Interviste

pubblicato il 28 maggio 2013

Moto Morini: intervista a Sandro Capotosti e Ruggeromassimo Jannuzzelli

Presente e futuro della Moto Morini in una intervista esclusiva ai proprietari del marchio. I modelli e le novità tecnologiche che vedremo presto

Moto Morini: intervista a Sandro Capotosti e Ruggeromassimo Jannuzzelli
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La storia della Moto Morini è fatta da un passato remoto ricco di successi commerciali e sportivi e da una vicenda recente abbastanza travagliata, culminata con la chiusura della fabbrica per fallimento nel 2009. Per primi, noi di OmniMoto.it seguimmo settimana dopo settimana tutto l’iter fallimentare, risoltosi poi a metà 2011 con l’aggiudicazione all’asta del marchio da parte di due imprenditori, Sandro Capotosti e Ruggeromassimo Jannuzzelli. Riavviati tutti i processi funzionali dell’azienda, i titolari di Moto Morini stanno ora dedicandosi al lungo e complesso iter volto a riportare il brand ai livelli che gli competono e si sono resi disponibili per una lunga e appassionante intervista ai microfoni di OmniMoto.it, che vi riportiamo.

Avete rilevato la Moto Morini nel 2011 e nel 2012 siete tornati sul mercato. Da dove nasce lo stimolo di due imprenditori a rilevare un marchio come questo?
"Beh, siamo matti per la Moto Morini, non si vede? - ridono entrambi - Più seriamente, tutto nasce come ovvio dalla passione, perché se uno non ha la passione, non si imbarca in un affare tanto complesso, legato a un marchio con un passato così importante. La nostra ci piace definirla una startup che ha 75 anni… E quindi dobbiamo sostenere un doppio peso, quello di una startup industriale in un periodo di crisi come questo, legato però a un brand che ha 75 anni di storia e ha un seguito di fedeli incredibile che vanno sostenuti e soddisfatti. Quindi noi abbiamo la ferma volontà di far rinascere un brand storico, che però sappiamo bene ha avuto un recente passato molto travagliato, e quindi siamo coscienti che "l’operazione credibilità" da attuare sul brand è importante. Questa è un’operazione, però, che non si compie in un giorno, perché bisogna investire nei servizi alla clientela, nella formazione di una rete di assistenza che funzioni, e nella qualificazione del prodotto. Questi sono i punti su cui ci siamo concentrati nel corso di questi mesi".

Come è possibile mettere insieme passione e capacità imprenditoriali in un mercato in contrazione come quello odierno?
"Consideriamo innanzittutto che la nostra esperienza con Moto Morini parte un anno e mezzo fa, ma solo da pochi mesi abbiamo realmente in mano le chiavi dell’azienda. Il nostro progetto è partito con un’analisi dello scenario odierno del mercato motociclistico, valutando le possibilità di affermarsi all’interno di una nicchia, e non potrebbe essere diversamente perché il mercato attuale non permetterebbe di avere successo su vasta scala. Vediamo che i grandi brand stanno ottenendo buoni risultati all’estero ma fanno fatica in Italia, e stanno già occupando stabilmente i mercati emergenti di oggi. Noi ci siamo aperti fin da subito all’Europa, perché era la strategia più semplice da attuare. Poi ci siamo resi conto che il modello di business cui il motociclista è abituato è pressoché sempre lo stesso, perché l’appassionato è abituato ad andare dal concessionario. Noi ci siamo trovati davanti degli interlocutori che hanno una grande dimestichezza con la tecnologia e con internet, ma quando devono scegliere la moto hanno bisogno di un contatto fisico ed emotivo con il mezzo. Inizialmente ci siamo scontrati quindi con la diffidenza di chi vedeva le nostre moto solo sul web, e ora stiamo proponendo strategie innovative per far toccare i nostri veicoli ai clienti".

Avete fatto un’analisi del pregresso in Moto Morini? E che idea vi siete fatti sugli errori commessi dalla precedente gestione?
"Una azienda funziona quando ha fatto una corretta focalizzazione del proprio prodotto e ha trovato un’esatta corrispondenza nei confronti dei potenziali utilizzatori del prodotto. Quindi secondo noi, sintetizzando i problemi che abbiamo trovato in azienda quando siamo arrivati, la nostra opinione è che la precedente gestione abbia sofferto di una generale mancanza di strategia".

Quali sono i vostri obiettivi strategici per il futuro?
"Internet, internet, internet! E poi, realizzare una rete di service molto preparati, dei quali alcuni possano diventare anche dei "propagatori" del brand e dei punti di riferimento dove il cliente possa entrare fisicamente in contatto con la moto. Quindi dei riferimenti ma non dei concessionari, in modo da non imporre a nessuno l’acquisto delle moto da rivendere. Sì, perché l’acquisto della moto dovrà sempre transitare dal nostro sito".

E gli obiettivi legati al prodotto? Moto Morini deve diventare una casa che fa moto raffinate in piccola tiratura, o vuole tornare a fare grandi numeri?
"No, i grandi numeri fanno parte del passato, della storia, di quando Moto Morini riusciva a vendere 80.000 moto l’anno. Il nostro obiettivo di oggi è di andare verso un prodotto di nicchia e raffinato, che unisca le possibilità industriali, che derivano dal fatto che abbiamo ereditato comunque una fabbrica, a un progetto artigianale. Quindi le nostre moto saranno "sospese" tra industria e artigianato". In futuro saremo sempre più in grado di dare ai nostri clienti delle moto su misura, realizzate in base alle loro esigenze".

