Attualità e Mercato

pubblicato il 18 febbraio 2013

Patenti e autoscuole bloccate!

Il Ministero ha emanato una circolare che richiede una nuova omologazione delle piste per gli esami

Patenti e autoscuole bloccate!

Il 31 gennaio 2013, gli Uffici delle Motorizzazioni, autoscuole ed esaminatori, si sono viste recapitare una bella "sorpresa" da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La circolare, con protocollo 386/13/SAL/SEG, avente il seguente oggetto: "Disciplina della prova di controllo delle cognizioni e di verifica delle capacità e dei comportamenti per il conseguimento delle patente di guida delle categorie A1, A2 ed A, anche Speciali".

Andiamo per gradi. Quest’anno è stato introdotto il nuovo Codice della Strada, ed in questo ci sono delle nuove regole che interessano le Nuove Patenti (qui trovate le moto guidabili con la Patente A2). A questo cambiamento, va ad aggiungersi una "piccola" ma importante modifica per chi vuole conseguire la licenza di guida. Sono infatti state introdotti dei nuovi percorsi di prova (sono rivisti nelle misure) per effettuare le manovre. Ovviamente, autoscuole e Motorizzazioni difficilmente sono già pronte a mettere in atto tali modifiche. Conseguenza, le patenti non possono essere rilasciate se i patendandi non possono effettuare l’esame come stabilito dal Ministero.

LE CIRCOLARI
Il 29 gennaio 2013 sono state emanate due circolari, la n.2459 prima e la n.2612 dopo. Sono stati introdotti nuovi percorsi di prova per l’effettuazione di alcune manovre (specificate nei punti 6.2.3., 6.2.4 e 6.2.5). Per effetto di tali disposizioni dunque, i percorsi di prova (piste) già autorizzati dal Ministero per lo svolgimento degli esami indicate presso le autoscuole non sono più da ritenersi idonee fino a nuova verifica.

Ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha anche specificato che "qualora l’autoscuola abbia provveduto ad adeguare alle nuove norme i percorsi realizzati nelle sedi già autorizzate, allo scopo di non pregiudicare lo svolgimento delle prove di guida per il conseguimento delle predette categorie di patenti, le sedute d’esame richieste presso le suddette sedi saranno concesse sulla base di esplicita dichiarazione da parte del titolare dell’autoscuola di rispondenza alla vigente normativa dei percorsi di prova, indicando gli estremi della precedente autorizzazione e l’indirizzo della stessa sede dove i percorsi sono ubicati".

IN ATTESA...
Veniamo al punto: l’autoscuola (se ha la pista privata) e la Motorizzazione, possono anche aver effettuato la modifica del percorso secondo direttive, ma resta il fatto che se l’esaminatore incaricato non ha ancora approvato la pista con le disposizioni imposte, non possono essere eseguite le prove. Ergo, niente patenti! Ad oggi, siamo a dunque quasi tre settimane di "stop". L’autoscuola può comunque effettuare l’autocertificazione dell’omologazione dell’impianto, ma poi l’esaminatore o l’ingegnere della Motorizzazione, deve dare l’ok al momento dello svolgimento (e se l’impianto non è ok, cosa succederà? N.d.R.). Resta il fatto che molte autoscuole che prima effettuavano gli esami nei piazzali, ora dovranno stare ancora più attente, visto che ci sono diverse prove che richiedono velocità più alte rispetto a prima (le analizziamo a breve) e spazi superiori. Vero è, che la maggior parte delle agenzie che non hanno il percorso privato, nel 90% dei casi, "danno appuntamento" ai candidati presso la Motorizzazione stessa.

