Test

pubblicato il 9 maggio 2013

Yamaha X-MAX 400 - TEST

Lo scooter che mancava. Yamaha alza l’asticella con il fratello maggiore dell’X-Max 250: stile, abitabilità e prestazioni, unite al prezzo concorrenziale di 5.990 euro

Yamaha X-MAX 400 - TEST
freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • Yamaha X-Max 400 - TEST - anteprima 1
  • Yamaha X-Max 400 - TEST - anteprima 2
  • Yamaha X-Max 400 - TEST - anteprima 3
  • Yamaha X-Max 400 - TEST - anteprima 4
  • Yamaha X-Max 400 - TEST - anteprima 5
  • Yamaha X-Max 400 - TEST - anteprima 6

Negli ultimi anni il mercato italiano degli scooter si è evoluto, così come sono cambiate le esigenze e le richieste della clientela. Oltre il 70% del nostro mercato è composto da prodotti over 125, e in particolare il segmento delle quarto di litro è quasi scomparso dal mercato a favore di modelli di 300 o 350 cc. X-Max 250 è stato ed è ancora un modello Yamaha di grande successo, con oltre 40.000 veicoli venduti negli ultimi 5 anni, premiando la scelta della casa di Iwata di unire la funzionalità di un maxi unita alle linee compatte di uno sportivo, e con un comportamento dinamico efficace e divertente. Il nuovo X-Max 400 va quindi a proporre un upgrade di queste stesse caratteristiche, con una linea più moderna e ancora più sportiva, abitabilità e capacità di carico ulteriormente maggiorate e prestazioni nettamente superiori. Con questo veicolo Yamaha vuole quindi andare a cercare nuovi clienti provenienti sia dalla fascia alta che normalmente punterebbe a un 300/350, sia a chi desidera un Maxiscooter sportivo ma ritiene il TMax troppo impegnativo a livello di prestazioni e prezzo.

ALLA GUIDA: PRESTAZIONI E ABITABILITA’
Il rapporto tra dimensioni del veicolo e abitabilità rimane uno dei segreti del X-Max anche in questa versione da 400 cc. Il veicolo è rimasto relativamente compatto, adatto a districarsi ottimamente nel traffico cittadino, e l’abitabilità non presta il fianco ad alcuna critica, neanche per gli utenti alti come il sottoscritto. Come abbiamo avuto modo di testare, anche lo spazio per il passeggero è ottimale e le maniglie dedicate permettono anche un’ottima presa. L’ergonomia risulta ben studiata nei dettagli, con il trio pedane, manubrio e sella posti alle giuste distanze, consentendo una posizione di guida naturale anche se leggermente più eretta rispetto al 250, in stile maggiormente motociclistico. Sotto la sella troviamo un enorme vano di carico capace di contenere due caschi integrali e tanto altro ancora. Da segnalare che la sella seppure posta ad un’altezza non eccessiva è piuttosto larga, obbligando anche le persone di media statura ad appoggiare a terra solo le punte dei piedi.

Abbiamo avuto modo di testare lo scooter sia sulle trafficate strade di Milano, sia in una bella gita al Lago in direzione Bellagio. Alla guida si apprezza subito il carattere deciso del propulsore monocilindrico, che presenta una voce di scarico civilissima ma piacevole con lo scarico di serie, e più grintosa con l’Akrapovic offerto come accessorio a richiesta. Le vibrazioni sono complessivamente molto modeste, seppure avvertibili ai bassi regimi quando il motore manifesta una leggera ruvidità, almeno rispetto ad altri concorrenti che risultano più dolci. L’erogazione della potenza è uno dei pregi principali del X-Max 400, con uno spunto in partenza da brucia semafori, e con un’erogazione forte e costante anche alle velocità più alte che permette sorpassi sicuri quando si esce dalla città. L’allungo è di quelli importanti e di fatti la casa madre dichiara una velocità massima di 150 km/h, tuttavia la nostra impressione è che sia capace di andare ancora oltre, avvicinandosi minacciosamente alle prestazioni massime offerte dal leggendario TMax. Tra l’altro la versione dotata di scarico Akrapovic e cupolino sportivo è capace di qualcosa ancora di più, tuttavia per chi è alla ricerca di velocità di crociera autostradali per le gite del weekend consigliamo vivamente il cupolino originale, o ancora meglio la versione Touring disponibile a pagamento. Buoni i consumi medi intorno ai 22 km/l, che associati al serbatoio da 14 litri garantiscono un’autonomia di oltre 300 km.

La dinamica di guida del X-Max è un’altra delle caratteristiche a suo favore, almeno per chi è alla ricerca di uno scooter con un approccio sportivo. L’agilità e la maneggevolezza sono superiori alla media, con la sospensione anteriore che lavora egregiamente anche nelle staccate più cattive, e la coppia di sospensioni posteriori che sostengono bene, con la pecca di una certa rigidezza sullo sconnesso. Sufficiente la luce a terra, anche se il cavalletto centrale rischia di sfiorare l’asfalto nelle curve più strette affrontate "alla garibaldina". In generale si è raggiunto un compromesso ottimo tra esigenze di agilità, grip e stabilità, con quest’ultima che presta il fianco a qualche leggera critica solamente nei curvoni autostradali percorsi ad alta velocità, dove abbiamo notato qualche lieve ondeggiamento, probabilmente causato dal cupolino rialzato che faceva un po’ effetto vela, ma stiamo veramente cercando il classico pelo nell’uovo in un mezzo con una dinamica decisamente sopra la media. La frenata è ottima e facilmente modulabile, e da fine anno sarà disponibile anche la versione con ABS.

