Attualità e Mercato

pubblicato il 2 aprile 2013

Rc auto: l’Antitrust emana un provvedimento che non convince

Cessione del credito. C'è qualcosa che non va...

Rc auto: l’Antitrust emana un provvedimento che non convince

Rca e cessione del credito, una discussione... infinita! Il contraente/assicurato, subito un danno al proprio mezzo a seguito di un sinistro, può cedere il diritto al risarcimento a lui spettante, al carrozziere dove farà riparare il proprio automotoveicolo. È un contratto in forza del quale l’assicurato non si limita a delegare al carrozziere il solo incasso del risarcimento del danno da parte dell’impresa (delega di pagamento), ma conferisce al medesimo ogni diritto di risarcimento ipotizzabile a seguito del sinistro. Così facendo, e dunque sottoscrivendo tale atto, l'assicurato trasferisce al carrozziere ogni proprio diritto legato al risarcimento del danno, ivi compresa la facoltà di agire in giudizio nei confronti dell’impresa e di richiedere voci di danno diverse dal semplice costo delle riparazioni del veicolo. Oggetto dell’articolo, la pronuncia dell’Antitrust sull’istanza di interpello concernente la cessione del credito inserita nel contratto di Vittoria Assicurazioni. Le polemiche... aumentano.

E’ difficile illustrarvi il tutto in maniera approfondida, e quindi cercheremo di sintetizzarla il più possibile, senza però dimenticare che questo, ha effetti pratici su tutti gli utenti della strada. La clausola sottoposta a interpello prevede una limitazione alla facoltà dell’assicurato danneggiato di cedere il credito relativo al risarcimento del danno a carrozzerie non convenzionate con Vittoria senza il preventivo consenso della stessa. Detta limitazione non opera se la carrozzeria è convenzionata con Vittoria ovvero se la cessione del credito è stata da essa autorizzata anche mediante un meccanismo di silenzio-assenso. In caso di cessione non autorizzata, gli eventuali maggiori oneri, non giustificabili sulla base dei criteri tecnici e di legge utilizzati per valutare l’entità del risarcimento del danno riportato, rimangono a carico dell’assicurato.Tutto questo, secondo l’Antitrust, è regolare. Quindi, un carrozziere indipendente, non convenzionato con Vittoria, viene considerato in modo diverso dal Garante.

La ratio della disposizione contrattuale, secondo Vittoria, risiede nella necessità di arginare comportamenti opportunistici e fraudolenti da parte delle autofficine o dei riparatori non convenzionati con la compagnia che, divenuti titolari (cessionari) del diritto al risarcimento loro ceduto dall’assicurato, possono incrementare l’ammontare del quantum spettante per il danno subito dal veicolo, tra l’altro, aggiungendo altre voci di costo (spese legali, danno da fermo tecnico, auto sostitutiva) che l’assicuratore è tenuto a risarcire, con conseguente pregiudizio economico per l’impresa di assicurazioni e recupero dei maggiori costi con l’aumento del premio delle polizze per gli assicurati.

Qui interviene l’Antitrust: "Le argomentazioni svolte indicano che la clausola, nella sua unitarietà, bilancia interessi diversi meritevoli di tutela quali, dal lato dell’impresa, l’esigenza di prevenire comportamenti fraudolenti cui è collegato anche l’aumentano dei costi che, a valle, incidono sull’ammontare dei premi delle polizze; dal lato del consumatore/assicurato, la libertà di scegliere il carrozziere di fiducia senza anticipare il costo della riparazione avvalendosi della delega di pagamento, con tempi rapidi per l’attivazione del perito e l’introduzione di un meccanismo di silenzio-assenso alla cessione del credito verso riparatori non convenzionati. Per queste ragioni non sussiste un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto a carico dell’assicurato e, quindi, non si ravvisa la vessatorietà della clausola oggetto di interpello".

Questo provvedimento sembra che vada leggermente contro il diritto a scegliere liberamente un’officina, e a favore invece della canalizzazione forzata dei danneggiati come mezzo per perseguire il controllo del mercato delle riparazioni. Eppure, proprio pochi giorni fa, la Corte di giustizia europea ha stroncato gli accordi fra Assicurazioni e riparatori: gli accordi sui prezzi per la riparazione di veicoli assicurati conclusi tra le Assicurazioni e le officine di riparazione hanno natura anticoncorrenziale. Ne consegue che tali accordi sono vietati in quanto, per loro natura, risultano dannosi al buon funzionamento della normale concorrenza.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , varie , mercato , assicurazione


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