Attualità e Mercato

pubblicato il 17 aprile 2013

Coordinamento Italiano Motociclisti: petizione per creare un’assicurazione

Sull’onda della “Mutuelle des Motards”, si cerca di effettuare la stessa cosa in Italia

Coordinamento Italiano Motociclisti: petizione per creare un’assicurazione

Assicurazioni troppo care? Il Coordinamento Italiano Motociclisti sta cercando di fare qualcosa di concreto per cambiare la situazione delle polizze assicurative per i motoveicoli. In che modo? Facendosela... sa soli! E' ciò che accade fin dal 1983 per i motociclisti francesi e che oggi, ne godono i frutti: hanno la propria assicurazione realizzata su misura che si chiama "Mutuelle des Motards". Questa compagnia è ai primi posti nel settore delle due ruote offrendo polizze su misura per i motociclisti, con una copertura dell’80% degli utilizzatori.

I suoi fondi necessari a coprire i sinistri non derivano infatti da banche o da società finanziarie, bensì dalle donazioni dei soci (oltre 40.000) appartenenti alla FFMC (Federazione Francese dei Motociclisti in Collera). Alla fine degli anni ’70 i motociclisti francesi si unirono per rispondere alla politica repressiva del governo nei confronti delle due ruote ed un motore e per contrastare l’impennata dei prezzi delle assicurazioni. In quel periodo diverse compagnie si rifiutavano di assicurare i motociclisti con meno di 25 anni o chiedevano premi equivalenti al valore della moto, proprio come accade qui da noi.

Nel 1983 i motociclisti francesi presero in mano la situazione e costituirono così la propria assicurazione, i cui pilastri sono la prevenzione e l’educazione dei motociclisti: due principi che consentono di abbattere i sinistri e quindi i costi delle polizze. Nel giro di soli tre anni (dal 1980 al 1983) raccolsero dieci milioni di franchi grazie alle donazioni di 280 franchi per persona (l’equivalente all’epoca di 42 euro) e crearono il fondo necessario per legge a dar vita alla compagnia, ovvero ad un’assicurazione studiata dai motociclisti per i motociclisti, con un notevole livello di conoscenza del settore che permette quindi di adeguare il premio pagato dal consumatore all’effettivo livello di rischio. Fin dalla sua istituzione la Mutuelle des Motards è stata la prima compagnia che ha legato i contratti ai corsi di formazione e di aggiornamento alla guida della moto. A partire dal 1998 è stata la prima anche ad estendere la copertura al conducente (in caso di incidente), comprendendo il rimborso del casco e degli oggetti trasportati.

Il CM (l'associazione dalla quale è nato il CIM nel marzo del 2012) qualche anno fa prese contatto con la Mutuelles des Motards per avere informazioni su come fare qualcosa di simile anche in Italia, chiedendo se fossero interessati ad aprire una sede anche in Italia. Tutto però dovette arenarsi su uno scoglio: la creazione del fondo di garanzia italiano. Per creare una compagnia di assicurazione serve infatti avere questo fondo, una cifra che varia da 1,5 a 5 milioni di euro, che è la base per potere dare i risarcimenti. I motociclisti francesi se l'erano creato di tasca loro, essendo solidali tra di loro, ed era ovvio che per loro la prima cosa da fare in Italia fosse partire con la creazione di questo fondo, creato dai motociclisti Italiani.

All’epoca il CM non riuscì a trovare il necessario interesse e la partecipazione. Oggi, ci riprovano, ed per questo motivo che hanno aperto una raccolta firme che serve per capire in quanti sono, tra motociclisti e scooteristi, ad essere interessati a partecipare concretamente in una azione del genere. In quattro giorni si sono superate le 3.000 firme. A questo link trovate la petizione, mentre qui troverete maggiori informazioni.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , varie , assicurazione


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