Test

pubblicato il 10 aprile 2013

Michelin Anakee III – TEST

Il pneumatico on-off del Bibendum diventa più stradale, per adattarsi alle prestazioni delle moto di ultima generazione

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Il mercato motociclistico odierno è rappresentato da così tante sfaccettature di prodotto che le grandi case produttrici di pneumatici hanno riorganizzato profondamente i propri listini. Da due stagioni a questa parte Michelin ha scavato a fondo nel mercato e nei bisogni dei motociclisti per rinnovare completamente la sua offensiva commerciale. Il risultato si è concretizzato quest’anno con il lancio di sei nuovi prodotti in contemporanea, che abbracciano altrettante esigenze di mercato. Già nei giorni scorsi vi abbiamo scritto del Pilot Street Radial, il primo radiale della casa francese dedicato alle sportive di piccola cubatura, e oggi ci dedichiamo al nuovo Anakee III, copertura on-off che evolve e sostituisce il bestseller Anakee II.

EVOLUZIONE PER MOTO E PNEUMATICI
Il segmento delle maxi enduro on-off sta subendo in queste stagioni un’evoluzione delle prestazioni davvero drastica; la maggior parte delle protagoniste del segmento delle maxi on-off ha ormai varcato ampiamente la soglia dei 120 cavalli, e di conseguenza tutti i costruttori di gomme hanno dovuto far evolvere le proprie coperture per far fronte a potenze ormai notevoli e a ciclistiche sempre più evolute e sofisticate.
Per Michelin tutto ciò ha comportato una scelta abbastanza naturale: il ben noto Anakee 2 doveva virare il proprio DNA acquisendo caratteristiche più adatte all’uso stradale perdendo, giocoforza, parte della sua attitudine fuoristradistica. Michelin ha ovviato al problema facendo nascere due versioni molto diverse dell’Anakee: il "III" che abbiamo provato oggi, e il "Wild", versione completamente tassellata che sarà disponibile sul mercato tra alcuni mesi.

ANAKEE III: TUTTO NUOVO
La Michelin ci ha tenuto a sottolineare che l’Anakee III è completamente nuovo rispetto al passato, anche se a nostro avviso basta uno sguardo per capire che ci si trova davanti a un prodotto del tutto diverso. La nuova copertura è infatti dedicata ad un utilizzo al 90% sull’asfalto e 10% su sterrato, mentre in passato le percentuali erano ben diverse. Alla Michelin hanno disegnato un profilo tutto nuovo, più alto al centro e con una spalla più inclinata, il tutto per garantire una maggior precisione di guida e stabilità a tutte le inclinazioni. Per quanto riguarda la carcassa, Michelin propone una struttura radiale a zero gradi in fibre aramidiche, in grado di offrire robustezza e leggerezza. Per le tele, invece, Michelin lancia quest’anno una nuova fibra in poliestere HMLS, dove l’acronimo sta per Alto Modulo (elastico) e bassa elongazione. Tutto ciò per offrire rigidezza e stabilità in frenata, ma anche una elevata capacità di assorbimento delle asperità e un comfort superiore al passato.

Ciò che salta di più agli occhi, però, è il nuovo disegno del battistrada, che fa assomigliare l’Anakee III più a una gomma stradale che a una offroad. La scolpitura, oltre ad avere un design degli intagli del tutto nuovo, è stata progettata per far crescere la superficie di contatto al suolo man mano che aumenta l’inclinazione, ciò serve a offrire una capacità di spinta laterale che cresce a moto inclinata e per garantire un’elevata capacità di drenare l’acqua sia in moto rettilineo che in curva. Facendo un confronto numerico con il precedente Anakee 2, Michelin dichiara che il rapporto medio tra pieni e vuoti del battistrada è passato dal 30% al 20%.
Da ultima citiamo la mescola del nuovo Anakee III che fa ampio uso di silice sulla gomma anteriore per offrire grip sul bagnato e un chilometraggio elevato.
La fitment chart del nuovo Anakee III è completissima, e comprende sette misure anteriori sia in diametri 21" che 19", con sezioni da 90 a 120 mm, e sette misure posteriori tutte con calettamento da 17" e sezioni dalla 120/90 fino alla nuova 170/60.

IL TEST: FACILITA’ INNANZITUTTO
L’obiettivo primario dei tecnici Michelin era di realizzare una copertura in grado di mettere a proprio agio motociclisti di qualsiasi estrazione, una caratteristica che ci sentiamo di condividere appieno, visto che oggigiorno è sempre più probabile che gli utenti di questo genere di moto siano motociclisti di ritorno, che potrebbero non essere avvezzi alle superpotenze delle moto odierne.
Il primo contatto con l’Anakee III lo abbiamo avuto nel paddock dell’autodromo di Portimao, dove la Michelin ha allestito un breve tracciato di handling da percorrere con due BMW R 1200 GS (vecchio tipo) identiche, equipaggiate una con l’Anakee 2 e l’altra con il III. Questo test, condotto a basse velocità, sotto il 60 km/h, ci ha consentito di valutare subito l’enorme differenza di profilo e di battistrada esistente tra i due pneumatici. Il vecchio modello è più faticoso nell’inserirsi in curva e ha un comportamento poco omogeneo; nella prima parte di inclinazione scende lentamente per poi dare la sensazione di cadere all’interno della svolta. L’Anakee III, invece, mostra fin da subito un comportamento perfettamente omogeneo nello scendere in piega, senza alcuna variazione nel feeling trasmesso al manubrio. Quando la moto è inserita in traiettoria, poi, si avverte già a basse velocità una precisione nel mantenere la linea impostata che è sconosciuta al modello precedente. Questa caratteristica, che è legata principalmente al nuovo disegno del battistrada e al diverso profilo, verrà riconfermata anche nella seconda parte del test, condotta su strade aperte. Percorrendo curvoni ampi a moto molto piegata si avverte ora una stabilità nettamente superiore, specie all’anteriore, laddove prima era facile sentire il manubrio compiere piccoli spostamenti che però, giocoforza, non consentivano di seguire con rigore la traiettoria.

In ogni frangente abbiamo apprezzato la facilità con cui l’Anakee III trasmette confidenza al pilota dando una sensazione di sicurezza notevole, sia su asfalti lisci e puliti che nei tratti sconnessi. Il comfort in rettilineo e ad alta velocità non viene mai meno, grazie alla nuove tele in poliestere, che assorbono molto bene buche e avvallamenti. Molto piacevole anche il comportamento dell’anteriore in frenata, che sostiene bene il peso spesso elevato delle on-off di ultima generazione e che, soprattutto, ha un effetto autoraddrizzante frenando a moto piegata quasi inesistente. Ottimo anche il grip offerto dal posteriore, che non molla mai anche quando si esagera un po’ con il gas e i motori delle più recenti maxi on-off erogano newtonmetri a manetta.
Chiudiamo ricordando che il nuovo Michelin Anakee III è già disponibile da inizio 2013 in tutta la rete di gommisti italiani, ad un prezzo di listino che dovrebbe essere di pochissimo (il 4% circa) superiore al precedente modello.

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Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Test , bicilindriche , 1000 , test , gomme , tecnica , 800 , 1200


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