Special e Elaborazioni

pubblicato il 1 novembre 2012

New York - Una visita alle moto commemorative

Nella Grande Mela ce ne sono almeno tre: scopriamole insieme

New York - Una visita alle moto commemorative
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Sono giorni difficili per la Grande Mela. L’uragano Sandy, che ha devastato il Nord America, ha messo a dura prova l’intera città di New York. Manhattan, il Queens e gli altri quartieri hanno passato 24 ore di inferno che hanno lasciato la città in condizioni davvero critiche. Non spetta ovviamente a noi dare le notizie in merito ai disastri causati dall’uragano Sandy, e siamo sicuri che la popolazione americana saprà reagire con vigore a questa sciagura, visto anche che è abbastanza abituata a rialzarsi dopo grosse catastrofi.

Proprio la visione di New York allagata, e di quella gru afflosciata in cima alla torre principale del World Trade Center che tutti hanno visto in televisione, ci riporta alla memoria sciagure ben peggiori da cui i Newyorchesi hanno saputo riprendersi con dimostrazioni di grande carattere e organizzazione.
Nella cultura statunitense poi, è risaputo che esiste una grande consuetudine che è quella di commemorare gli eventi così come le persone con dei ricordi. Chiunque abbia visitato New York, o qualsiasi altra grande città americana, sa che è d’uso comune piazzare targhe e monumenti ricordo un po’ ovunque. E’ sufficiente passeggiare per i viali di Central Park per vedere decine e decine di targhe metalliche piazzate sulle panchine del parco, a ricordo di una persona cara o di un grande amore, ma un po’ ovunque negli States troverete targhe commemorative.

Ma che c’entra tutto questo con le moto? C’entra perché le immagini di New York devastata dall’uragano Sandy ci hanno riportato alla mente delle foto scattate durante una recente vacanza a Manhattan, che ritraggono tre motociclette commemorative esposte in varie zone della città. Scopriamole insieme, anche se non sarà una "visita" particolarmente allegra.

WORLD TRADE CENTER REBUILDING CHOPPER
La prima motocicletta che incontriamo a New York è esposta all’interno del Museo provvisorio del 9/11 Memorial ed è anche quella che ha suscitato in chi scrive i sentimenti più contrastanti. Non è necessario ricordare a nessuno cosa significhi per il mondo intero, e in particolare per gli Americani, l’11 Settembre, ma immaginate di trovarvi di fronte a questo monumentale chopper che non può far altro che suscitare ammirazione in qualsiasi appassionato di buona meccanica. E, mentre guardate incuriositi le sue forme inconsuete, pensate di alzare lo sguardo al di fuori della vetrina e di trovarvi davanti la spianata dove sorgevano le Torri Gemelle, oggi trasformata nelle due fontane del 9/11 Memorial. Beh, la pelle d’oca è garantita, e questa motocicletta testimonia alla perfezione lo spirito combattivo e l’intenzione di far risorgere il World Trade Center dei newyorchesi.

La moto è stata commissionata da Daniel Tishman co-presidente del Comitato per la Costruzione del 9/11 Memorial alla Paul Jr. Designs. Paul Jr., che è stato uno dei fondatori della Orange County Choppers ha disegnato per il Museo del Memoriale una motocicletta che si ispira nelle sue forme al World Trade Center che è attualmente in fase di ricostruzione.
Come vedete, la ruota anteriore ha le razze che si ispirano al disegno della Torre n°1 del nuovo World Trade Center, e al loro interno sono decorate con vetro colato a mano che ricorda le superfici vetrate della torre che sarà la più alta dello Skyline più famoso del mondo.
Le travi della forcella a levette oscillanti richiamano con, le loro nervature, la struttura della Torre numero 3 (ancora agli inizi della costruzione), ma il pezzo più importante della moto è il serbatoio.

Quella che sembra una stravagante costolatura fatta con piastre di alluminio verniciate in bianco non è altro che una costruzione in scala che replica il transportation hub, il cuore centrale del futuro World Trade Center, disegnato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Il lavoro di Paul Jr. prosegue nel design dello scarico, che ha il terminale di forma romboidale con l’estremità tagliata a 45 gradi e rivestito di mattoncini a specchio ed è la replica in piccolo di quella che sarà la Torre n° 2 del WTC.
I riferimenti al World Trade Center non sono finiti, perché il cerchio posteriore è completamente rifinito a specchio con l’intenzione di ricordare le due grandi fontane di Ground Zero, che costituiscono il vertice simbolico ed emozionale del Visitors Center.

