Attualità e Mercato

pubblicato il 14 gennaio 2013

Distributori di benzina in chiusura?

Molti abbasseranno le serrande dopo il 2013...

Distributori di benzina in chiusura?

Gli scioperi, oramai, servono a poco e nulla, e la categoria dei benzinai lo sa bene. L’Italia può... "vantare" prezzi dei carburanti tra i più alti nella media europea. Le cause sono da imputare alle "amate" accise ed al sistema di distribuzione dei carburanti stessi. Proprio la categoria sopraccitata è quella che soffre di più: una stazione di servizio su quattro ha una resa troppo bassa ed in un futuro non troppo lontano sarà costretta a chiudere.

Naturalmente non è solo una problematica che interessa il nostro mercato, visto circa 30 anni fa, secondo le statistiche le pompe di benzina sarebbero addirittura state dimezzate nel Vecchio Continente. A questo, va ad aggiungersi un numero... esagerato se confrontato con la media europea di stazioni di servizio. L’Italia, sino al 2011, contava qualcosa come 22.900 distributori, un numero doppio se non addirittura triplo rispetto ad alti Paesi europei. Diamo due numeri tanto per capire; lo stesso anno la Germania era a quota 14.785, la Francia 12.522, la Spagna 9.226 e la Gran Bretagna 8.921.

Vista la situazione finanziaria in cui ci troviamo, sono circa 40 le pompe che ogni anno stanno chiudendo e questo fenomeno dovrebbe incrementare per il 2013. Le stazioni di servizio che "galleggiano", sono quelle che offrono diversi servizi, quali bar, ristorazione, servizio di tabaccheria e negozi. Hanno un punto in più le stazioni di servizio che hanno posizione vicina ai centri commerciali, location dove le compagnie petrolifere investono di più.

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", "la realtà italiana dimostra che il sistema distributivo contribuisce sensibilmente a tenere alti i prezzi dei carburanti, mentre un avvicinamento agli standard europei potrebbe invertire tale tendenza unitamente ad una incentivazione all’apertura delle cosiddette "pompe bianche" ossia quelle stazioni di rifornimento non legate alle grandi compagnie petrolifere".

Questa considerazione, viene dal fatto che all’estero, nonostante la differenza numerica sia cospicua, le pompe di benzina risultano meglio posizionate e distribuite, ma soprattutto, che arrivano a realizzare il 70 se non addirittura l’80% del fatturato attraverso servizi diversi da quello della vendita di carburanti. Al contrario, in Italia, le pompe di benzina che offrono questo servizio, sarebbero ancora ferme al 15% del totale. Le cose stanno migliorando da quando è stato introdotto l’obbligo delle pompe self service, ma c’è ancora molto da lavorare.

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Attualità e Mercato , strada , curiosità , varie , carburanti , editoriale , citta


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