Attualità e Mercato

pubblicato il 29 novembre 2012

Carta di circolazione: dal 7 dicembre scatta l'obbligo dell'aggiornamento

Va "registrato" il nome dell'utilizzatore

Carta di circolazione: dal 7 dicembre scatta l'obbligo dell'aggiornamento

Arriva un’altra novità in tema di legge, e c’è poco da stare allegri. Iniziamo proprio da questa, la legge: il Decreto del Presidente della Repubblica numero 198, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 273/12 con una prescrizione che scatta il 7 dicembre prossimo interessa l’aggiornamento della carta di circolazione (obbligatoria) se il veicolo (auto o moto che sia) è utilizzato per periodi che superano i 30 giorni da persone diverse dai proprietari. Un’altra idea del governo dei tecnici. L’unica (misera) consolazione è che sono esclusi i familiari, purché conviventi. Le prescrizioni in questione riguarderanno dunque sia gli enti e le società che le persone fisiche.

Per quanto concerne le società, anche se la trasformazione societaria non dà luogo alla creazione di un nuovo soggetto giuridico distinto da quello originario, e dunque non configura l’obbligo di annotazione al Pra, gli interessati hanno comunque l’obbligo di chiedere l’aggiornamento della carta di circolazione (va annotata dunque la nuova denominazione). Per le persone fisiche, invece, gli uffici in questione sono tenuti su richiesta degli interessati a provvedere alla relativa annotazione nel caso in cui abbiano la temporanea disponibilità del veicolo per periodi superiori a trenta giorni, in forza di contratti o altri atti unilaterali o a titolo di comodato ovvero in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale in caso di comodato.

Ciò che interessa ai più, è che se madre o padre prestano la moto o la macchina al figlio convivente o al rispettivo marito o moglie, non cambia nulla, e dunque non serve modificare il libretto o registrare la cosa presso la Motorizzazione. Per periodi superiori a 30 giorni, a titolo di comodato ovvero in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale, va annotato sul libretto il nominativo del comodatario e la scadenza del relativo contratto, oppure il nominativo dell'affidatario. Ancora non si conoscono i costi dell'operazione, ma una cosa è sicura, salvo che il fatto costituisca reato, chiunque
 non rispetti la regola sarà punto con una ammenda che va da 500 a 2.000 euro e la
 sanzione la si applica anche sia a
 chi ha la materiale disponibilità del veicolo al quale
 si riferisce l'operazione, sia al soggetto proprietario 
dissimulato.

Ma la domanda è... perchè? La ragione non è data, o meglio, la legge non fa riferimento a nulla, ma è facile intuirne la motivazione: facilitare l’applicazione delle multe a carico dei veri responsabili delle infrazioni. Pensiamo a quelle rilevate in automatico dagli autovelox, Tutor, Vergilius, T-Red, oltre a tutte le telecamere nelle città per le varie ZTL. Il verbale arriva a casa del proprietario che, potrebbe anche non ricordare il nome di chi ha commesso l’infrazione.

Ma... è anche vero che la registrazione avrà un costo, che moltiplicato per "x" veicoli e motoveicoli, rappresenterà l’ennesima entrata per lo stato. Dall’altra parte e giustamente, niente più "giri strani" con auto, furgoni, moto... aziendali. C’è già chi però ha espresso un parere negativo in merito a questa nuova legge, come Giovanni D’Agata, dello Sportello dei Diritti che attacca: "Il Governo dei tecnici, sempre più il Governo degli strafalcioni. Non c’è materia, infatti, nella quale la normativa o la regolamentazione introdotta dall’esecutivo Monti non crei distorsioni ai sistemi vigenti o addirittura complichi in maniera non del tutto logica la vita quotidiana dei cittadini". Inoltre - dice D’Agata - "è chiaro che l’intento del Ministero dei Trasporti è quello di rendere più semplice la contestazione delle infrazioni al Codice della Strada agli effettivi responsabili, ma sarà davvero complicato stabilire le modalità di attuazione giacché la stessa vettura può essere in uso a più soggetti o il libretto subire continue annotazioni, in astratto anche 12 all’anno se c’è una successione nell’utilizzo del mezzo fra più soggetti diversi dal proprietario". Come dargli torto... e voi, cosa ne pensate?

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Attualità e Mercato , varie , codice della strada


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