Curiosità

pubblicato il 14 gennaio 2013

Il sogno di una vita: guidare la Britten V1000

E' successo a Adam Child, giornalista di Motorcyclenews

Il sogno di una vita: guidare la Britten V1000
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Nella professione del giornalista di moto capita spesso di guidare motociclette che normalmente sono appannaggio solo di piloti ufficiali, moto rarissime e costosissime. In tanti anni di questo lavoro, che giudico tra i più belli che un appassionato possa desiderare, sono salito in sella a tante moto da competizione, da quelle che correvano nei Campionati Italiani, a tante moto del Mondiale. Ma se mi chiedessero di esprimere un desiderio e di scegliere quale sia la motocicletta che vorrei guidare almeno una volta nella vita, allora non ci penserei un attimo: direi Britten V1000.

JOHN BRITTEN: IL PRECURSORE
Probabilmente saranno anche in pochi a capire al volo di che moto si tratta, visto che ormai sono passati quasi vent’anni dalla morte del tecnico neozelandese che anticipò nei primi anni novanta delle tecnologie costruttive che sarebbero state adottate in MotoGP solo quindici anni più tardi. Ma per chi sa di cosa parliamo, e per chi ebbe la fortuna di veder correre in pista una Britten, non sarebbe necessario andare oltre.

John Britten nativo di Christchurch in Nuova Zelanda costruì con le sue sole competenze una moto incredibilmente avanzata per l’epoca, che utilizzava il motore in funzione portante e per telaio adottava solo fibra di carbonio, con la quale John realizzò anche la sospensione anteriore Hossack, il forcellone posteriore e le ruote. Ma non bastava, perché il vulcanico tecnico progettò e costruì da sé anche tutto il motore, un bicilindrico a V stretta che all’epoca le suonava alle quadricilindriche e alle bicilindriche da Superbike.
La Britten divenne presto un caso più unico che raro, non solo perché funzionava, ma perché andava anche forte, e in più di una occasione si mise in luce in gare internazionali.
Quando ero studente ebbi la fortuna di veder correre una Britten nell’Internazionale Sound of Thunder a Vallelunga e ricordo molto bene il rumore che quella incredibile motocicletta di cui restano i soli dieci esemplari al mondo che Britten costruì fino al 1995, anno in cui morì per un melanoma.

ADAM CHILD IN SELLA ALLA BRITTEN
Il sogno di guidare la Britten V1000 è diventato realtà per Adam Child, giornalista di Motorcyclenews, che è stato inviato dalla redazione in Nuova Zelanda per un servizio esclusivo in sella alla Britten con cui corse Andrew Stroud. Il video riporta l’esperienza di Adam (che nel più perfetto stile British si è presentato in pista con pantaloncini, infradito e coppola in testa…) ed è una occasione unica per guardare sotto le carene come era fatta questa incredibile motociclette, ma soprattutto per sentire il rombo possente che emetteva allo scarico.
Dal video si vede che Child non tira le marce alla morte, e che anche in curva evita di forzare; il motivo è oltremodo evidente e lo stesso giornalista lo dichiara a fine prova, ricordando che questo esemplare oggi ha un valore di circa un milione di dollari neozelandesi

E voi? Qual è la moto che vorreste guidare almeno una volta nella vita?


Motorcyclenews in sella alla Britten V1000

Motorcyclenews in sella alla Britten V1000

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Curiosità , bicilindriche , 1000 , special , curiosità , tecnica , tecnologia , autodromi , personaggi famosi


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