioni potrebbero presto diventare realtà. Le finalità del progetto erano di sviluppare sistemi in grado di migliorare la sicurezza nella guida mettendo in comunicazione i veicoli tra di loro e con le infrastrutture stradali. L’idea è interessantissima, soprattutto per la sicurezza degli utenti deboli della strada, come i motociclisti, perché consentirebbe a chi va in moto di sapere in anticipo cosa stia succedendo nei tratti di strada ancora non visibili ad occhio nudo. Si tratta anche di un progetto molto ambizioso perché richiede investimenti notevoli soprattutto per portare questa tecnologia ad essere disponibile a basso costo per chiunque. In molti ricorderanno che un progetto simile denominato Securvia venne testato dalla Magneti Marelli in Italia una ventina di anni addietro, basato sulla tecnologia radiomobile dell’epoca, che però si tradusse in un nulla di fatto. Oggi, invece, tra le aziende impegnate in prima linea sul progetto simTD c’è la BMW che, non a caso, da circa quattro anni di tanto in tanto tira fuori il concetto di Connected Ride per le moto, alte rego del Connected Drive per le auto.

5 MOTO E 20 AUTO COINVOLTE NEL PROGETTO
Chi ci segue quotidianamente ricorderà che la BMW all’ultimo Innovation Day tenutosi un paio di anni addietro, diramò i primi risultati del progetto Connected Ride che prevede diversi ausili alla guida, tutti volti a incrementare la sicurezza stradale. Alcuni di essi sono già arrivati in produzione, come l’Automatic Collision Notificator, montato sulle BMW K 1600 GT e GTL, un dispositivo che in caso di incidente chiama autonomamente la centrale operativa BMW e attiva i soccorsi fornendo le coordinate GPS della moto. La parte più importante del progetto Car-to-X, però è quella che riguarda la comunicazione tra i veicoli e tra essi e le infrastrutture. Allo stato attuale il protocollo più veloce e affidabile per collegare tutti questi soggetti è il WLAN standard IEEE 802.11p o il ITS G5A, perchè sono in grado di far dialogare più sistemi tutti in parallelo e sono quelli che negli ultimo anni hanno subìto le maggiori evoluzioni nella potenza e nella velocità di trasferimento dati.

BMW ha impegnato negli ultimi quattro anni una flotta di cinque motociclette e 20 auto, che sono state coinvolte nei test in condizioni di traffico reale sulle strade aperte al traffico della città di Francoforte e sulle autostrade circostanti. Due sono i sistemi di sicurezza implementati da BMW: il Cross Traffic Assistant e il Traffic Sign Assistant. Il primo di essi è sicuramente il più importante perché le statistiche dimostrano che un terzo degli incidenti stradali con feriti avvengono agli incroci. L’analisi degli incidenti dicono che essi accadono perché in città i palazzi, gli alberi e le auto parcheggiate impediscono la corretta visuale su un incrocio. Il sistema quindi è in grado di informare i veicoli che stanno avvicinandosi all’intersezione sul fatto che essa sia libera o occupata da altri mezzi.
Il secondo sistema, invece, mette in contatto veicoli e infrastrutture stradali, informando chi guida so come stanno variando le condizioni stradali davanti al veicolo, preavvisandolo sull’avvicinarsi di un semaforo rosso, di una zona a velocità limitata o semplicemente preannunciando una coda o traffico congestionato. Se in futuro questi sistemi dovessero entrare in produzione, ad esempio, i semafori potrebbero preavvisare i guidatori sul cambiamento di aspetto consigliando loro la giusta velocità da tenere per assicurarsi il verde su una serie di semafori ripetuti, o di preannunciare che il guidatore troverà il rosso più avanti (e quindi può iniziare a rallentare…).

Il vantaggio del sistema che dialoga in WiFi, è che ogni veicolo può a sua volta fungere da ritrasmettitore dei dati a vantaggio di quegli altri veicoli che ancora non dovessero essere nel raggio d’azione dell’infrastruttura che sta inviando i dati. Tutti questi sistemi, innegabilmente importanti per gli automobilisti, lo diventano doppiamente per i motociclisti, che non solo hanno più bisogno di conoscere in anticipo le condizioni della strada che stanno affrontando (pensiamo a pioggia, nebbia o ghiaccio), ma soprattutto subiscono gli incidenti perché non visti dagli altri veicoli. Con questo genere di tecnologia si spera che i soliti automobilisti distratti, informati in anticipo della presenza di una moto attorno a loro, siano in grado di non causare incidenti…

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Tecnica , 1000 , 600 , curiosità , anticipazioni , tecnica , tecnologia , sicurezza , incidenti , 800 , 1200 , 1400


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