Test

pubblicato il 5 ottobre 2006

Aprilia Tuono Factory - TEST

Prestazioni da SBK in abito da street fighter...

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E' difficile affermare con certezza che la nuova Aprilia Tuono Factory sia la più raffinata ed esclusiva naked attualmente presente sul mercato, ma se proprio proprio dobbiamo cercare un elemento che senza alcun dubbio la rende unica ed inimitabile, il nostro pensiero fila dritto a quella innata quanto devastante capacità di essere veloce su qualsiasi tipo di percorso.

Vero, si tratta di una caratteristica condivisa in toto con la versione base, ma che nella Factory raggiunge un livello talmente elevato da poter creare - a nostro parere - qualche grattacapo nella gamma stradale da un litro Aprilia: propulsore V60 nella configurazione più potente mai realizzata, sospensioni Ohlins e dettagli racing in carbonio a profusione, infatti, dovrebbero essere sufficienti per mettere in riga una RSV 1000 R...consentendo di giocarsela, cronometro alla mano, anche con sua maestà Factory carenata. Peccato che tra le due ci siano ben 2.400 euro di differenza: non possiamo comunque parlare di listino a "buon mercato", ma crediamo che i 13.990 euro richiesti per l'ultima delle Tuono siano una cifra estremamente interessante e capace di creare - nel caso in cui si andasse oltre i soli 300 esemplari previsti per Tuono Factory - questo tipo di problematica.

Dettagli economici a parte, comunque superflui visto che con le emozioni è difficile fare i conti, della RSV 1000 R Factory in questa ultima evoluzione della Tuono c'è proprio tutto, a partire dal motore bicilindrico V60 Magnesium da 139 CV. Per lui ben 10.9 kgm di coppia massima a 8.500  giri, che scaturiscono dall'adozione di valvole e condotti di scarico di maggior diametro rispetto alla "base", ma anche cornetti di aspirazione più lunghi ed una mappatura elettronica specifica, che rendono più vigorosa l'azione ai medi regimi. Il tutto è naturalmente omologato Euro3 e ben incastonato in quel gran bel pezzo di telaio realizzato in alluminio e magnesio che ha fatto registrare numerosi record nella sua categoria, tra i quali il peso - meno di 15 kg forcellone compreso - e la capacità di contenere l'interasse, che è di appena 1.410 mm.
Tuono è dunque una moto compatta e leggera, ancor di più nella versione Factory che dichiara di aver perso ben 2.5 kg tra una modifica e l'altra: non stentiamo a crederci, visto che l'intero reparto sospensioni affidato ad Ohlins - con una forcella da 43 mm di diametro trattata al TIN ed un ammortizzatore posteriore con serbatoio esterno Piggy Back - e l'introduzione dei bellissimi OZ Racing forgiati proposti anche su RSV Factory danno inevitabilmente vantaggi anche alla bilancia.

Nessuna modifica invece, ma non c'era assolutamente bisogno, all'impianto frenante, che è marchiato Brembo ed adotta pinze radiali a quattro pistoncini abbinate ad una pinza assiale regolabile su quattro posizioni.
Quanto a scarpe, infine, Aprilia si è affidata ancora una volta all'italiana Pirelli, che per Tuono ha suggerito le performanti Supercorsa PRO in mescola stradale, con il classico 120/70r17 davanti ed un 180/55r17 dietro, che non cancella da libretto il 190/50r17 ed il gommone 190/55r17, ma esalta le caratteristiche di agilità di questo progetto.

Finalmente in strada. In Aprilia, quest'anno, ci hanno abituato bene. Per il test della RSV '06 siamo volati in Qatar, per quello della RS 125 in Spagna mentre per quello della Tuono R è stato l'eccezionale panorama dei laghi e delle montagne che circondano Vittorio Veneto a fare da scenario ad un test così importante. Questa volta, però, la fantasia dell'ufficio stampa Aprilia ha superato ogni confine, perchè per mettere alla frusta una bestia come la Factory ci saremmo aspettati la "solita" giornata in pista...anche se, poterla guidare lungo il percorso di una gara in salita, magari chiusa al traffico, sarebbe stata un'opzione addirittura preferibile...