DESIGN ED EQUIPAGGIAMENTO
Il nuovo design firmato da Cristiano Tasca è di quelli che non passa certo inosservato, e vuole offrire insieme sportività, eleganza e ricercatezza. La carena ha una linea filante e proiettata in avanti, ancora più sportiva e spigolosa delle precedenti. Sempre presenti alcuni marchi di fabbrica di questa famiglia di scooter Yamaha, come il "boomerang" e il Diapason annegato sulle carene laterali, o i doppi fari anteriori con luci diurne a led e posteriori full led, a dichiarare le credenziali sportive. Grande attenzione è stata posta anche nel design della sella, con cuciture a vista e inserto in alluminio. In generale, si ha subito una sensazione di dinamismo e qualità globale. Come già detto, l’equipaggiamento del X-Max è di quelli molto completi, a partire dal vano sotto sella che può includere anche due caschi integrali e che è stato maggiorato del 10% rispetto al già ampio vano del 250, raggiungendo la notevole capienza di 37 litri. Presenti anche due vani nello scudo, uno dei quali dotato di serratura.

La strumentazione di tipo automobilistico, con indicatori di velocità e giri motore analogici e computer di bordo digitale, è completa, piacevole nel design e di facile leggibilità. I comandi, in comune con altri modelli Yamaha, sono di qualità e facilmente utilizzabili anche perché tutti riposti al posto giusto. Di serie l’X-Max 400 prevede un cupolino più alto di 50 mm rispetto a quello del 250. Tenendo in considerazione che su questa tipologia di scooter è importante anche la possibilità di personalizzazione, Yamaha ha deciso di offrire due pacchetti a un prezzo molto competitivo: Sport che prevede schermo sportivo, pedane in alluminio e porta targa sportivo omologato a 237 euro, mentre l'allestimento Touring comprende schermo alto, portapacchi posteriore e baule da 50 litri in tinta ed è venduto a 455 euro. I colori disponibili per il 2013 sono tre: Absolute white (opaco), Matt Grey (opaco) e Midnight Black.

TECNICA: TELAIO IRRIGIDITO E MOTORE DI DERIVAZIONE MAJESTY 400
Per far fronte al maggior ingombro e peso del nuovo motore, Yamaha ha realizzato un telaio più rigido rispetto a quello del 250, ma che rimane il più compatto e leggero della categoria. Le sospensioni prevedono una forcella telescopica da 35 mm all’anteriore e doppi ammortizzatori regolabili nel precarico su 4 posizioni al posteriore. I pneumatici misurano 120/70/15 all’anteriore 150/70/13 al posteriore. Per quanto riguarda i freni, all’anteriore è presente un doppio disco freno da 267 mm e al posteriore un disco singolo della stessa misura. Il monocilindrico da 400 cc, a 4 tempi, DOHC, 4 valvole per cilindro e raffreddato a liquido è un’evoluzione dell’unita adottata da Majesty 400. Con i suoi 31,5 CV a 7.500 giri/min, eroga il 54% di potenza in più rispetto al motore di X-Max 250 e il 60% di coppia in più. Da notare che per facilitare le operazioni di manutenzione, è possibile accedere al motore semplicemente svitando 5 viti a brugola presenti nel vano sotto sella.

IN CONCLUSIONE
A fine test possiamo dire che l’ X-Max 400 ha sicuramente mantenuto i contenuti e i valori che hanno fatto il successo del 250, andando a incrementarli ulteriormente. Le prestazioni garantite dal nuovo propulsore lo pongono molto vicino ai migliori maxi scooter del mercato, e la dinamica di guida permette di togliersi anche qualche soddisfazione nella guida fuori città. Se sommiamo questi contenuti ad un design sempre più accattivante e a un prezzo di oltre 5.000 euro inferiore a quello di sua maestà il TMax, siamo certi che il nuovo Yamaha saprà conquistare una vasta quota del pubblico italiano.

CI PIACE
Design
Prestazioni
Vano di carico

NON CI PIACE
Comfort sullo sconnesso
Difficoltà di appoggio dei piedi a terra

In questo test abbiamo utilizzato:
Casco Momodesign by Yamaha
Giacca Tucano Urbano
Pantaloni Motto Wear
Guanti Kappa
Stivaletti Gaerne

freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • Yamaha X-Max 400 2013 - anteprima 1
  • Yamaha X-Max 400 2013 - anteprima 2
  • Yamaha X-Max 400 2013 - anteprima 3
  • Yamaha X-Max 400 2013 - anteprima 4
  • Yamaha X-Max 400 2013 - anteprima 5
  • Yamaha X-Max 400 2013 - anteprima 6

Autore: Redazione

Tag: Test , scooter , mercato , maxi scooter , citta


Top