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pubblicato il 12 giugno 2013

La Mission Motorcycles "Mission R" va finalmente in produzione

L’Azienda di San Francisco finalmente dà inizio alla produzione in serie della superbike elettrica più desiderata. Due versioni con prezzi a partire da 29.999 dollari

La Mission Motorcycles "Mission R" va finalmente in produzione

Ci siamo: dopo cinque anni passati a progettare, sviluppare e testare in gara la superbike elettrica più potente e prestazionale in circolazione, i titolari della Mission Motors sono pronti per mettere in vendita la loro creatura, la Mission R: la moto che è stata in grado di girare a Laguna Seca, in 1.43" in prova e in 1.31" in gara, a una manciata di secondi da una MotoGP.
Prima di parlare della moto, però, cerchiamo di capire come si sia arrivati alla messa in produzione. Sì perché il percorso sembra studiato attentamente e con cognizione di causa. Allo stato attuale, la compagnia è suddivisa in due brand: Mission Motors e Mission Motorcycles. La prima è quella già nota, un’azienda dedicata alla progettazione, costruzione e vendita di sistemi elettrici ed elettronici destinati ad equipaggiare auto elettriche e ibride: gruppi di accumulatori, inverter, motori elettrici, caricabatterie e relativi software di gestione. La seconda è nata dall’incontro tra Jit Bhattacharya, Titolare della Mission Motors con Mark Seeger, ingegnere e imprenditore, che ha assunto il ruolo di Titolare della Mission Motorcycles, azienda che si occupa dello sviluppo e commercializzazione delle motociclette.

MISSION R E RS: 163 CAVALLI E AUTONOMIA FINO A 140 MIGLIA
Finalmente, scriviamo nel titolo: sì perché già da un paio d’anni ci chiedevamo perché alla Mission avessero pressoché pronta una moto prestazionale e dalle linee mozzafiato, senza metterla in commercio. Evidentemente c’era ancora qualcosa da mettere a punto, specie sull’autonomia della moto, come già evidenziò lo scorso anno il nostro amico Jensen Beeler di Asphalt&Rubber, nella prova in esclusiva che vi mostrammo nello scorso settembre. Oggi che i problemi di autonomia dovrebbero essere superati, i titolati della Mission Motorcycles hanno dato il via alle vendite e definito le offerte commerciali.
Due sono le moto in vendita, visto che la Mission è stata declinata sia in versione R che RS. Le due moto condividono la maggior parte della componentistica, fatta da un telaio misto realizzato unendo quattro sub componenti: un traliccio in acciaio, una struttura in lega leggera ricavata dal pieno, il blocco motore (che è strutturale al 100%) e il pacco batterie (elemento parzialmente stressato della ciclistica). Il motore è il medesimo su entrambe le moto: un trifase a corrente alternata raffreddato a liquido in grado di erogare la bellezza di 120 kW, che al cambio fanno 163,2 CV. Alla Mission lo hanno brevettato con il nome di InfiniteDrive, un pacchetto che non prevede il solo motore ma anche tutta la sua elettronica di gestione e di controllo della trazione. Comune alle due moto è anche il rivoluzionario sistema MissionOS, una vera e propria interfaccia utente che soppianta in un colpo solo le strumentazioni tradizionali cui siamo abituati. Si tratta di un display multifunzione touch screen ad alta risoluzione, dotato di tecnologia mobile cellulare e comprensivo di GPS, Bluetooth, videocamera HD (optional), e head up display. In opzione il sistema può prevedere il navigatore satellitare e anche un sistema di acquisizione dati per la guida in pista.

Le differenze tra le due versioni della Mission arrivano quando si parla di sospensioni: sulla R, infatti, è montata una forcella Ohlins a steli rovesciati da 43 mm e un ammortizzatore, sempre Ohlins al posteriore. Sulla RS (che sarà realizzata solo in 40 esemplari) è montata una esoterica forcella Ohlins FGRT200 (quella usata in world Superbike), accoppiata con l’ammortizzatore TTX36 MkII. Allo stesso modo troviamo freni Brembo con pinze M430 e dischi semiflottanti sulla R, mentre sulla RS sono montate le raffinate pinze GP4-RX ricavate dal pieno e montate su dischi Brembo T-Drive. Su entrambi i modelli è previsto un sistema di recupero energetico in frenata. Diversi allestimenti anche sui cerchi ruota: la versione R ha una coppia di Marchesini forgiati in alluminio, mentre la RS monta dei raffinatissimi BST a sette razze in fibra di carbonio.

DA 29.999 A 72.499 DOLLARI… E VE LA CONSEGNANO A CASA
Guardiamo più da vicino l’offerta commerciale della Mission Motorcycles. Il modello base della Mission R prevede l’adozione del pacco batterie da 12 kWh e 105 miglia di autonomia e costa 29.999 dollari, ma la sua velocità massima è limitata a 140 miglia orarie. Passando al modello da 15 kWh, la velocità massima passa a 150 mph e l’autonomia a 120 miglia, ma il prezzo lievita a 33.999 dollari. Salendo ancora si trova la Mission R da 17 kWh, con autonomia di 140 miglia e un prezzo di 39.999 dollari. Per tutte e tre è disponibile in optional il Tech Package che per 2.750 dollari comprende: videocamera HD, disco di memoria estraibile, navigatore satellitare, supporto Head up Display per il casco e caricabatterie ultra rapido).

Si salta di categoria e si passa poi alla Mission RS che, nell’allestimento appena descritto è disponibile solo con il pacco batterie da 17 kWh e ha il Tech Package di serie. Il prezzo in questo caso schizza a 56.499 dollari, ma non è finita qui perché gli acquirenti più esigenti potranno prenotare la Mission RS insieme al GP Package, un lotto di accessori che prevede la forcella pressurizzata Ohlins FGR200 usata sulle più famose MotoGP, l’ammortizzatore relativo, l’impianto frenante Brembo in specifiche 100% MotoGP con dischi da 6 mm totalmente flottanti e un set di cerchi forgiati aggiuntivo Marchesini M7R Genesi, da usare in alternativa ai BST in carbonio.
Che manca? Ah sì, la consegna: alla Mission Motorcycles dichiarano che le moto, costruite a mano al 100% negli Stati Uniti, verranno consegnate di persona a casa dell’acquirente in tutto il nord America... Visti i prezzi, ci mancherebbe…



Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Novità , special , tecnica , tecnologia , moto elettriche


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