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pubblicato il 28 aprile 2013

WSBK 2013, Assen, Gara 1: Dominio di Sykes e della Kawasaki

Il britannico vola via e l'attenzione è per la bella battaglia per il secondo posto tra Rea e le Aprilia

WSBK 2013, Assen, Gara 1: Dominio di Sykes e della Kawasaki

Che dominio per Tom Sykes e la Kawasaki in gara 1 ad Assen! La verdona è scattata dalla pole position ed è scappata via alla velocità della luce in mano ad un Sykes che pareva volare tra i cordoli della storica pista olandese.

A metà gara il britannico è arrivato ad avere addirittura dieci secondi di vantaggio sul primo gruppetto di inseguitori, che quindi quindi perdeva circa un secondo al giro. Una prova di forza eccezionale nel freddo di Assen (la temperatura era di circa 12°), che fa presumere che anche questo pomeriggio nella seconda corsa si vedrà nuovamente un soliloquio da parte di Sykes.

Volato via il battistrada, l'attenzione è andata alla battaglia per la seconda posizione tra la Honda di Jonathan Rea e le Aprilia di Sylvain Guintoli e Eugene Laverty. Al via era la moto della Ten Kate a prendere il comando, ma solo per lo spazio di una curva. Da quel momento il massimo obiettivo per Rea è diventata la seconda posizione, conquistata con uno strepitoso sorpasso all'ultimo giro sui Guintoli, che poi ha provato a riprendersi il secondo gradino del podio in accelerazione uscendo dalla esse finale ma non riuscendoci per soli 6 millesimi.

Mezzo secondo più staccato Laverty, subito fuori dal podio, che ha lottato con gli altri due ma è calato nel finale non riuscendo a stare in lotta per il podio.

Quinto chiude l'altra Kawa di Loris Baz, che precede l'Aprilia dell'Althea di Davide Giugliano e il bravo Chaz Davies partito dal fondo dello schieramento con la propria S1000RR riparata all’ultimo dai propri meccanici dopo il brutto volo nel Warm Up.

Le Crescent Suzuki di Jules Cluzel e Leon Camier e infine Carlos Checa completano la Top 10, ma la Ducati 1199 Panigale R accusa ben 35″ di distacco sotto la bandiera a scacchi dalla Ninja ZX-10R di Sykes.

Peggio è andata a Michel Fabrizio, 12° a precedere l’altra Panigale-Alstare di Ayrton Badovini, ma peggio ancora è andata a Marco Melandri, costretto al ritiro addirittura nel giro di ricognizione per la rottura della catena!

Autore: Fulvio Cavicchi

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