Sport

pubblicato il 16 ottobre 2006

Pedrosa colpevole?

Io credo, invece, che la colpa sia della HRC...

Pedrosa colpevole?
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Daniel Pedrosa è da ieri ufficialmente ricercato come materiale esecutore della disfatta Honda andata in scena domenica 15/10/2006 sul circuito portoghese dell'Estoril. Giornali, TV e chiacchiere da bar lo accusano di aver regalato il Mondiale a Valentino Rossi e la sua Yamaha, per via di un incidente assurdo nella prima parte di gara che ha coinvolto lui ed il suo compagno di squadra, in quel momento leader del Mondiale. Lo schema accusatorio è perfetto, ma a mio parere non si tiene conto di un elemento fondamentale: un immenso errore strategico del team HRC.

Mai come in F1
Attenzione: con questo non voglio assolutamente dire che Honda avrebbe dovuto dare degli ordini di scuderia, perchè i sorpassucci all'ultimo giro o i tentativi di tenere dietro l'avversario per avvantaggiare il compagno di squadra è meglio lasciarli dove ormai sono la regola, in F1. Un pensiero, questo, che da sempre accomuna attori e spettatori degli sport motociclistici e che ha spesso portato i piloti, una volta abbassata la visiera, a considerare il proprio compagno di squadra come il primo degli avversari. Una visione romantica, certamente, ma lo scopo di una corsa è quella di arrivare a tagliare il traguardo prima degli altri...e se di sport vogliamo parlare, questo principio di "non sottomissione" è l'elemento fondamentale per assistere ad un grande spettacolo. C'è dell'altro...

Lottava per il titolo
22 punti dividevano Pedrosa da Rossi, 34 da Hayden. Pochi, nel caso di una caduta o di una rottura di uno dei due, pochissimi nel caso in cui Rossi ed Hayden non avessero concluso la gara, magari proprio per un incidente di gara tra loro. Un secondo prima che tutte le variabili si trasformassero in certezze, in effetti, nessuno poteva sapere il futuro di Nicky Hayden e nemmeno quello di Rossi. Così come nessuno poteva dire una parola sul destino beffardo di Pedrosa, che stava dimostrando ancora una volta di saper andare forte. Ed allora perchè limitarne la corsa? Perchè non concedere allo spagnolo la possibilità di giocarsi il titolo al primo anno di MotoGP?

Questi sono errori di gioventù
Forse perchè è andata nella peggiore delle maniere? Ma se fosse andata bene? Posti questi come interrogativi, la mia personale risposta rimanda dunque il pensiero non tanto all'assenza di ordini di scuderia, quanto alle scelte fatte ad inizio stagione da HRC: nessuno, dico nessuno, tra ieri ed oggi l'ha ricordato, ma Pedrosa è alla prima stagione di MotoGP e dopo poche gare si è ritrovato a lottare in modo pressochè costante per la vittoria, arrivando a due soli GP dalla fine ben oltre ogni più rosea aspettativa. E di piloti in grado di lottare per il Mondiale alla prima stagione di gare nella massima categoria ne ho visti ben pochi: negli ultimi due lustri l'unico è stato Max Biaggi. Una innata capacità di lottare per il vertice, ma che non può certamente cambiare il suo curriculum, riportante un misero numero 1 alla voce "stagioni in MotoGP": andare oltre le sue possibilità per capire quali sono i limiti della categoria, insomma, era un suo diritto ma anche un dovere.

La HRC non può non averlo considerato
HRC, insomma, ad inizio stagione ha optato per una scelta rischiosa, che da un lato ha permesso alla squadra di plasmare a proprio favore le immense doti di Pedrosa, ma che dall'altro ha comportato rischi di una certa entità: un rischio che ieri si è concretizzato proprio nel momento in cui la sua strada, quella della Honda e quella di Hayden si stavano accavallando per poi iniziare una bellissima discesa, che avrebbe portato al titolo mondiale piloti. Una tragedia vista con la lente di ingrandimento, una cosa del tutto normale se si rende più ampia la sfera temporale e si pensa che Pedrosa è il futuro - sicuramente vincente - della Honda ufficiale.

Peccato per Nicky
Quello che dispiace è che l'incomprensibile, quanto a parlata, Nicky Hayden abbia perso l'occasione della vita per mettere il numero 1 sulla sua carena: è stato "toccante" vederlo disperato nell'affollata conferenza stampa mostrata in diretta su Italia 1, perchè lui è uno che in moto ci sa andare bene, è spettacolare nella guida ed è amato dal pubblico: ma alla fine la ruota gira e quel'immenso mare di punti persi da Rossi tra l'incidente provocato da Elias ad inizio stagione ed il quattro cilindri esploso poco più di un mese fa, fanno il paio con la "tragica" inesperienza del compagno di squadra e qualche weekend sfortunato in tema di gomme ed assetti.

La ruota gira
Nulla è deciso in ogni caso: se Hayden a Valencia arrivasse primo e Pedrosa secondo, per Rossi non ci sarebbe alcuna speranza. E visto che la ruota gira...

Autore: Emiliano Perucca

Tag: Sport , motogp


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