JAMES CARTIER MEMORIAL MOTORCYCLE
La tragedia dell’11 Settembre ha colpito così da vicino la popolazione di New York che anche la seconda moto commemorativa che incontriamo per le strade di Manhattan è a Ground Zero. La possiamo vedere a poche centinaia di metri dal WTC Rebuilding Chopper, visto che è esposta dentro il Visitors Center, attraverso il quale bisogna passare se si vuole visitare Ground Zero, per ritirare il pass di ingresso (che è gratuito).
La moto è una Harley-Davidson 883 del 1988 promessa in dono dalla famiglia Cartier al futuro Museo del 9/11 Memorial in ricordo di James Cartier.
James aveva 26 anni in quell’11 settembre e faceva parte di una squadra di elettricisti impegnata in lavori di manutenzione al 105esimo piano della Torre Sud quando gli aerei si schiantarono sul World Trade Center.

James era il sesto di sette fratelli, e da meno di un anno condivideva la passione per la sua 883 con John, suo fratello maggiore. L’11 settembre James chiamò più volte la sua famiglia e in una delle telefonate avvisò il fratello John che nella Torre Nord appena colpita era presente loro sorella Michele.
Alcune settimane dopo la sciagura, senza aver ancora ricevuto conferma ufficiale della sorte del fratello James, John Cartier decise di trasformare la motocicletta del fratello in un "tributo viaggiante" alla memoria del fratello scomparso e di tutti quelli che hanno perso la vita nel crollo delle Torri Gemelle.
E’ così che la moto è stata aerografata con tutto ciò che faceva parte della vita del fratello scomparso, insieme ai nomi delle 17 persone che con James facevano parte della "International Brotherhood of Electrical Workers", morte l’11 settembre. La moto sarà esposta al Museo del 9/11 Memorial non appena pronto.

LIBERTY BIKE
Chiudiamo con qualcosa di meno triste, ma sicuramente non meno importante per la popolazione non solo di New York, ma di buona parte degli immigrati negli Stati Uniti: la Liberty Bike, che è esposta sull’isolotto di Liberty Island all’estuario fiume Hudson.
La motocicletta è stata svelata il 28 ottobre del 2010 e rimarrà nel piazzale retrostante la Statua della Libertà per tutto il 2012, ed è stata commissionata dalla Gold Leaf Corporation per il 125esimo anniversario della Statua della Libertà.
La moto è stata costruita da Paul Teutul Senior della Orange County Choppers (sì, l’irascibile padre di Paul Jr. di cui vi abbiamo scritto poco sopra) ed è ispirata in tutto alla Statua della Libertà.

La moto è stata interamente placcata con il rame avanzato dal restauro della Statua avvenuto anni addietro, grazie ad un accordo siglato con la Fondazione Statua della Libertà/Ellis Island sotto la direzione del National Park Service / US Department of Interior.
Paul Senior non si è solamente ispirato alla Statua che significava libertà per gli oltre 12 milioni di persone che arrivavano a Ellis Island sperando in un futuro migliore, ma ha utilizzato anche materiali propri della statua.
E’ così infatti che la leva del cambio è stata realizzata da una sezione di cavo elettrico che, un tempo, portava corrente alla torcia di "Miss Liberty". Il disegno del manubrio è evidentemente ispirato alle punte della corona della statua, mentre il parafango anteriore e il forcellone sono stati costruiti mimando la struttura interna delle travature reticolari che sorreggono il monumento. Il carburatore, appositamente costruito dalla DaVinci Performance è stato modellato per assomigliare alla torcia di "Miss Liberty" e la sua "fiamma" si illumina quando viene avviato il motore.

Il Tributo alla Statua della Libertà si conclude con una frase aerografata sul parafango posteriore della moto, tratta dal sonetto "The New Colossus" di Emma Lazarus, famosa poetessa newyorchese che lo scrisse per raccogliere fondi per la costruzione della Statua, e che è inciso su una lastra di bronzo presente all’interno del piedistallo del monumento. La frase riporta: "Give me your tired, your poor, your huddled masses yearning to breathe free".

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Special e Elaborazioni , bicilindriche , chopper , tuning , special , curiosità , tecnica , custom , viaggi , citta


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