Attualità e Mercato

pubblicato il 7 novembre 2012

Benzina: pieno oltreconfine

Il fenomeno che allarma, è sempre più marcato!

Benzina: pieno oltreconfine

In fuga dall’Italia per cercare la benzina meno cara: è il pendolarismo del pieno. Fenomeno sempre più marcato. Lo denuncia la Figisc (sindacato gestori), secondo cui nelle aree di confine si continuano a perdere ingenti quantità di vendite a favore dei limitrofi Paesi e dei relativi Erari statali. Ed ecco l’affondo: "Né potremmo aspettarci qualcosa di molto diverso, dal momento che, con un immediato riflesso sul prezzo finale, la nostra fiscalità incombente sui carburanti è la più alta rispetto a quella dei Paesi che confinano col nostro". Le differenze vanno da un minimo di 7 centesimi (con la Svizzera sul gasolio) a un massimo di 26 centesimi (con la Francia sul gasolio), su una media di 19 centesimi sul diesel e di 21 sulla verde.

QUANTO CI PERDIAMO
L’entità delle imposte sui carburanti (una media nel 2012, compresa l’Iva sul prezzo industriale, di 0,95 euro/litro tra benzina e gasolio) chiarisce che, per ogni litro di prodotto che nelle aree di confine finisce sulla rete distributiva estera per effetto del pendolarismo del pieno, l’Erario nazionale ci rimette un euro. Questo fenomeno, enormemente potenziatosi, spiega la Figisc, a seguito delle scelte di pesante inasprimento fiscale del prelievo sui carburanti, interessa volumi di centinaia di milioni di litri, con conseguente mancato introito erariale di centinaia di milioni di euro. Una situazione che produca effetti locali negativi sull’economia locale, sulle Imprese del settore e sulle misure di contrasto in atto nelle Regioni interessate. Ma il sindacato si chiede polemicamente se tutto questo interessi allo Stato, "che sui carburanti, tra accise e imposta sul valore aggiunto, ha già fatto bottino alla grande: nei primi nove mesi del 2012, ben 4,2 miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e ciò nonostante una contrazione dei consumi di circa 3 miliardi di litri". I consumi, infatti, sono passati dai 33,8 miliardi di litri maturati fino al settembre 2011 ai 30,8 fino al settembre 2012 (0,9 miliardi di litri di benzina in meno e ben 2,1 miliardi di litri di gasolio in meno), una flessione complessiva del 9%. Però le entrate su benzina e gasolio sono cresciute da 24,4 a 28,6 miliardi di euro, ossia di oltre 17 punti percentuali in più (+3,2 miliardi di euro di accise e +1 miliardo di euro di Iva).

QUALE FONDO?
È sempre la Figisc ad attaccare il Governo Monti: "L’ultimo provvedimento adottato su questa sconcertante vicenda è una norma che mette a disposizione 20 milioni di euro su un depistante 'Fondo per la valorizzazione e promozione delle realtà socioeconomiche delle zone appartenenti alle regioni di confine': così depistante che sinora quelle risorse, normate ad aprile, non solo non sono state ancora assegnate, ma neppure suddivise tra le Regioni".

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , curiosità , varie , mercato , carburanti


Top