Tecnica

pubblicato il 13 maggio 2013

Manutentore di carica: come si usa

Un accessorio utile per avere la batteria sempre in ordine. Abbiamo provato il Noco Genius 3500

Manutentore di carica: come si usa

Non tutti hanno la possibilità di usare la moto tutti i giorni, e spesso capita che la nostra amata passi più tempo da sola in garage che in nostra compagnia. In questi casi, a soffrire è spesso la batteria, specie nei mesi freddi, ma anche d’estate se non viene ricaricata con l’uso.
Arrivati sul mercato una ventina d’anni fa, i manutentori di carica si sono velocemente evoluti fino a diventare dei prodotti in grado non solo di tenere sempre in efficienza la batteria, ma anche di prolungarne la vita utile attuando cicli di carica appositamente studiati per prevenire la solfatazione (in caso di batterie al piombo).

NOCO GENIUS 3500
Per il nostro test abbiamo scelto il Noco Genius 3500, prodotto statunitense importato in Italia dalla Bergamaschi. La linea Genius importata in consta di tre modelli, G1100, G3500, G7200, con prezzi da 68,89 a 140 euro. Le differenze tra i tre modelli riguardano essenzialmente la massima corrente di carica erogabile, che è di 1,1 – 3,5 o 7,2 Ampere e di conseguenza la dimensione delle batterie ricaricabili con ciascuno. Il più piccolo va bene per batterie da moto e per quelle da auto di piccole dimensioni, a 6 o 12 Volt, con amperaggi da 2,2 a 40 Ah. L’intermedio (che è il più versatile) carica batterie da 6 o 12 V da 1,2 a 120 Ah, mentre il terzo va bene per batterie di grandi dimensioni da 12 o 24 V da 14 a 230 Ah.

COME FUNZIONA
Il Genius G3500 utilizza una sofisticata tecnologia governata da un microprocessore, il VosFX Processor, che è in grado di modificare il processo di ricarica in base al feedback organico ricevuto dalla batteria, con l’obiettivo di prolungarne la vita.
La carica avviene in otto diverse fasi: la prima è la fase diagnostica, in cui il caricatore verifica il voltaggio della batteria per assicurarsi che i collegamenti siano validi e la batteria sia in condizioni stabili prima di iniziare la carica. La seconda fase è quella di Recovery, che interviene in caso la batteria sia solfatata o molto scarica dando piccoli impulsi di corrente in modo intermittente. Dopodichè inizia la carica con la terza fase che vede la corrente di carica crescere lentamente. Poi intervengono le fasi 4 e 5, che riguardano la carica a corrente costante, prima alta e poi ridotta fino a raggiungere l’80% della carica totale della batteria. La sesta fase è quella di "assimilazione", in cui la carica procede a bassa corrente fino al 90%, seguita dalla settima, nella quale il caricatore eroga solamente la corrente necessaria a tenere carica la batterie e se quest’ultima informa il Genius che è necessaria ulteriore carica, esso passa alla fase di mantenimento. A questo punto il caricatore tiene costantemente d’occhio la tensione della batteria per capire se è necessario far partire un ciclo di carica. Da qui in avanti sono le fasi sette e otto che si susseguono indefinitamente.

COME SI MONTA
La confezione del Genius G3500 è curata come si confà a un prodotto americano. All’interno troviamo il libretto di istruzioni, il Genius e due cavi di carica. Il primo prevede una coppia di morsetti e l’altro due occhielli per il fissaggio definitivo al veicolo.
Se dovete caricare una batteria una tantum, potete impiegare i morsetti, se invece intendete usare il Genius fisso sulla moto è sufficiente allentare i contatti della batteria, svitando prima il negativo e poi il positivo, e inserendo gli occhielli facendo attenzione alla polarità.

COME SI USA
A questo punto è necessario collegare il connettore del Genius, prima di attaccare la spina alla 220 Volt. Viceversa, quando dovete disconnettere il caricabatterie, staccate sempre prima la tensione e poi il connettore rosso.
Dopo un rapido check, il Genius si pone in stand by ed è sufficiente scegliere il tipo di carica desiderato. Le impostazioni sono otto in totale, quattro per batterie piccole, di amperaggio tra 1,2 e 14 Ah, e quattro per quelle grandi da 14 a 120 Ah. Ciascuna delle quattro modalità prevedono poi due tipi di carica per le batterie a 6 V e due per quelle a 12 V. La differenza tra le due modalità di carica è per carica normale o per carica in climi a temperature sotto lo zero. Scelta la carica desiderata inizia il processo e i quattro led percentuali si illuminano in sequenza. Quando la batteria è completamente carica tutti i led saranno accesi fissi e sarà possibile lasciare il Genius collegato a tempo indeterminato.

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Tecnica , 1000 , 600 , accessori , tecnica , manutenzione , 800 , 1200 , 1400


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