Attualità e Mercato

pubblicato il 15 gennaio 2013

Distrazioni fatali...

Uno studio conferma: fantasticare durante la guida può causare incidenti

Distrazioni fatali...

Non che sia una notizia bomba, giacché la cosa è da tempo risaputa; ma ora arriva una conferma importante: una ricerca dell’Università di Bordeaux, pubblicata sul British Medical Journal sull’analisi dei dati di 1.000 sinistri stradali, ha ribadito molti (quasi la metà, secondo la statistica forse un tantino "tirata") di essi sono stati conseguenza di fantasticherie o preoccupazioni del conducente. Lo segnala Giovanni D’Agata, dello Sportello dei diritti.

Quante volte, infatti, ci è capitato di pensare a tutt’altro mentre si è alla guida e di essere incappati in distrazioni che a volte possono portare anche a incidenti? E con la crisi, le preoccupazioni per il lavoro che non c’è o che latita, con la disoccupazione che sconvolge oggi la società, le tensioni mentali salgono.

L’indagine fa parte di un progetto finalizzato alla comprensione del ruolo delle distrazioni sulla sicurezza stradale. Ciò allo scopo di sviluppare tecnologie in grado di allertare i conducenti in caso di pericolo. Anche perché le distrazioni da cause esterne (vedi guida con le cuffiette per ascoltare la musica in moto, o guida col cellulare in bici, una piaga sociale) sono già note per la loro correlazione agli incidenti.

Oggi le normative dei vari Paesi hanno introdotto dei sistemi sanzionatori per prevenire l’utilizzo di tali strumenti mentre si è alla guida. Al contrario, il ruolo delle preoccupazioni e della mente che vaga da un pensiero ad un altro (mind wandering) è un fenomeno poco studiato e quindi ancora non ben conosciuto. La ricerca ha riguardato 955 conducenti adulti feriti in sinistri della strada nel periodo compreso tra aprile 2010 e agosto 2011. I malcapitati sono stati ascoltati al pronto soccorso entro 5 ore dall’incidente. Gli studiosi hanno intervistato i pazienti sui loro pensieri poco prima dell’incidente e su come quei pensieri potessero essere causa di distrazione.

Tra tutti i sinistri analizzati, è risultata una responsabilità del conducente nel 47% dei casi (che pare una percentuale elevata). È stato anche rilevato che in ben 52% dei casi il conducente vagava con la mente poco prima dello schianto. Il 13% dei coinvolti ha ammesso di essere stato fortemente distratto. La forte distrazione dovuta al vagare intensamente con la mente (intense mind wandering) è stata responsabile del 17% degli incidenti, a fronte del 9% degli incidenti in cui il conducente non era responsabile.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , varie , codice della strada , incidenti , editoriale , citta


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