Attualità e Mercato

pubblicato il 30 novembre 2012

Autovelox, cosa bolle in pentola

Quali novità in Italia? La Polizia vi "aspetta" al confine

Autovelox, cosa bolle in pentola

In Spagna (in Catalogna, per la precisione) è partito un esperimento che viene visto con interesse dagli altri Paesi europei, Italia in primis: un particolare sistema di autovelox. Sono radar collegati a una centrale operativa cui, in tempo reale, gli autovelox trasmettono l'infrazione. Se la targa è spagnola, la multa viene smistata in un primo canale; se è straniera, i dati sono trasmessi alle pattuglie di Polizia dislocate nelle zone di confine, affinché blocchino l'automobilista o il motociclista indisciplinato: qui, il guidatore (cui verrà mostrata la foto dell’infrazione) pagherà la sanzione. Resta pur sempre il problema delle auto prese in leasing in Germania: in questo caso, neppure il sofisticato sistema della Catalogna riuscirà a scovare l’automobilista.

Sarebbe davvero utile un sistema del genere per l’Italia, visto che i nostri Enti locali non perseguono mai lo straniero che compie un’infrazione nel nostro Paese: il gioco non vale la candela (cercare l’indirizzo cui inviare la multa e la spedizione del plico costano più dell’eventuale incasso), così lasciano stare.

La seconda notizia è che, dal 1° gennaio 2013, i Comuni dovranno contabilizzare i proventi delle multe per infrazioni rilevate con autovelox in maniera separata rispetto alle altre violazioni. Un modo per impedire ai Comuni di piazzare trappole per ripianare i propri debiti. Anche perché, entro il 31 gennaio 2014, i proventi delle multe da autovelox dovranno essere ripartiti fra ente locale e gestore della strada. Addio agli incassi d’oro per i Comuni? Staremo a vedere.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , codice della strada , autovelox


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