Epoca e Classiche

pubblicato il 29 dicembre 2012

Moto Guzzi California - L'americana d'Italia

La storia del modello più longevo di casa Moto Guzzi (prima parte)

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La nuova Moto Guzzi California ha aperto un capitolo del tutto nuovo per il marchio di Mandello. La 1400 Lariana, infatti, è in grado di fondere insieme aspetti fortemente legati al design del passato con quelli della tecnologia più moderna. Per Moto Guzzi, però, la sigla California significa innanzitutto storia, quella di un modello che ha seguito le vicende dell’azienda per oltre quarant’anni, senza mai uscire di produzione.
Quale occasione migliore dell’arrivo della nuova California 1400, allora, per ripercorrere insieme tutte le tappe della storia della più americana tra le moto italiane?
Restate con noi, quindi, per seguire la storia della California che vi proporremo in due puntate: la prima è quella che state leggendo, e la seconda sarà online il prossimo sabato 5 gennaio 2013.

1968 - 1969: NASCE LA V7 POLICE PER LA LAPD
La storia della California inizia nel 1968 e ha come protagonisti la Moto Guzzi V7, il potente importatore americano Berliner e la LAPD, Los Angeles Police Department.
I fratelli Joe e Mike Berliner credono fortemente nel potenziale della nuova V7 e sono convinti che la strategia migliore per aggredire il mercato americano sia partire dalla conquista delle commesse per la fornitura di motociclette alla polizia di Los Angeles. Dopo vari tentativi e superate le iniziali diffidenze, nel febbraio del 1968 i Berliner convincono i vertici della polizia a provare due esemplari di Moto Guzzi V7 700 leggermente modificati.
I policemen non tardano ad apprezzare le superiori doti di maneggevolezza e accelerazione della moto italiana mentre i meccanici dell’assistenza tecnica sono entusiasti dei vantaggi offerti dall’architettura a V trasversale di 90° che, per le sue caratteristiche di accessibilità e razionalità meccanica riduce drasticamente i tempi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Incassato il consenso di conducenti e meccanici, Moto Guzzi entra nel ristrettissimo novero delle case motociclistiche invitate, nel novembre dello stesso anno, a partecipare alla selezione per l’assegnazione di un lotto di dieci unità.
L’esigua commessa non deprime i tecnici di Mandello che allestiscono una V7 con una cilindrata maggiorata a 750 cc equipaggiandola con parabrezza, borse, luci supplementari, radio e sirena. Nasce così la V7 Police che, nei durissimi test di selezione sbaraglia la concorrenza nazionale, inglese e giapponese vincendo una commessa storicamente appannaggio del costruttore nazionale di Milwaukee.
La piccola legione di dieci unità è allestita a Mandello sotto gli occhi del sergente Scotty Hernderson della sezione TED (Traffic Enforcement Division) inviato da Los Angeles per supervisionare la produzione sulla quale sono state introdotte alcune modifiche, quali il cavalletto laterale azionabile da seduto, la leva del cambio a sinistra e il parabrezza antiproiettile in Lexan. Un’esperienza che il sergente commentò: "A Mandello avevo carta bianca, potevo decidere qualsiasi modifica e la moto l’ho vista nascere letteralmente davanti ai miei occhi". Nell’estate del 1969 le Moto Guzzi V7 Police entrano nella flotta delle oltre quattrocento moto della polizia di Los Angeles, diventando le preferite dai poliziotti più giovani, un segnale che la strategia dei fratelli Berliner stava iniziando a dare i suoi frutti, sia per il fioccare di nuove richieste dalle polizie americane, in primis la California Highway Patrol, sia per la curiosità che queste nuove moto iniziano a suscitare tra i motociclisti yankee.

1970 - 1972: DA V7 POLICE A V7 750 CALIFORNIA
L’eco della commessa vinta dalla Moto Guzzi in America giunge in Europa attraverso la stampa specializzata consolidando l’immagine di successo della V7, appena rinnovata con la versione 750 Special. Tanto basta per scatenare la curiosità di appassionati e concessionari che iniziano a chiedere insistentemente informazioni su queste V7 "americane" tanto da convincere la direzione a lanciare nella primavera del 1970 la V7 750 California.

Molte sono le modiche estetiche rispetto alla V7 Special: dal serbatoio al cruscotto, dalle pedane al manubrio a "corna di bue", dalla sella al cavalletto. Sotto il profilo tecnico, la California si differenzia dalla Special per la presenza dell’ammortizzatore di sterzo, per la coppia conica (8/37 al posto di 8/35) e per i silenziatori a "botticella". In sintesi la nuova V7 California eredita l’allestimento estetico della V7 Police la quale, grazie alla crescente diffusione sulle strade californiane, sostiene le vendite della V7 Ambassador, versione della California per il mercato americano.

1972 - 1974: V 850 CALIFORNIA, LA DIVA
Al salone del Ciclo e Motociclo di Milano del 1971 la Moto Guzzi presenta la V850 California. La nuova California porta in dote tutte le evoluzioni tecnologiche progettate da Lino Tonti sul motore della V7 Sport, come i carter rinforzati, ma con una cilindrata maggiorata a 844,05 cc. In questa configurazione il bicilindrico di Mandello raggiunge ben sessantaquattro CV a soli 6.500 giri/min imponendosi come il riferimento assoluto della categoria per potenza, prestazioni e affidabilità.

Dalla V7 Sport la V850 California eredita anche il cambio a cinque marce, il doppio freno a tamburo anteriore e gli ammortizzatori regolabili. La moto, dotata di una spiccata personalità estetica oltre che tecnica, conquisterà un grande successo in tutti i mercati, da quello statunitense, dove è venduta con il nome di Eldorado 850 a quello tedesco e francese, arrivando al record nel 1974 di oltre dodicimila unità vendute, delle quali quattromila in America.
Numeri che consentono di superare uno scenario congiunturale intricato dalla crisi energetica, dall’ascesa delle case motociclistiche giapponese e dal declino dell’industria motociclistica inglese.

1975 - 1980: T3 CALIFORNIA, LA RINNOVATRICE
Nel 1975, dopo oltre 100.000 unità prodotte tra V7 e V850, Moto Guzzi lancia la nuova serie 850 T3 – 850 T3 California. Si tratta della prima California introdotta sotto la nuova gestione De Tommaso e diventa famosa per l’innovativa "frenata integrale", un brevetto Moto Guzzi che consente di ridurre gli spazi d’arresto e migliorare la stabilità in frenata. Il motore diventa più potente ed ecologico: la potenza sale a sessantotto cavalli e, in anticipo di quasi vent’anni sulle normative europee, è dotato d’impianto di ricircolo dei gas incombusti nel motore.
Lo stile, sviluppato sul telaio della V7 Sport, è più moderno e compatto rispetto alla precedente V850 California, con serbatoio e sella integrati come vuole la tendenza stilista del periodo. Il mercato però è attirato dalle prestazioni e dalle sportive giapponesi così la pur ottima T3 California non replica il successo della progenitrice fermandosi a circa quattromila unità prodotte.

Appuntamento a sabato prossimo con la seconda puntata della storia della Moto Guzzi California.

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Epoca e Classiche , bicilindriche , curiosità , epoca , custom , vintage


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