Attualità e Mercato

pubblicato il 21 novembre 2012

Benzina, la "rivolta" dei gestori

Il sindacato promette battaglia per le difficoltà economiche

Benzina, la "rivolta" dei gestori

Non è solo chi ha un veicolo a soffrire per il caro-benzina; anche la Figisc (sindacato gestori) denuncia le condizioni di gravissima difficoltà economica in cui versa il comparto come risultato di una fortissima contrazione delle vendite: addirittura -50% in due anni. Numeri da brivido. Più, dice il sindacato, l’effetto pesantemente negativo sugli erogati della campagna di megasconti nei week-end estivi (notoriamente il periodo del picco di traffico sul segmento autostradale), che ha portato i differenziali di prezzo anche fino a 30 €cent/litro. Questo, "nonostante precisi impegni assunti in sede ministeriale sulla spalmatura dei differenziali derivanti dalle gare e senza riversare ai gestori una parte dei benefici discendenti dal tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo".

A seguire, la Figisc attacca "il Governo che, dopo aver avviato positivamente il confronto fra concessionarie autostradali, Compagnie petrolifere e gestori, ha ceduto alla intransigente posizione di Unione petrolifera". Questa, "rivendicando la diffusione su tutta la rete autostradale di modalità di vendita tali da estromettere in prospettiva i gestori, ha determinato il fallimento di un’intesa già definita e sottoscritta da tutti gli altri, senza porsi il problema di una necessaria ristrutturazione della rete autostradale con conseguente chiusura degli impianti a bassissimo erogato (inferiore a 2.000 klt/anno)". Dopodiché, il sindacato mette nel mirino lo strapotere delle banche che, "nonostante esista una Legge dello Stato sulla gratuità delle transazioni con carte bancarie, continuano ad addebitare ai gestori, a vario titolo ed in maniera elusiva della Legge, gli oneri connessi, nel più totale silenzio delle Compagnie e del Governo".

In definitiva, i gestori metteranno a punto un calendario di azioni di protesta che prevedano: chiusura degli impianti durante il servizio notturno; riduzione al minimo essenziale dei servizi, compresa la pulizia dei bagni e dei piazzali; compensazione sul prezzo praticato delle perdite di bilancio; oscuramento effettivo dei "benzacartelloni" da definirsi "tratta per tratta". In più, la Figisc promette che non ci sarà nessun invio in qualsiasi modalità dei dati di vendita non oil alle società petrolifere e alle concessionarie per il calcolo delle royalty, "con diffida per entrambe a effettuare interventi forzosi di prelievo di tali informazioni presso gli impianti anche tramite soggetti terzi". Senza contare il rifiuto dell’accettazione di carte di credito/ debito bancarie e aziendali. Ovviamente, la chiusura degli impianti su tutto il territorio nazionale, in concomitanza con le scelte che stanno maturando anche fra i gestori della viabilità ordinaria.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , carburanti


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