Attualità e Mercato

pubblicato il 28 novembre 2012

Benzina, dove va l'ultima accisa?

I gestori si difendono

Benzina, dove va l'ultima accisa?

Le accise sul carburante stritolano l’italiano che ha un veicolo. Di recente, sono finiti nel mirino i gestori di benzina, ma la Figisc (sindacato) non ci sta: "È errato imputare l’ultimo aumento di accise (pari a +0,42 cent/litro in data 11 agosto 2012) alla stabilizzazione del bonus fiscale dei gestori". La verità starebbe altrove: "La strutturalità del bonus - dice la Figisc - è coperta finanziariamente solo dai commi 4 e 6 dell’articolo 34 della legge 183/2011: a fronte di fabbisogni per 41 milioni di euro nel 2012 (24 erano già coperti dal milleproroghe 2011) a far data dal 1° gennaio 2012 l’aumento di accisa fu pari a 0,001 euro/litro". Il tutto aumentato a 0,0015 dal 1° gennaio 2013 per fabbisogni stimati nel 2013 pari a 65 milioni di euro.

In definitiva, secondo il sindacato, altra cosa sarebbero i 65 milioni di euro finanziati con l’aumento dell’11 agosto, in forza di quanto stabilito dall’articolo 30, comma 33 della stessa legge 183/2011, con finalità, dunque, che nulla avrebbero a che vedere con il bonus dei gestori.

"Aggiungiamo - conclude la Figisc - per paragonare doverosamente gli ordini di grandezza in maniera corretta - che quando venne istituito il bonus valeva l’1,6‰ dell’accisa sulla benzina ed il 2,1‰ di quella sul gasolio ed oggi pesa ancor meno: l’1,4‰ dell’accisa sulla benzina e l’1,6‰ di quella sul gasolio".

Era doveroso riportare la posizione dei gestori. Resta un fatto: fare il pieno è un salasso, con tasse pagare a profusione, senza quei tagli dei costi della politica che era tanto attesi e doverosi.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , carburanti


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