Pensato e fatto, gli amici di Aprilia hanno fatto chiudere e mettere in sicurezza il mitico "tracciato" della Levico-Vetriolo offrendoci la possibilità di provare in un contesto assolutamente nuovo e, ve l'assicuriamo, elettrizzante. Non sono mancate, comunque, le difficoltà. Spostare in modalità pista il cervello nonostante...la strada, è una vera impresa e Tuono Factory non ha certamente fatto nulla per metterci a nostro agio. No, non che la nuova Aprilia non sia come al solito intuitiva, ma le velocità con le quali ci si presenta in curva sono così elevate ed il contesto così "strano" da porre qualche limite in tema di apertura del gas e di utilizzo dei freni in molti dei turni a nostra disposizione.

Questo, in ogni caso, non ci ha limitato nello scoprire come le Ohlins, tarate come al solito in modo magistrale da Pellizzon e soci, rispondano in modo egregio alle sollecitazioni della pista - pardon, della strada... -, assicurando motricità in uscita di curva ed una chiara percezione di quanto accade sotto la ruota anteriore, in ogni momento.
Nel confronto con la versione base, Tuono Factory si impone non tanto nella velocità di percorrenza delle curve - a nostro parere paragonabile - ma nella rapidità di esecuzione dei cambi di direzione, che è sbalorditiva e sulle prime può addirittura lasciare di stupiti.

E' una sensazione che avevamo già riscontrato in Qatar scendendo dalla RSV R e montando sulla Factory, ma che su Tuono è ancor più avvertibile visto l'immenso braccio di leva assicurato dal manubrio in ergal, alto e largo, ben vincolato sulla piastra superiore di sterzo. Davvero molto buona la posizione di guida. Tuono Factory, ancor più della RSV, è in grado di mettere a proprio agio anche i piloti più alti, ma anche chi rientra nella media nazionale troverà nella naked Aprilia un'ottima impostazione generale. Si viaggia con il busto abbastanza eretto, le braccia larghe e le gambe raccolte, ma la lunghezza della sella consente di allungare o stringere la triangolazione velocemente, consentendo ad ogni pilota di giocare con la propria posizione di guida, anche in funzione del percorso o dello stile di guida adottato.

Una possibilità, questa, che rende più facile la "gestione" dell'esuberanza del propulsore, che nelle prime due marce scaglia con una certa facilità l'avantreno al cielo: c'è tanto lavoro per l'ammortizzatore di sterzo, ma la sua attività è così efficace che di reazioni violente e repentine non c'è traccia.

Si può tenere il gas aperto, insomma, sfruttando la proverbiale linearità del V60 veneto, che vibra pochissimo rimanendo trattabile anche tra i duemila ed i tremila giri. La sua voce forte segna il passo ad un carattere estremamente deciso, che viene fuori man mano che si raggiungono i fatidici 7.000, limite oltre i quale il V60 inizia a dare tutto sé stesso lanciando l'ago del contagiri sino a quota 11.000. Si tratta di uno dei motori più generosi presenti sul mercato, di sicuro il bicilindrico più completo oggi presente sul mercato, ed in quest'ultima versione crediamo abbia raggiunto la sua massima maturità.

Bello il cambio: preciso e veloce, come al solito, è caratterizzato da una prima un po' lunga e dagli altri 5 rapporti più ravvicinati. Si tratta di una soluzione ideale per chi va in pista, ma vista la coppia a disposizione, non è male nemmeno nell'uso stradale. Ineccepibile anche l'impianto frenante, dotato di grande mordente e di una modulabilità davvero elevata ed in linea con le esigenze di chi la Tuono la userà prevalentemente su strada.

Chiudiamo con una piccola considerazione estetica: qualcuno troverà un po' limitante la sola colorazione disponibile - è quella che potete vedere nella foto gallery - ma siamo pronti a scommettere che in pochi troveranno qualcosa di mal realizzato o assemblato in questo modello: c'è proprio tutto, dai tubi in treccia per i freni, ai particolari in carbonio tra cui alcune chicche come le mini-protezioni per i serbatoi dei freni e della frizione sul manubrio. Se special doveva essere, special sia...anche se il prezzo dice esattamente il contrario. 

Autore: EP

Tag: Test , strada , bicilindriche , naked


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