Siete riusciti a creare occupazione in Italia in un momento difficile dell’industria. Quanti posti di lavoro avete creato e che prospettive avete per il futuro?
"Si, ora abbiamo circa 30 dipendenti, e abbiamo ritenuto che siano sufficienti per le nostre esigenze di oggi e per le previsioni di crescita che abbiamo fatto da qui a due anni".

Su quali mercati state puntando maggiormente e perché?
"Di sicuro vogliamo concentrarci sull’Europa, perché questo è il mercato di riferimento per le moto da oltre un litro di cilindrata. I grandi player si stanno dedicando anche ai mercati emergenti del sud est asiatico e alla Cina, ma ancora si tratta di numeri piccolissimi e quindi noi preferiamo dedicarci all’Europa e ai mercato maturi".

Qualche numero sulle vendite dello scorso anno?
"Per ora abbiamo venduto qualche centinaio di moto, che è un ottimo risultato se si pensa che le vendite effettive sono iniziate a settembre. L’Italia ha assorbito il 15% del venduto, che è la stessa percentuale esistente prima della chiusura. Quest’anno, purtroppo, questa percentuale è scesa al 5%. Per incentivare l’acquirente italiano stiamo proponendo delle nuove forme di ownership, tra cui la prima è la Formula Long Rent, che permette di acquistare la moto pagando solo il 50% e di tenerla per 18 mesi decidendo solo tra un anno e mezzo se pagare il restante 50%, restituirla, o prendere un’altra Morini nuova a prezzo scontato. Questo è uno strumento cui teniamo molto perché offre al cliente una serie di servizi inclusi senza precedenti da cui resta esclusa la sola assicurazione. Tutto Il resto è compreso: cambio gomme, bollo, assistenza stradale, tagliandi e spese di immatricolazione. A questa offerta ne aggiungeremo presto altre simili ma di breve durata, permettendo a chi lo desidera di avere una Moto Morini anche solo per un weekend".

Parliamo della gamma. Per ora avete lanciato la Rebello 1200 Giubileo con una campagna teasing sul web. Come è andata la vendita degli esemplari?
"I risultati sono stati straordinari: la Rebello ha raggiunto esattamente gli obiettivi che ci eravamo prefissi. La moto doveva servire a catalizzare su di noi l’attenzione e non a mettere d’accordo tutti. La Rebello non vuole essere una moto "carina", ma serve a fare opinione. Le sue forme particolari, poi, fanno sì che quando uno la vede dal vivo resta davvero affascinato. Dovevamo consegnarle per gennaio ma c’è stato un ritardo con un fornitore e siamo pronti solo ora. Ad ogni modo il risultato sul web è stato interessantissimo, perché quando abbiamo fatto la campagna teasing con il video della Rebello, le visite sul sito si sono moltiplicate di vari ordini di grandezza. E ciò ci ha fatto capire che la passione attorno a Morini è fortissima. Anche le critiche sono state importantissime, perché ci hanno fatto capire che fuori c’è un’affezione al marchio incredibile".

Come evolverà la linea di prodotto? Attualmente avete una piattaforma telaistica e motoristica con cui sviluppate una intera gamma. Ci saranno presto evoluzioni in ambiti diversi?
"Abbiamo lavorato tantissimo nei mesi scorsi nell’addolcire l’erogazione e perfezionare il controllo motore. Poi abbiamo cambiato la frizione, l’airbox, il catalizzatore, abbiamo adottato una seconda sonda lambda, cambiato il presilenziatore e tanti piccoli particolari. Quindi oggi abbiamo finalmente il motore progettato da Lambertini al meglio delle sue capacità, potente ma godibile da qualunque motociclista. Questo è un motore ultramoderno e non ha nulla da invidiare ai rivali di categoria, e quindi rimarrà con noi a lungo. Sicuramente vogliamo incrementare il tasso di componentistica italiana sulle nostre moto: giusto per fare un esempio abbiamo cambiato i regolatori di tensione abbandonando quello Kokusan scegliendo i Ducati Energia che sono disponibili a pochi chilometri dalla Morini e non hanno nulla da invidiare in quanto a tecnologia.

In futuro abbandoneremo le componenti in plastica in favore di materiali compositi, perché più raffinati e di conseguenza la qualità percepita del mezzo crescerà. Daremo al cliente dei servizi di personalizzazione della moto, sia a livello ergonomico, con pedane e manubri su specifiche custom, ma anche settaggi delle sospensioni ad hoc sul peso del cliente e sull’utilizzo prescelto della moto.
In merito alla tecnologia, presto applicheremo l’ABS alle nostre moto, ma vorremmo che questo fosse l’unico ausilio alla guida delle Moto Morini, anche perché abbiamo capito che il Morinista è uno "rough and tough".


La Moto Morini in passato ha avuto trascorsi sportivi importanti. Tornereste a fare una supersportiva all’italiana in futuro?
"Allora, le corse sono bellissime ma hanno oggi un’influenza diretta sulle vendite quasi nulla. Quindi non siamo interessati a competizioni di alto livello. Molti dei nostri partner, però, ci chiedono le moto per partecipare a competizioni, quindi è vero che il nostro è un brand dal Dna sportivo. Anche in questo campo vorremmo fare qualcosa di innovativo, che però non possiamo anticipare. Venendo alla domanda sul prodotto, beh - ridono entrambi - diciamo che in futuro potrebbero esserci due Corsaro in listino…".
A questo punto non ci resta che aspettare l’autunno e l’Eicma per vedere cosa hanno in serbo alla Moto Morini!

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Autore: Lorenzo Gargiulo

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