Attualità e Mercato

pubblicato il 8 gennaio 2013

Roma: "725 euro per lavare il sangue di mio figlio"

L'incredibile richiesta di risarcimento dopo un incidente mortale

Roma: "725 euro per lavare il sangue di mio figlio"

C’è poco da girarci intorno: gli incidenti stradali sono un business che non guarda in faccia alla morte e se non ci credete andate a leggere la vicenda che appare in questi giorni sulle pagine web dell’Edizione Romana di Repubblica.it.
I fatti risalgono al 2009, quando un ragazzo di 15 anni, Valerio Leprini, morì in un incidente in sella al suo scooter sbattendo la testa contro un palo dell’illuminazione pubblica che non doveva essere lì, in via del Fontanile Anagnino. Ciò che ha dell’incredibile, e che è al limite del disgustoso, è che alla madre del deceduto la società Sicurezza & Ambiente, incaricata di pulire il luogo dell’incidente dal sangue del ragazzo, abbia richiesto un risarcimento di 725 euro.

I FATTI
Tutta la triste storia è ben raccontata dai colleghi di Repubblica.it, quindi ci limiteremo a riassumere in breve i fatti. Il 20 agosto 2009 Valerio Leprini cadde in Via del Fontanile Anagnino e morì sbattendo la testa contro un palo che non doveva trovarsi lì.
Per la sua morte vennero imputati di omicidio colposo tre vigili e un funzionario del X Municipio e solo dopo il palo killer venne rimosso. Chi ci legge assiduamente ricorderà che OmniMoto.it ha già parlato del problema dei cartelloni Killer, che nella Capitale sono responsabili di tanti decessi.

Dopo il tragico danno ecco la beffa, la signora Alessandra Mezzetti mamma di Valerio, si vede recapitare a casa una richiesta dalla società Sicurezza & Ambiente di pagamento delle spese di ripristino della strada di ben 725 euro, dovute, a quanto pare, alla necessità di impiegare un macchinario speciale per ripulire il sangue della vittima…

GIRO D’AFFARI MILIONARIO
A quanto pare, però, questa agghiacciante vicenda è collegata ad un business ben più ampio, quello del ripristino delle strade in seguito ad incidenti stradali. Sì perché a Roma questo incarico venne dato dal Comune in appalto a una società, la Sicurezza & Ambiente nel lontano 2008. A quanto pare, all’epoca la S&A era così piccola da poter accedere ad una commessa diretta da parte del Comune senza passare per una gara d’appalto. Oggi però, che la società fattura 50 milioni di Euro l’anno emergono stranezze che hanno fatto scattare le indagini della procura.

Funziona così: quando avviene un incidente a Roma, anche lieve, il Comando della Polizia Municipale ha l’obbligo di inviare una richiesta di intervento alla S&A che invia sul posto una squadra. I tecnici rimettono a posto la scena del sinistro e stilano un verbale dettagliato che viene consegnato alla Municipale ed entra a far parte del risarcimento danni. Chi paga? Il responsabile del sinistro ovviamente, e così facendo il Comune non deve pagare di tasca sua la riparazione delle strade.
I Carabinieri al momento stanno indagando sui contratti firmati tra Comune e S&A, per capire se è tutto regolare o se qualcosa non torna in quello che visto da fuori sembra un affare milionario…

ALEMANNO: PAGA IL COMUNE
La vicenda sollevata dall’articolo di Repubblica del 4 gennaio scorso è arrivata alle orecchie di Gianni Alemanno, Sindaco di Roma, che la sera stessa affidava a Twitter la sua risposta: "Pagheremo noi del Comune la ripulitura della strada e cercheremo di punire chi ha chiesto i soldi alla madre di Leprini".
La vicenda sembra chiudersi qui, in attesa, speriamo, di sapere se i responsabili della richiesta di risarcimento verranno puniti per questo gesto davvero indegno.

Fonte: Repubblica Roma

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Attualità e Mercato , strada , 1000 , scooter , 600 , sicurezza , incidenti , editoriale , assicurazione , citta , 800 , 1200 , 1400


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