Attualità e Mercato

pubblicato il 24 aprile 2013

Husqvarna: oltre 200 persone in cassa d’integrazione dal 1° agosto

Dopo la vendita a KTM Motorcycles, resta solo la disperazione dei lavoratori. La situazione è molto complicata

Husqvarna: oltre 200 persone in cassa d’integrazione dal 1° agosto

La "situazione Husqvarna", preoccupa e non poco. Tutto è iniziato a fine gennaio, quando vi abbiamo dato l’annuncio della vendita di BMW Motorrad a KTM Motorcycles. Il giorno dopo, esattamente in data 31 gennaio, è arrivato l’annuncio ufficiale che Husqvarna è stata acquistata dalla Pierer Industrie AG, società di proprietà di Stefan Pierer, Amministratore Delegato della Casa di Mattighofen. Lo scorso 2 aprile poi, abbiamo dato l’annuncio della produzione confermata al 100% delle moto. La nota diramata dalla Direzione Commerciale Italia di Husqvarna così citava: "conferma espressamente la produzione in corso, la vendita e l’assistenza dell’intera gamma, compresi i modelli di recente introduzione Terra e Strada 650 e la nuova Nuda 900 Abs". Sembrava una "boccata d’aria" non da poco per i dipendenti dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno...

Sembrava, perchè ora torniamo sull’argomento, visto che ci sarebbe un "esubero" di circa 200 dipendenti su un totale di circa 250. KTM ha chiesto la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività. Le Husqvarna del futuro saranno prodotte dalla linea di produzione Chakan (India occidentale) di Bajaj, moto di cilindrata 125/200 cc (così ha dichiarato Pierer in un’intervista andata in onda su una emittente televisiva indiana, CNBC-TV18). In tutto questo, gli operai e in generale tutti coloro che lavorano in Husqvarna, tremano. Cosa accadrà?

I sindacati non vanno tanto per il sottile: "KTM non vuole rilanciare Husqvarna, ma affondarla... eliminare un concorrente dal mercato". Due i sindacati in "lotta", Fiom e Fim Cisl. Il primo, con Nino Cartosio, che ha dichiarato al quotidiano online Varesenews.it che si tratta di un "caso di saccheggio industriale. L'obiettivo è svuotare questa azienda, alla proprietà rimane l'area immobiliare e soprattutto un marchio prestigioso. Inoltre è altamente probabile, anche se non ne abbiamo la certezza, che la BMW abbia lasciato qualche milione di euro. In questa azienda in consulenze si spende il doppio che per l'intera remunerazione dei lavoratori". Fabio Cervellino, della seconda sigla sopracitata così esprime il suo disappunto: "È chiaro che c'è un problema legato al prodotto. Nei magazzini ci sono 12mila moto in giacenza , ma nella proprietà non c'è una volontà di fare investimenti in ricerca e sviluppo e quindi non si valutano soluzioni alternative alla cessione di attività".

Una situazione pessima, che vede 211 persone che rischiano di finire in mezzo alla strada, anche grazie alle scelte fatte dalla precedente proprietà (BMW Motorrad). Ed è Fabio Murazzi, addetto agli ordini e delegato Fiom a fare chiarezza: "Con l'introduzione dei modelli stradali le forniture si sono spostate fuori dall'Italia, soprattutto in favore di tedeschi e austriaci. Comprare delle semplici viti all'estero diventa un costo in più e così per tutti i pezzi. Inoltre, la BMW ci faceva montare i motori della Kymco, azienda di Taiwan, per non pagare le penali, quindi noi per il gruppo abbiamo rappresentato un risparmio sui costi derivanti da altre aziende".

Dal 1° agosto dunque, l’azienda sarà in cassa integrazione straordinaria, per una cessazione parziale delle attività. Dovrebbe rimanere attivo solo il reparto vendita che dovrà smaltire 3.500 moto in previsione nella produzione attuale fino a tale data. Ripartirà la produzione? In KTM non lo sanno ancora e, del resto, è difficile che dopo appena un mese dall’acquisto abbiano già le idee chiare su cosa fare.

Intanto, il personale Husqvarna ha avanzato qualche richiesta, anticipando le eventuali proposte della Pierer Industrie. I lavoratori chiedono una buona uscita previo licenziamento volontario prima della cassa integrazione, il pagamento anticipato da parte dell'azienda all'Inps delle mensilità per la cassa integrazione straordinaria, un’estensione di un ulteriore anno oltre al primo depositato di cassa integrazione per tutti i lavoratori, un costante aggiornamento della situazione aziendale durante il momento di cassa d’integrazione, l'esaurimento delle ore di flessibilità accumulate e, infine, visto che la produzione delle restanti 3.500 moto servono all'azienda per risparmiare delle penali, si chiede a quest'ultima di distribuire parte dei ricavati ai lavoratori. Richieste difficili da accontentare e che vanno ad aggiungersi a ulteriori domande... ancora più dure, come il cambiamento della causale della cassa integrazione straordinaria. Visto che la Pierer Industrie ha diversi brand di proprietà o in gestione, la richiesta è quella di importare lavoro dall'esterno, oltre all'impegno da parte della società austriaca stessa a ricercare un nuovo proprietario. Mentre leggete questa, è in corso un’assemblea dei lavoratori. Vi terremo informati.

[Fonte: Varesenews.it]

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Attualità e Mercato , varie , fuoristrada , editoriale , lavoro


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