Attualità e Mercato

pubblicato il 29 aprile 2013

Caso Husqvarna: la lettera dei dipendenti

Un gruppo di dipendenti di Husqvarna scrive un’accorata lettera contro la cassa integrazione. Oggi l’incontro tra le parti sociali

Caso Husqvarna: la lettera dei dipendenti

Il Caso Husqvarna continua a far parlare di sé. Non sono passati che pochi giorni da quando la Pierer Industrie Ag ha chiesto la Cassa Integrazione Straordinaria per i dipendenti dello stabilimento di Cassinetta che ecco arrivare in redazione una lettera, firmata proprio da quei dipendenti che presto dovranno lasciare il proprio lavoro.
Come sappiamo, proprio oggi mentre andiamo online dovrebbe essere in corso una riunione tra le parti sociali che si sono incontrate nella sede dell'Univa (Unione industriale della provincia di Varese) per iniziare la trattativa. Riportiamo la lettera dei dipendenti integralmente, e torneremo presto sull’argomento non appena si renderanno disponibili altre informazioni.

Egr. Direttore ,
ci permettiamo di scriverLe queste poche righe per chiederLe supporto nella difficile situazione che sta vivendo in questi giorni Husqvarna Motorcycles di Biandronno.
Dal 6 marzo scorso, la proprietà di Husqvarna Motorcycles, è passata dal gruppo BMW a Pierer Industrie AG, a seguito del nulla osta avuto dall’Antitrust Austriaco, concesso senza l’esistenza di nessun piano industriale.
Successivamente all’insediamento della nuova dirigenza presso la sede di Biandronno, in meno di un mese la Pierer Industrie ha preso la drastica decisione di mettere l’azienda in Cassa Integrazione Straordinaria per Cessazione Parziale di Attività, senza possibilità di reintegro, quindi un anticamera al licenziamento collettivo. Suddetta Cassa Integrazione è stata richiesta per 212 dipendenti su un totale di 240 perdendo, a nostro avviso, la definizione stessa di parziale.
Tralasciando l’amarezza e la situazione di totale instabilità personale che ci vedremo costretti a fronteggiare a breve, tralasciando il danno che si va a creare anche a parecchie aziende dell’indotto (sempre sul territorio locale), ci domandiamo come sia possibile permettere ad aziende straniere di mettere in atto tali piani "distruttivi".
Lo Stato Italiano andrà a pagare la Cassa Integrazione per un anno per 212 persone perché BMW ha fallito a livello strategico e perché Pierer Industrie AG non ha nessuna intenzione di investire in un piano di rilancio che coinvolga l’Italia. Questo con la sola intenzione di chiudere le attività esistenti in loco e acquisire un prestigioso marchio italiano.
La domanda che ci poniamo è la seguente: permetteremo sempre alle aziende straniere di violentare la nostra economia solo perché sono in grado sul breve periodo di garantire capitali? Quando cominceremo a preservare il nostro Paese e la nostra individualità verificando che, effettivamente tutte queste promesse saranno mantenute anche sul lungo periodo? E chi vigilerà sulla effettiva legittimità di certe azioni commerciali preservando anche i lavoratori effettivamente legati al territorio? Sappiamo perfettamente che Husqvarna Motorcycles è solamente una piccola goccia in mezzo al mare, ma riteniamo che in tempi come questi il cosidetto MADE IN ITALY sia la chiave per permetterci di ripartire.
Vogliamo veramente continuare a permettere ai grandi colossi stranieri di imbavagliarci e di saccheggiare la nostra economia? Ringraziandola per la cortese attenzione e sperando di ricevere da Lei una gentile risposta alla mail sotto indicata.
Porgiamo distinti saluti
Un gruppo di dipendenti di Husqvarna Motorcycles

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Attualità e Mercato , enduro , cross , editoriale , lavoro


Top