Novità

pubblicato il 18 giugno 2013

Kawasaki KX250F e KX450F 2014

Rinnovate le nuove cross in “verde”. Ciclistica sempre più racing per le campionesse AMA

Kawasaki KX250F e KX450F 2014

Le Kawasaki KX non hanno certo bisogno di presentazione: la KX250F si è portata a casa il titolo AMA SX Lites West e AMA MX Lites nel 2011 e l’anno scorso ha vinto l’AMA 250 MX. La KX450F ha invece fatto ancora di più: nel 2011 ha vinto l’AMA SX e l’AMA MX, l’anno scorso si è messa in bacheca il titolo AMA SX ed è fresca vincitrice dell’AMA SX 2013. Vi basta tutto questo? Andiamo ora ad analizzare i due nuovi modelli m.y. 2014.

KX250F
La piccola moto della Casa di Akashi vede diverse novità. Una è sicuramente la modalità Launch Control, sistema che vanta le medesime specifiche delle moto da corsa AMA e che aiuta i piloti nelle partenze ad aderenza ridotta. Ma le modifiche più importanti interessano la ciclistica: il telaio perimetrale in alluminio è nuovo e vanta una struttura leggera composta da parti forgiate, estruse e colate. Le nuove staffe anteriori del motore, contribuiscono ad ottimizzare la rigidità e a migliorare le sensazioni trasmesse dall’avantreno. All’anteriore abbiamo poi una nuova forcella SFF (Separate Function front Fork) Tipo 2: introdotta per la prima volta in una motocross di serie (era il 2011), alloggia un gruppo ammortizzante nello stelo sinistro e una molla nel destro. Gli steli con diametro da 48 mm e la struttura interna Tipo 2 dovrebbero contribuire ad una sensazione di stabilità superiore, un maggior comfort ed un’azione ammortizzante migliorata. In questa versione, le nuove tarature delle valvole consentono una migliore ammortizzazione dall’inizio fino a metà escursione. E’ stato poi mantenuto il rivestimento in titanio a basso coefficiente di attrito, il Kashima Coat. Novità anche per il posteriore (Uni-Trak): gli attacchi del leveraggio consentono una regolazione più precisa delle sospensioni. Anche qui abbiamo il rivestimento Kashima Coat sul cilindro del serbatoio e nel m.y. 2014 è stata rivista la taratura. Chiudiamo il quadro ciclistica con i freni: ovviamente sono entrambi a disco (con profilo a margherita), ma il primo vanta poi una nuova pompa freno. Confermato il manubrio Renthal (le manopole sono invece nuove), ma in ogni caso con il telaio più snello, la scocca minimalista e la linea serbatoio-sella meno inclinata, dovrebbe cambiare la posizione di guida.

Quanto al motore, è sempre il monocilindrico a 4 tempi da 249 cc raffreddato a liquido e con doppi iniettori. Facile la messa a punto del propulsore, grazie agli attacchi rapidi DFI plug-and-play che forniscono tre mappature differenti quali Standard, Soft e Hard. Vi è poi la possibilità, tramite un kit, di settare l’iniezione grazie alla riprogrammazione delle tarature. Confermato il pistone con fondo bridged-box. Il corpo farfallato è da 43 mm ed utilizza due leveraggi interconnessi con un comando progressivo, mentre per quanto concerne la ECU, dal peso contenuto, contiene oltre alle tre mappature del motore, una quarta per la modalità Launch Control.

Naturalmente sono state riviste le grafiche: i cerchi Black Alumite (neri), i paraforcella neri, le finiture Blue Alumite (blu) per i registri delle sospensioni e le finiture blu su alcune parti della modanatura del motore conferiscono alla KX250F un nuovo look, ancora più accattivante. Infine, abbiamo dei nuovi portanumeri anteriore e laterale bianchi.

KX450F
E veniamo ora alla sorella maggiore, la KX450F. Anch’essa guadagna la modalità Launch Control ed il nuovo telaio. In tema di ciclistica arriva poi la novità più importante: la forcella PSF (Pneumatic Spring Fork) che sfrutta la pressione dell’aria invece che delle molle. Questa forcella dovrebbe consentire delle regolazioni più facili, una fascia di impostazioni più ampia ed una migliore ammortizzazione in ogni condizione di terreno. Gli steli vantano poi il rivestimento DLC (Diamond-Like Carbon) che riduce l’attrito ed il trattamento Kashima Coat. Abbiamo poi una nuova sospensione posteriore (Uni-Trak) con nuova taratura ed il rivestimento Kashima Coat sul cilindro del serbatoio per diminuire l’attrito. In tema di guidabilità, oltre alla nuova posizione di guida grazie al telaio e alle nuove scocche/sella/serbatoio, vi è la possibilità di regolare il manubrio su quattro posizioni e le pedane su due posizioni. Anche qui la pompa freno anteriore è nuova.

Il propulsore è sempre il monocilindrico a 4 tempi da 449 cc raffreddato a liquido con sistema d’iniezione del carburante senza batteria. Anche qui la messa a punto del propulsore risulta estremamente facile, grazie agli attacchi rapidi DFI plug-and-play che forniscono tre mappature differenti quali Standard, Soft e Hard. Come per la 250, vi è poi la possibilità tramite un kit di settare l’iniezione grazie alla riprogrammazione delle tarature. Confermato il pistone con fondo bridged-box. Il corpo farfallato è da 43 mm ed utilizza due leveraggi interconnessi con un comando progressivo, mentre per quanto concerne la ECU, dal peso contenuto, contiene oltre alle tre mappature del motore, una quarta per la modalità Launch Control.

A complemento del design e della grafica stile reparto corse, abbiamo i cerchi Black Alumite (neri), i paraforcella neri, le finiture Blue Alumite (blu) per i registri delle sospensioni e le finiture blu su alcune parti della modanatura del motore.

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Novità , monocilindriche , cross , fuoristrada


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