Attualità e Mercato

pubblicato il 4 gennaio 2013

Pedaggi rincarati: la strana reazione dei gestori

Qualche aumento bocciato, ed è subito polemica

Pedaggi rincarati: la strana reazione dei gestori

Gli adeguamenti per i pedaggi autostradali sono entrati in vigore l’1 gennaio 2013: è una "non notizia", giacché ogni capodanno arriva la stangata. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministro dell’Economia e Finanze hanno firmato i Decreti interministeriali che fissano gli adeguamenti, "concessi in applicazione delle normative vigenti e funzionali ad assicurare l’effettiva realizzazione degli investimenti posti a carico di ciascuna società concessionaria e a garantire il mantenimento della rete autostradale in condizioni di efficienza e di sicurezza per gli utenti". Quindi, i gestori investono e ottengono i rincari (la media nazionale è irrilevante, visto che le percentuali sono molto diverse a seconda della tratta). Perché i rialzi? Perchè una convenzione Stato-gestori consente a questi ultimi di alzare le tariffe: sta tutto scritto in una formula matematica. Che neppure il Governo Monti, con l’etichetta di Esecutivo liberalizzatore, ha scardinato.

Tuttavia, il Tesoro ha sospeso gli incrementi tariffari relativi a 4 concessioni autostradali, come già evidenziato nei giorni scorsi, (Brescia-Verona-Vicenza-Padova, SATAP A4 e SATAP A21 e SAT), e autorizzati incrementi inferiori a quelli richiesti per altre 3 (Autostrade per l’Italia, ATIVA e Milano – Serravalle): "Tale decisione è stata assunta in via cautelativa, nell’attesa del perfezionamento delle procedure relative ai rispettivi piani economico-finanziari, attualmente in corso di definizione".

Eppure, la reazione dei concessionari autostradali contro la decisione dei ministeri competenti di dare il via libera solo ad alcuni aumenti richiesti, è stata fortissima: il mancato adeguamento a fronte dell’impegno a realizzare 40 miliardi di investimenti viene valutato "incomprensibile" dall’Aiscat (Associazione italiana Società concessionarie autostrade e trafori): ci sarebbe "scarsa attenzione nei confronti del mercato e degli investitori, dimostrata anche dal fatto che l’Esecutivo ha atteso l’ultimo giorno utile". Questo, però, è difficile da comprendere: da un lato, quando la formula matematica della convenzione fa scattare i rialzi, allora i rincari vengono subito applicati; dall’altro, quando la stessa formula boccia gli aumenti, ecco la protesta dei gestori...
Alla fine, la sospensione verrà annullata? Vinceranno ancora i gestori? Ve ne daremo conto.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , 1000 , 600 , curiosità , citta , 800 , 1200 , 1400


Top