Novità

pubblicato il 7 settembre 2005

Bimota DB5

Sintesi di emozione ed esclusività

Bimota DB5

Dare la matita in mano a Sergio Robbiano è come avere la sicurezza di realizzare un prodotto vincente. Se poi ci mettiamo un bel motore/ ducati /ed una tradizione ingegneristica all’avanguardia, fiore all’occhiello Bimota, allora non può che nascere un prodotto vincente. Parliamo della DB5, la moto della riscossa della Casa riminese, la prima della nuova gestione.

Non sarà sola
SB8K e Tesi 2D, insomma, hanno finalmente una bella sorellina…ma a Milano arriverà anche un’altra novità basata su questo nuovo progetto. Inutile segnalare che si tratta di un versione naked…ma sempre di/ bimota /di parla, per cui è meglio aspettare i primi dati ufficiali prima di esserne certi: per loro l’immaginazione è un vero e proprio stile di vita, non si sa mai…

Ma passiamo alla nostra DB5. Ad una prima occhiata potrebbe sembrare una moto estremamente semplice, in particolar modo se la si confronta con le varie Tesi, ma in realtà si tratta di un progetto estremamente interessante.

E per telaio? Un traliccio, grazie…
Il telaio, innanzitutto, è una struttura mista acciaio/alluminio. Sì perché la zona superiore è realizzata per mezzo di un “italianissimo” traliccio di tubi in acciaio imbullonato a due piastre in lega leggera ricavate dal pieno. Inutile segnalare come la lavorazione di quest’ultimo elemento sia spettacolare, così come toglie il fiato il forcellone posteriore: anch’esso basato sulla medesima struttura mista acciaio/alluminio, basa il suo funzionamento sul più semplice degli schemi, quello del “cantilever”.

Niente leveraggi, insomma, perché l’ammortizzatore Ohlins pluriregolabile è collegato direttamente al forcellone. Massima semplicità, così come è estremamente semplice l’idea di lasciare completamente visibile la sezione meccanica: oggi è l’unica supersportiva sul mercato a poter vantare una soluzione di questo genere.

92 CV bolognesi
Dentro a quella finestrella si vede bene il twin Ducati. Si tratta delle medesima unità impiegata con successo dalla Mulistrada./ bimota /è abituata a fornire ai suoi clienti ben altre potenze ma, assicurano, quelle arriveranno. Intanto ci sono i 92 CV del Dual Spark che da parte loro fanno di tutto per non gravare troppo in termini di peso e non complicare troppo la vita degli ingegneri nella collocazione di radiatori e tubazioni varie.

Il bicilindrico 1000 DS di Borgo Panigale, insomma, si presenta come una delle migliori unità disponibili per la realizzazione di una superbike estremamente maneggevole ed estremamente compatta. Ed in effetti, a vederla dal vivo, la DB5 è ancor più armoniosa e compatta di quanto fatto vedere in foto e siamo certi che i 9.4 Kgm di coppia massima che arrivano a 5.500 giri (2.500 giri prima del picco di potenza) sono in grado di far camminare forte i 165 Kg della DB5.

Sicuramente veloce
L’idea di realizzare una moto divertente, insomma, è stata certamente centrata e siamo certi che quando la metteremo in pista per i nostri test la DB5 otterrà tempi notevoli. E non lo pensiamo solamente per via del vantaggioso peso potenza ma anche per via della bella forcella (Ohlins come il mono), dell’impianto frenante Brembo con pompa e pinze radiali e delle misure vitali interessanti: altezza sella 790 mm, interasse 1.425 mm, inclinazione della forcella di 24° ed avancorsa di 99.83 mm.

Costa cara, ma l’esclusività si paga
In attesa di provarla segnaliamo che il prezzo è da…intenditori, purtroppo: 27.540 euro, iva compresa. 

Autore: Emiliano Perucca

Tag: Novità , strada , bicilindriche , 1000


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