Attualità e Mercato

pubblicato il 18 marzo 2013

Rca Standard: è arrivata!

Dovrebbe far risparmiare, ma...

Rca Standard: è arrivata!

Torniamo a parlare, per l’ennesima volta, di assicurazioni. Arriva, o meglio, è arrivata, la RCA Standard. Si tratta di un contratto base uguale per tutte le compagnie assicurative, tutto con lo scopo di mantenere (o almeno così dovrebbe essere...) le tariffe ad un livello simile o comunque vicino. In pratica, così facendo, il cliente può basarsi su un contratto standard e scegliere quella meno cara. Così facendo il consumatore dovrebbe poter orientarsi meglio, in quello che è un mercato dove solo gli addetti ai lavori sanno orientarsi. Tutto questo dovrebbe portare al risparmio, ma naturalmente i dubbi sono diversi.

FACCIAMO CHIAREZZA
Inziamo con il dire che la confusione, può sì diminuire, ma anche aumentare! Per anni e fino ad oggi, le pubblicità ci hanno raccontato che la possibilità di personalizzare la polizza, in base alle diverse clausole, avrebbe portato al risparmio (pensiamo alle varie clausole e opzioni). Oggi, invece, ci raccontano che non avere la possibilità di personalizzare l’assicurazione, è... più facile! Va poi detto che l’utente finale deve prestare attenzione al pericolo di rivalsa. Chi non rispetta il contratto, ha si diritto al rimborso dei danni da parte della società assicurativa, poi poi dovrà restituire le eventuali inadempienze alla compagnia! Nel contratto base infatti, le rivalse sono tutte operanti. Se chi guida ha la patente scaduta da oltre sei mesi o ha una licenza di guida differente, una volta causato il danno si vedrà recapitare la richiesta da parte dell’assicurazione di indennizzo per inadempienza al contratto. Questo vale anche per i danni subiti dai terzi trasportati, se il trasporto non è effettuato in conformità alle disposizioni vigenti od alle indicazioni della carta di circolazione, a eccezione dell’eventuale mancata revisione periodica obbligatoria del veicolo. Non parliamo nemmeno, se chi causa il danno è ubriaco o sotto effetto di droghe.

Stefano Mannacio, Presidente del Cupsit (patrocinatori stragiudiziali), parla addirittura di "paradosso": "La natura del contratto base produce ‘il paradosso della trasparenza’. Con pochi operatori e un paio di ‘price maker’ di riferimento, ciò che sarà più comprensibile per gli assicurati, lo sarà anche per le Assicurazioni. La conseguenza inevitabile sarà, a parità di condizioni, un aumento dei prezzi ‘di listino’ che, in molti casi, sono ben diversi dai prezzi reali di una polizza". Ma Mannacio svela pure che, "nel 2001, l’Antitrust multò le Compagnie per uno scambio di dati sui prezzi per 700 miliardi di lire. Poi è nato il preventivatore Isvap (ora Ivass) e adesso è arrivato il contratto base: così le Compagnie potranno fare alla luce del Sole ciò che una volta era loro impedito e sanzionato".

E’ poi curioso scoprire che il contratto base prevede anche la scatola nera: "Nel caso in cui l’assicurato acconsenta all’installazione di meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo, denominati scatola nera o equivalenti, i costi di installazione, disinstallazione, sostituzione, funzionamento e portabilità sono a carico delle Compagnie che praticano inoltre una riduzione significativa rispetto alle tariffe stabilite ai sensi del primo periodo, all’atto della stipulazione del contratto o in occasione delle scadenze successive a condizione che risultino rispettati i parametri stabiliti dal contratto". Il problema è un altro: le compagnie assicurative minacciano di alzare i prezzi delle Rca se venisse loro imposta la scatola nera, coi costi a carico delle Compagnie stesse. Ancora una volta, rischia quindi di rimetterci il consumatore finale.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , mercato , assicurazione


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