Attualità e Mercato

pubblicato il 25 gennaio 2013

Benzina: persi 4,2 miliardi di litri nel 2012

Tra benzina e gasolio il calo è drastico: gli italiani vanno meno dal distributore

Benzina: persi 4,2 miliardi di litri nel 2012

I dati che snocciola la Figisc (sindacato gestori) sono drammatici: solo a dicembre 2012, c’è stato un crollo dei consumi di carburante del 12,04% su dicembre 2011, pari a circa 452 milioni di litri. E nel 2012 il calo su base annuale è del 9,26% sul 2011, con volumi minori pari a 4,169 miliardi di litri. Dal 2007 al 2012, i consumi di benzina sono diminuiti di 3,905 miliardi di litri (da 16,358 a 12,453) e di 23,87 punti percentuali, mentre i consumi di gasolio sono scesi di 3,105 miliardi di litri (da 31,492 a 28,387) e del 9,86%. Le ragioni? La pressione fiscale sui veicoli, in primis le accise. Nel 2012, la benzina è aumentata del 16% (negli ultimi due anni il pieno è diventato più caro del 25%) e il costo al chilometro è cresciuto dell'11,3%. Bordate insopportabili che inducono a usare meno i mezzi privati, tentando di salvaguardare il proprio bilancio o quello della famiglia. Del resto, in un mercato moto che è in calo del 20% da anni, al quale si è aggiunto anche quello delle auto che hanno intrapreso una drastica discesa delle vendite, i consumi di carburante non possono che scendere anch’essi.

ACCISE: UNA PIAGA TUTTA ITALIANA?
Per quanto riguarda le accise, l'Italia si piazza al secondo posto, per entrambi i prodotti (benzina e gasolio), preceduta solo dall'Olanda per la verde e dall'Inghilterra per il diesel. Una medaglia d’oro di cui non andare per nulla fieri, anche perché, almeno in teoria, i contribuenti dovrebbero ricevere in cambio servizi adeguati dallo Stato. Chi va in moto e in auto avrebbe diritto a infrastrutture migliori, per intendersi.
E la crisi morderà ancora di più quest’anno, con parecchi distributori costretti a chiudere, specie quelli quasi confinanti coi Paesi stranieri: va sempre più di moda il pieno oltre-frontiera, per risparmiare, a danno dei gestori italiani. Sino alla prossima accisa del prossimo Governo.

Autore: Redazione

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