LE AUTOSCUOLE
Abbiamo effettuato un’indagine a campione e abbiamo contattato tre autosuole lungo tutto lo Stivale (che ringraziamo nuovamente per la disponibilità): una al Nord, una al Centro ed una al Sud. Le prime due hanno le piste private, mentre la terza si appoggia alla Motorizzazione. Al Nord, l’autoscuola Gatti di Reggio Emilia, ha asserito di aver effettuato la modifica secondo legge, ma è in attesa dell’ok dell’ispettore incaricato. Secondo loro, la perdita in termini di soldi non è altissima, semplicemente perchè il meteo non va a braccetto con la moto. Al Centro abbiamo interpellato il Gruppo Polimar di Roma, anche loro in attesa dell’approvazione, e hanno dichiarato che diverse persone non possono "fare" la patente. Il tutto è slittato a una/due settimane, con relativa perdita di soldi. Infine, per il Sud, abbiamo contattato l’autoscuola Ivana di Napoli che effettua gli esami presso la Motorizzazione. Il titolare ci ha spiegato che i lavori per la modifica delle piste devono ancora iniziare, quindi stanno perdendo diversi soldi.

A questo, va aggiunto il fatto che diversi futuri motociclisti avrebbero dovuto fare gli esami in questi giorni. Alcuni di questi, vedono proprio la prossima settimana, lo scadere dei termini per conseguire la patente. Perderanno i soldi versati alla Motorizzazione? Mistero... o forse dovremmo dire... Ministero! Si spera che dall’ "alto" arrivi una "proroga".

LE QUATTRO PROVE MODIFICATE
Le quattro prove che cambiano sono: Prova di equilibrio a velocità ridotta, Passaggio in corridoio stretto, Supermento ostacolo e Prova di frenata.
La prova di equilibrio a velocità ridotta consiste nell’effettuare uno slalom tra i birilli (larghezza di 2,20 m) tra 5 coni con distanza di 4 metri (A1) o 4,5 metri (A e A2) e dall’ultimo cono, precisamente a 8 metri, va disposto un ulteriore cono. Da qui, con un raggio di 3,5 metri (A1) o 4,5 metri (A e A2), vanno disposti a 60° altri 4 coni. Il motociclista dovrà effettuare lo slalom e successivamente compiere un giro di 360° a velocità ridotta e costante.

Il passaggio in corridoio stretto, vede un rettilineo totale di 45 metri, largo 1,10 metri (A1) o 1,30 metri (A e A2). I primi 15 metri serviranno per raggiungere la velocità e gli ultimi metri (i coni saranno a 1 metro l’uno dall’altro) il candidato dovrà procedere ad una velocità non inferiore di 30 Km/h.

Il superamento dell’ostacolo vede un corridoio di 60 metri (A1) o 44 metri (A e A2) con segnaletica orizzontale disposta a una distanza di 1,10 metri. A 15 metri dall’arrivo, saranno installati 2 coni di segnalazione esterni al corridoio. Al termine di questi, si troveranno 8 coni formanti un rettangolo delle dimensioni di 6 metri per 4,5 (A1) o 7 metri per 4,5 metri (A e A2). Al centro del rettangolo, si troveranno ulteriori 4 coni (a 1 metro l’uno dall’altro), a formare un quadrato concentrico. Infine, 5 metri di corridoio d’uscita. Il candidato dovrà percorrere a non meno di 50 Km/h il corridoio, adeguare la velocità, affrontare l’ostacolo (a destra o sinistra) senza uscire dai limiti del rettangolo e rimettersi nel corridoio d’uscita.

Infine abbiamo la prova di frenata, che va svolta per due volte. Alla fine di un corridoio, verranno disposti 2 coni alla distanza di un metro l’uno dall’altro, in modo da risultare perpendicolari al percorso. Altri 2 coni, sempre posti ad un metro l’uno dall’altro, saranno disposti parallelamente al primo. In sostanza, formeranno una sorta di quadrato di 1 metro per 1 metro. Il candidato, partendo dall’inizio (60 metri per la A1 e 44 metri per A e A2) dovrà raggiungere una velocità non inferiore a 50 Km/h e arrestare la moto superando il primo allineamento con la ruota anteriore, ma non superare il secondo allineamento.

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , codice della strada , editoriale , patente


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